My Fair Lady: la favola immortale

My Fair Lady: la favola immortale

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My Fair Lady approda al Sistina. Massimo Romeo Piparo mette in scena, ancora una volta, l’archetipo della favola della trasformazione. Tra orizzonti lussuosi e costumi fatti per sognare, torna la storia dell’immortale Cenerentola – Pretty Woman

Roma, martedì 15 gennaio 2013 – Dopo vent’anni di sinergia operativa, il sodalizio artistico tra il Teatro Sistina e la Peep Arrow Entertainment continua. In occasione delle festività natalizie, il “Teatro dei romani” e l’impresa di produzione di Massimo Romeo Piparo scommettono su un classico della storia del Musical: My Fair Lady. La commedia musicale ha debuttato il 12 dicembre. In scena – con le coreografie di Roberto Croce, le scenografie di Aldo di Lorenzo e la direzione musicale di Emanuele Friello -Vittoria Belvedere (Eliza Doolittle) e Luca Ward (Henry Higgins). A conti fatti i rischi sono pochi: lo spettacolo, tratto dal Pigmalione di George Bernard Shaw, rimane uno dei più famosi e amati di tutti i tempi. “La fortuna di un musical spesso sta nel palmares del film o della piece da cui è tratto – spiega il regista Massimo Romeo Piparo – My fair lady deve il proprio successo a se stesso. A ciò che racconta, a come lo traduce in emozioni, all’universalità del suo linguaggio musicale”.

My Fair Lady nasce da un’idea di Alan Lerner e Frederick Loewe. Il musical esordisce nel 1956 e ha un successo straordinario. In Italia arriva nel 1964, anno in cui esce il film di George Cukor: Rex Harrison e l’indimenticabile Audrey Hepburn ricoprono il ruolo dei protagonisti. Questo Piparo sembra ricordarlo bene. Il suo My Fair Lady – con oltre cento costumi d’epoca, decine di cambi scena e uno stuolo di attori di prim’ordine – ripropone ambienti, colori e costumi del celebre film. “È la terza volta che porto My Fair Lady a teatro – racconta il regista – ma questa è la mia versione più matura, per la produzione maestosa e fastosa e soprattutto perchè ho azzeccato il cast giusto”. Un cast che punta su tante certezze e scommette su qualche novità. Rassicurante la presenza di Enrico Baroni (Col. Pickering) e di Aldo Ralli (Alfred Doolittle), mostri sacri del teatro brillante. Convincente l’interpretazione di Luca Ward (Henry Higgins), avvezzo al mondo del musical per “Tutti insieme appassionatamente”. Audace la scelta di Vittoria Belvedere (Eliza Doolittle), novizia assoluta dell’ambiente. È lei stessa a dire: “Non pensavo di essere all’altezza di un monumento del musical come questo. Poi, però, Piparo mi ha dato tutto il tempo di prepararmi, mi ha messo in mano a una bravissima insegnante di canto e mi sono sentita più tranquilla”.

Il My Fair Lady di Piparo è uno spettacolo divertente e romantico pensato per accontentare il pubblico di tutte le età. Tra coreografie e musiche ben note, le due ore di spettacolo corrono veloci e piacevoli. Le scenografie sono ricche e curate come d’abitudine al Sistina. I costumi sfarzosi e caratteristici. Tutto è molto fedele al film del 1964, dagli ambienti (lo studio del professore, il portone d’ingresso della casa, il salone del ricevimento) ai vestiti (gli abiti di Vittoria Belvedere sono incredibilmente simili a quelli di Audrey Hepburn). Lo spettacolo è una ricostruzione perfetta, anche troppo, di una favola immortale e, forse, intoccabile.

Viviana Spagnolo

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