Pastorelli in posa per il presepe di Napoli

Pastorelli in posa per il presepe di Napoli

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Presepio napoletano: connubio tra realtà e fantasia. La nascita miracolosa non perde il suo significato, ma lo riacquista a San Gregorio Armeno, trasbordante di casette tegole statuine effetti speciali per presepi artistici

Roma, venerdì 30 novembre 2012 – La poesia del Natale rivive in uno dei vicoli più suggestivi della storia napoletana, dove la gente cerca lo stupore nelle creazioni fatte a mano. La strada degli artigiani del presepe, conosciuta in tutto il mondo come Via San Gregorio Armeno, è già pronta dagli inizi di novembre, ad accogliere il flusso dei visitatori, che l’affolleranno in occasione delle festività natalizie.  Si riafferma una tappa obbligatoria per gli amanti dell’arte presepiale, ai quali consente in ogni periodo dell’anno di ammirare rappresentazioni della natività, tradizionali o espressione dell’inventiva degli artigiani.

Situata nel centro antico di Napoli, la via congiungeva, nella Neapolis permeata dall’architettura urbanistica greca, perpendicolarmente, all’altezza della Basilica di San Lorenzo Maggiore, due plateiai (decumani): la plateia Maggiore (l’attuale via dei Tribunali)e la plateia Inferiore (Via San Biagio dei Librai, meglio nota come “Spaccanapoli”). Già in epoca classica nella strada era situato un tempio dedicato a Cerere, divinità alla quale venivano offerte, per grazia ricevuta in seguito ad un voto fatto, statuine di terracotta prodotte dalle botteghe della zona. Nonostante il primo documento che menzioni un presepe risale al 1925, la popolare mangiatoia, amplia, solo nell’età d’oro del 700, il suo sfondo, normalmente costituito dalla Sacra Famiglia dal bue e l’asinello, e si arricchisce in maniera pittoresca, di elementi che raffigurano situazioni della vita reale. Vengono riprodotti osterie, mercati, pozzi, ponti, cascate, mulini d’acqua e gli usuali pastorelli cambiano le loro sembianze svolgendo mestieri che assicurano il normale svolgimento dei commerci, come il venditore di frutta, il pescatore il macellaio il fornaio.

L’evoluzione del presepe napoletano è raccolta pubblicamente al museo di San martino dove è esposto l’acclamato presepe Cuciniello. Il museo è costruito all’interno del famoso complesso monumentale La Certosa di San Martino, collocata sulla collina del Vomero, accanto a Castel Sant’Elmo; collina dichiarata nel dicembre 2010 con decreto del Ministero per i Beni Culturali “Monumento Nazionale”. Inoltre una delle collezioni più ricche di presepi si trova nel Museo Nazionale Bavarese (Bayerisches Nationalmuseum) a Monaco di Baviera. L’edificio è caratterizzato da stili diversi che rispecchiano le diverse collezioni contenute al suo interno ed esposte su tre piani: in particolare nel seminterrato è visibile la sistematica raccolta delle varie rappresentazioni della nascita di Gesù in prevalenza napoletane.

Paola Maria Di Somma

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