«Sindaci, siate garanti della laicità dello Stato»

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Lettera aperta di un gruppo di cittadini ai capi delle amministrazioni locali dei Castelli Romani per chiedere un più rigoroso rispetto del pensiero dei non credenti e dei fedeli acattolici, anche con la realizzazione di “sale del commiato” per riti funebri laici e culti la cui libertà è garantita dalla Costituzione

Roma, mercoledì 18 luglio 2012 – Una lettera aperta ai sindaci dei Castelli Romani affinché non dimentichino il loro ruolo di garanti della laicità dello Stato, sancita dalla Costituzione. E perché non venga meno il diritto alla tutela della libera manifestazione del pensiero dei cittadini, sia laici sia credenti, con pari dignità per tutte le fedi e anche per chi non crede.

La lettera è stata consegnata ai sindaci con la sottoscrizione di un primo gruppo di cittadini, ai quali se ne aggiungeranno altri perché le sottoscrizioni sono ancora aperte, «preoccupati per il crescente coinvolgimento delle amministrazioni delle nostre città – si legge nel documento – in manifestazioni di supporto diretto alla Chiesa Cattolica e alle sue iniziative clericali». Nella lettera si chiede anche ai primi cittadini di promuovere la realizzazione delle “sale del commiato”: ambienti destinati ad accogliere funzioni laiche per i defunti e ad ospitare celebrazioni di culti acattolici (nella foto, una delle sale del commiato allestite in Italia).

Questo è il testo della lettera aperta, con le prime sottoscrizioni giunte:

Cari Sindaci,

Siamo un gruppo di cittadini dei Castelli Romani preoccupati per il crescente coinvolgimento delle amministrazioni delle nostre città in manifestazioni di supporto diretto alla Chiesa Cattolica e alle sue iniziative clericali.

Tale coinvolgimento è una delle forme con cui gran parte della politica ricerca supporto per la propria sopravvivenza, assicurando, anche ai più alti livelli, ingenti finanziamenti pubblici a questa già ricchissima e potente istituzione (dai contribuenti italiani la Chiesa riceve più di sei miliardi di euro ogni anno) che influenza parlamento e governi, non escluso l’attuale “Governo tecnico”.

Le conseguenze del disastroso connubio tra religione cattolica e politica – negative per la democrazia e per il bene della collettività – sono osservabili, ad esempio, nei divieti e nelle restrizioni della Legge 40 (basata su una teoria sull’evoluzione dell’embrione non condivisa dalla comunità scientifica), nel sostanziale mancato rispetto della Legge 194 negli ospedali pubblici, nel crescente supporto all’obiezione di coscienza dei farmacisti in relazione alla contraccezione d’emergenza, nel mancato riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, nella prossima legge (regressiva) sul testamento biologico. Si è giunti perfino al rifiuto di celebrare matrimoni civili da parte di un sindaco cattolico (Alfredo Celeste, sindaco di Sedriano in provincia di Milano).

La politica dovrebbe essere garante della Costituzione, la quale, basata su principi di laicità, non privilegia alcun particolare movimento o confessione religiosa. Ci si aspetta quindi che gli amministratori delle nostre città, nelle loro funzioni pubbliche e in qualità di rappresentanti dei cittadini, mantengano un atteggiamento neutrale ed equidistante, garantendo lo stesso spazio pubblico e le stesse risorse finanziarie a enti religiosi (di qualsiasi confessione), areligiosi e non religiosi, per non discriminare i cittadini in base alle loro idee.

Cogliamo infine l’occasione per formulare una specifica richiesta. Chiediamo ai nostri amministratori che sia messo a disposizione dei cittadini uno spazio pubblico per il commiato dei defunti: una sala per funerali civili in cui le persone che non desiderano celebrare funerali religiosi possano degnamente salutare i propri cari senza doversi trovare ad affrontare difficoltà e problemi di natura logistica, in un momento di profonda sofferenza come quello che segue il decesso di una persona cara.

Cordiali Saluti,

Alladio Franco, Alladio Valeria, Angelini Anna, Baglioni Lucia, Benfatto Maurizio, Bernardini Stefania, Bizzoni Yuri, Borello Patrizia, Bossi Fabio, Brunelli Paola, Buglia Augusto, Buratti Paolo, Campeti Maria Paola, Caldara Benedetto, Cascella Beatrice, Cesaroni Rita, Cipriani Maria Anna, Ciraci Mario, Clozza Alberto, Correani Maurizio, Costantini Ellida, Corvino Daniela, Croce Luigi, Cupellini Antonio, De Felici Marina, De Felici Stefano, De Felici Roberta, De Giovanni Adriana, D’elia Sergio, Del Vescovo Enrico, Di Bello Margherita, Di Nunzio Patrizia, Di Nunzio Fabrizio, Di Palma Grazia Maria, Di Vito Gaetano, Di Vito Luigi Francesco, Dondarini Ilario, Donghi Pino, Duranti Anna Maria, Duranti Maria Caterina, Ercolani Sandro, Felici Roberto, Ferretti Valentina, Fioramanti Gilda, Foggetta Luca, Gallo Alessandro, Gentile Fiorella, Gianquinto Alberto, Giorgio Marina, Giuliani Lorenzo, Ghigo Andrea, Ghirardi Angiolino, Guidi Giovanni, Grassi Francesca, Josephine Wennerholm, Infranca Antonio, Ligi Carlo, Loret Emanuele, Lucci Maurizio, Luffarelli Michele, Luffarelli Alice, Luigi Francesco, Lustri Ippolita, Mancuso Alessandro, Marciano Massimo, Marini Giovanna, Meccariello Aldo, Menale Giuseppe, Micozzi Paolo, Milardi Catia, Morsilli Lorena, Obert Hannelore, Orlando Alessandra, Tavani Emilia, Polidore Maria Grazia, Ricciardi Ciro, Risi Ivana, Rossetti Nadia, Santia Renato, Santini Rosalina, Santoro Giuseppina, Scala Mario, Scala Rosanna, Silo Roberta, Silo Mario, Simoni Loretta, Simonetti Michele, Knap Lothar, Urilli Emiliano, Urilli Sergio, Vaccarezza Cristina.

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