Un’alleanza per salvare l’Italia

Un’alleanza per salvare l’Italia

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Tra Pd e Movimento 5 Stelle potrebbe esserci una convergenza di interessi per portare l’Italia fuori dal guado in cui l’ha gettata il berlusconismo. Un Governo snello, senza accordi programmatici, ma con ben saldo il timone del bene per l’italia.

Roma, venerdì 1 marzo 2013 – L’inesperienza in questo momento non va bene all’Italia. E nemmeno fare finta che non sia successo niente, che i “vecchi partiti siano ancora saldi sulla sedia, anche se traballante, per cui si può continuare a sparare addosso a loro e alle loro scelte impopolari e di casta, per fare il pieno di voti. La rivoluzione è avvenuta e il Movimento 5 Stelle è adesso al potere. È il primo partito alla Camera (25,55%) e il secondo al Senato (23,79%). Ora la qualità delle sue 5 stelle deve venire fuori per portare l’Italia al di là della Seconda Repubblica e fuori dal Berlusconismo. Quindi è il tempo delle scelte. E queste scelte devono essere prese insieme al Pd, che in parte si è rinnovato. Ha portato in parlamento tanti giovani e tante donne. Ma che soprattutto ha vinto, per un pelo queste elezioni. La coalizione di Centrosinistra ha ottenuto la Maggioranza alla Camera e ha vinto al Senato. Dove però, grazie alla Legge-porcellum, creata appositamente nel 2005 dal Centrodestra, per rendere malagevole il percorso di Governo all’allora Centrosinistra di Prodi, oggi chi vince al Senato, ma non vince in alcune regioni chiave, è penalizzato. E guarda caso le regioni chiave sono quelle storicamente vicine al Centrodestra e alla Lega. Quindi lo scippo agli italiani, e al Centrosinistra, è avvenuto per la seconda volta (anche per la terza se si guarda ai risvolti del caso De Gregorio, e alla compravendita del suo voto).

Ad ogni modo, Grillo ha mandato in Parlamento 108 deputati, avendo ottenuto 8.689.168 voti, mentre al Senato ha una consistente truppa di 54 Senatori, avendo ottenuto 7.285.648 voti. Non si può più nascondere dietro l’alibi che il vecchio è ancora al potere e bisogna dargli la spallata. La spallata è avvenuta. Adesso bisogna incominciare a far maturare i benefici promessi ai tanti giovani e ai tanti italiani che hanno votato M5S disillusi dalla politica e che da anni aspettano invano che l’Italia diventi un paese normale. Si vuole abolire l’Imu per ridare fiato alle finanze di tante famiglie italiane? è il momento di farlo, dopo gli annunci elettorali. Si vuole introdurre il reddito minimo garantito per chi perde il lavoro e abolire i privilegi delle pensioni d’oro? Benissimo si faccia, chi non sarebbe disposto a votare questo disegno di Legge, oggi? Se l’esperienza siciliana è “meravigliosa”, come ha detto lo stesso Grillo, riferendosi al Governatore Pd (Crocetta) che presenta leggi di interesse pubblico votate anche dal M5S, perché non ripeterla in Parlamento e dare giustizia, equanimità e qualità all’azione del Governo Nazionale come forse in Italia mai è accaduto?

La svolta non può sempre essere rimandata ad un tempo futuro. La svolta è adesso e va identificata con azioni concrete. La Democrazia in Italia è di tipo Parlamentare, si esercita in Parlamento attraverso l’azione politica e legislativa. Il M5S può proporre e votare le Leggi, garantendo che i decreti attuativi seguano immediatamente le Leggi, per avvicinare l’Italia agli altri paesi europei. La protesta si deve volgere in azione, perché gli italiani con il voto dello scorso 24 e 25 febbraio non hanno voluto solo esprimere una protesta contro i partiti tradizionali dell’arco costituzionale, ma hanno voluto cambiare pagina. Non si può aspettare l’auto sussistenza, primo perché potrebbe anche non arrivare. Secondo perché nella passata Legislatura il Pdl e la Lega ce l’avevano e non è servita. Basta il 25,55% e un alleato affidabile per iniziare il cambiamento così spesso invocato a gran voce durante lo “tsunami tour”. Qualcuno dirà che il Pd non è affidabile. I fatti però indicano un’altra direzione. Gli errori ci sono stati, i “mea culpa” anche. Altri ne verranno sicuramente. Ma un’alleanza strategica in questo momento con il Pd, non solo potrebbe aiutarlo sulla strada del rinnovamento interno, ma potrebbe senz’altro aiutare l’Italia e i tanti italiani che non aspettano altro che uno spiraglio di sole per rifiatare.

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