Beagle liberi. Fuori dall’inferno di Green Hill

Beagle liberi. Fuori dall’inferno di Green Hill

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Sequestrato Green Hill. Dove piccoli e grandi beagle vivevano l’inferno. Green Hill si trova in provincia di Brescia e alleva cani beagle per laboratori di vivisezione

Roma, giovedì 19 luglio 2012 – La lotta parte già da qualche tempo e ,tra gli altri, facebook ne diventa il maggiore diffusore di notizie. Slogan, fotografie, video, appelli. La vittoria arriva e tre persone sono ora indagate per il reato di maltrattamento di cani. La struttura è composta da 5 capannoni nei quali, secondo la Lega Antivivisezione, la LAV, “le condizioni di mantenimento degli animali non soddisfano la necessità etologiche e fisiche degli animali. I beagle vengono allevati in massa e cresciuti senza vedere la luce del sole o poter passeggiare all’aria aperta, mantenuti all’interno di gabbie di dimensioni esigue, dalle quali escono solo al momento di essere trasferiti presso la loro destinazione finale: il laboratorio”. Il Green Hill è di proprietà di un’azienda americana, la Marshall Farm Inc.

La risposta del responsabile in Italia per Green Hill non tarda ad arrivare. Ghislaine Rondot:  “E’ un atto politico che non ha alcun fondamento e mette in contrasto l’Italia con il resto dell’Europa. Continua dicendo: “Montechiari è stato oggetto di perquisizioni nel novembre 2010, ha subito 16 ispezioni che hanno appurato le norme vigenti senza riscontrare alcune violazioni ed ora a sorpresa ci accusano di maltrattamenti e chiudono l’impianto. Le ragioni non sono solo legali ma politiche.”

Esistono video che confermano le situazioni drammatiche cui erano sottoposti piccoli e grandi beagle eppure afferma sempre G. Rondot: “I nostri beagle si trovavano in ottime condizioni, tenuti in numerosi box di buone dimensioni, con un’ampia libertà di movimento”. Anche l’ex ministro Michela Brambilla nell’ottobre scorso dopo una visita al Green Hill, voleva denunciare il caso alla Procura della Repubblica chiedendo il sequestro dello stabilimento e l’affidamento in custodia degli animali: “Ciò che ho visto nei capannoni era agghiacciante”. Ma non lo ha fatto. Però, alla notizia del sequestro della struttura ha affermato: “Si tratta di una grande vittoria di tutta l’Italia che ama gli animali e vuole vedere rispettare i loro diritti. E’ il segno che in questo Paese le cose stanno cambiando”.

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