“Vigamus”: quando il gioco diventa cultura

“Vigamus”: quando il gioco diventa cultura

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Arriva a Roma VIGaMus, primo museo in Italia che ospiterà una mostra permanente sui videogiochi. Cosa sono e come nascono. Quanti possono dire come e da chi è nato PacMan, uno dei videogiochi più giocati?

Roma, venerdì 7 settembre 2012 – Tra qualche giorno sarà possibile ripercorrere la storia dei videogiochi in un entusiasmante viaggio. Un viaggio  che sarà anche culturale. Perché i videogame sono anche cultura. A dispetto di quanti vedano in essi solo una perdita di tempo o un mangia cervelli (purtroppo sono ancora tanti a pensarla così), i videogiochi si impongono nella rivoluzione digitale come nuovi e affascinanti media. A fruirne non solo un pubblico giovane. Grazie alle nuove tecnologie che rendono le consolle sempre più “pratiche e facili” da usare, anche i “meno esperti” possono dedicarsi a questo tipo di svago. Ad un occhio attento non sfuggiranno le bellissime scenografie di ambientazioni e animazioni che spesso ne fanno da sfondo. Ma forse quello che viene preferito sono le interazioni continue che portano i player direttamente in scena, con pura azione e movimento.

VIGaMus è la risposta lanciata a quanti aggrappati e incatenati a vecchie convinzioni  non  riescono a gustare il sapore di una libertà e di una nuova cultura di cui i videogiochi non sono gli antagonisti ma i protagonisti. I 63 pannelli illustrati in italiano e in inglese racconteranno la storia e la gloria del retrogaming. Non mancherà l’esposizione di console e giochi d’epoca e la promessa di un emozionante ritorno al passato grazie ad un’area interattiva che permetterà di sperimentare il gaming vintage. Una sala conferenze ospiterà convegni e incontri. Non solo passato ma anche presente. VIGaMus ospiterà anche mostre artistiche sui videogiochi del momento. Al grande evento mancano solo 45 giorni. Sabato 20 ottobre il VIGaMus aprirà le sue porte a tutti gli appassionati e curiosi.

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