Referendum: si vota il 12 e 13 giugno 2011

Referendum: si vota il 12 e 13 giugno 2011

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A favore del SI sono previste imponenti manifestazioni per il 10 giugno in quattro principali città italiane: a Roma in Piazza del Popolo, a Milano in Piazza Duomo, a Palermo in Piazza Verdi, a Napoli in Piazza Dante. Il Referendum è uno strumento di salvaguardia della volontà popolare e di garanzia delle libertà democratiche. Gli italiani il 12 ed il 13 di giugno 2011 hanno la possibilità di esprimere il proprio voto su quattro importanti quesiti: nucleare, “legittimo” impedimento, privatizzazione dell’acqua

Roma, lunedì 6 giugno 2011 – “E’ questione di vita o di morte…chi è già al mare deve tornare a casa a votare” dichiara un accorato Adriano Celentano, riferendosi al nucleare, in una puntata di Annozero. Affinché il Referendum sia valido è importante che venga garantita un’affluenza alle urne del 50% più uno dei votanti. Per far comprendere l’importanza del recarsi alle urne sono in corso mobilitazioni da parte di schieramenti politici, intellettuali, scienziati, personaggi dello spettacolo. Persino i bossiani del Carroccio, tanto legati alle tematiche del territorio, come ha di recente affermato il politico leghista Mario Borghezio, potrebbero riservare qualche sorpresa e votare in linea con i partiti all’opposizione.

Quesiti Referendari

Referendum sul Nucleare: Votando SI a tale quesito si impedirà il ricorso all’energia nucleare nel nostro Paese. Un’energia di cui non si può avere il controllo ed i cui costi, dovuti anche alla gestione delle scorie radioattive, possono di gran lunga superare i benefici.

Referendum sul Legittimo Impedimento: Votando SI a tale quesito si ha l’opportunità di ribadire che la legge è uguale per tutti e che non sono leciti impedimenti di sorta in caso di processo ad alte cariche pubbliche. Nel rispetto della nostra carta costituzionale che prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge (Art. 3) la carica pubblica non può e non deve essere considerata uno strumento di impunità.

Referendum sull’Acqua: I quesiti sono due, votando SI ad entrambi si avrà modo di impedire la privatizzazione nella gestione del servizio idrico e che venga aumentata da un gestore privato la bolletta di un 7% a remunerazione del suo investimento, senza che a ciò corrisponda un oggettivo miglioramento del servizio.

In merito ai quesiti referendari la posizione dei partiti politici è la seguente: mentre la Lega Nord si dichiara incerta e Udc, Futuro e Libertà e Pdl promuovono il libero voto, un esercito di partiti si dichiara con decisione a favore del SI (Partito Radicale, Idv, Verdi, Sel, Fed. Sinistra, Pd). In questa campagna referendaria assistiamo a dichiarazioni che hanno del paradossale. Bossi stupisce dai microfoni di Radio Padania, nel rivendicare l’acqua quale bene di tutti, mentre il suo principale alleato si schiera da mesi a favore della privatizzazione dell’acqua. Ma sarebbe ancor più sorprendente constatare nel dopo elezioni una Lega Nord contro il legittimo impedimento e contro il nucleare.

Paradossali anche le dichiarazioni di chi critica Annozero come artefice della perdita del consenso da parte dei partiti di maggioranza. Il giornalista Michele Santoro afferma che non può essere una semplice trasmissione televisiva a far perdere le elezioni od a minare la credibilità dei telegiornali e che l’editoriale del TG1 non può essere messo in disparte da semplici vignette. Concordiamo sul fatto che la TV debba dare reale informazione: le notizie vanno date tutte. Gli elettori devono essere posti in grado di farsi una propria personale opinione sui rispettivi accadimenti.

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