“La trovata di… Petrolini” al Teatro San Genesio

“La trovata di… Petrolini” al Teatro San Genesio

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La commedia di Ettore Petrolini per la prima volta in scena. Un uomo esasperato dalla moglie e dalla suocera alle prese con un piano di fuga all’apparenza infallibile. Attraverso la satira si ride e si riflette sull’istituzione del matrimonio

Roma, mercoledì 28 novembre 2012 – Ha fatto ingresso sul palco del Teatro San Genesio di Roma, martedì 20 novembre, La Trovata di Paolino, un testo inedito del commediografo romano Ettore Petrolini. Sarà in scena fino a domenica 25 novembre. Il regista Felice Sandro Leo dirige gli undici attori della compagnia La Tana dell’Arte: Luca Pennacchioni, Valentina Genovesi, Francesca Ricciardi, Claudio Olivieri, Gabriella Cervelli, Paolo Bianchi, Niccolo’ Bicchi, Alessandro Cau, Simone Milli, Federico Sozio, Valentina Ciaffaglione. La piéce, ambientata nel 1930, ha per protagonista Paolino Pescatori (interpretato da Luca Pennacchioni), capostazione di Gallese, un paesino dove fermano solo due treni al giorno. L’uomo è vessato dalla moglie Francesca e dalla suocera Giuditta che non perdono occasione per rimproverare la sua condotta, fatta di vizi, come bere e giocare a carte. La figlia Matilde è l’unica donna che non gli procura dispiaceri ma ha raggiunto l’età per sposarsi. Paolino si preoccupa di procurare un degno marito alla figlia per poi mettere in atto un piano attraverso cui sfuggire alla gabbia del matrimonio con suocera a carico. Aiutato da don Serafino, strampalato parroco, chiede un trasferimento in un paese della Maremma, infestato dalla malaria, dove le donne non possano seguirlo, col rischio di contrarre il bacillo. I classici espedienti della commedia dell’Arte, basata sugli equivoci, manderanno in fumo la cosiddetta trovata di Paolino, nel corso dei tre atti.

Ogni fascia d’età può ridere alle battute comiche in romanesco e alla caratterizzazione buffonesca di ciascun personaggio. Tuttavia l’opera è anche un esempio di satira sottile, fedele all’originale di Petrolini, maestro della comicità surreale. Lo spiega il regista Felice Sandro Leo, che ha già adattato Gastone: “Dopo Gastone non ho avuto il coraggio di distaccarmi bruscamente dal genio della satira che con il suo estro suscita curiosità e mistero. La Trovata di Paolino è per me una prova importante che mi avvicina al modo di disegnare il gioco linguistico e al folle modo di essere autore ed interprete di un commediografo del Novecento a lungo trascurato”.  La bravura degli attori  si riflette nella spontaneità della recitazione, pur calcando i toni grotteschi. La Trovata di Paolino è uno spettacolo per tutta la famiglia, di immedesimazione per mariti, mogli e suocere, troppo spesso in baruffa. Chi sta per compiere il grande passo, invece, non dovrebbe lasciarsi intimorire ma ricavarne una lezione di tolleranza.

Maria Teresa Limosa

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