Il derby delle paure

Il derby delle paure

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Un insolito “monday night” ci consegna un derby ricco di emozioni che finisce però in un pareggio per 1-1 con i gol di Hernanes e Totti (9° gol nel derby). Non accadeva da 6 anni l’X nella stracittadina. C’è delusione da una parte e dall’altra: per la Lazio si non aver saputo dare il colpo di grazia alla Roma sprecando quel rigore con Hernanes (mattatore della serata), e per la squadra giallorossa, per non aver saputo sfruttare la superiorità numerica dovuta all’espulsione di Biava per doppia ammonizione.

Roma, martedì 9 aprile 2013 – “Né vincitori né vinti, si esce sconfitti a metà, la vita può allontanarci, l’amore poi continuerà”. Questo estratto della canzone di Arisa, rispecchia perfettamente il derby ed il momento della Roma: la paura ha regnato sovrana per tutta la partita, e ne è uscito fuori un inevitabile pareggio, del quale si mormorava già da tempo in città. Si esce sconfitti a metà però. Si. Perchè sia da una parte, che dall’altra, c’è stata l’occasione di poterlo vincere questo derby: per la Lazio, con l’occasione di Hernanes dal dischetto (sbaglia dopo 5 rigori segnati di fila ma, si sa, c’è sempre una prima volta) e per la Roma, con il vantaggio si, per più di 20 minuti nel secondo tempo, giocare in superiorità numerica. Vantaggio che poi si rileverà inutile. L’amore incondizionato dei tifosi, però, non sarà mai inutile. Anche dopo una sconfitta pesante quella quella di Palermo, ieri sera il pubblico della Roma ha risposto presente. Si “facile” direte voi, “c’era il derby”. Tutto vero. Ma anche se ci fosse stato Roma-Pescara, i tifosi sarebbero stati là. Seduti sul loro seggiolino blu a tifare per una squadra che, in questi 2 anni, non è che stia brillando per risultati (per usare un eufemismo). Una squadra retta da uomo di 36 anni, con la fascia di capitano da 14, alla Roma da 20. Romano e romanista nelle viscere, dovrebbe sentire il derby più di chiunque altro. Ma non è così. Gioca divinamente, facendo partire dai suoi piedi le 4 azioni più pericolose (gol a parte) della Roma (un tiro nel primo tempo, due punizioni e un calcio d’angolo). Un mostro. Dall’altra sponda del Tevere, girava voce che non fosse decisivo nelle partite importanti, specialmente nei derby. Il capitano li ha zittiti segnando il suo 9° gol nelle stracittadine di campionato, agganciando due leggende come Del Vecchio e Da Costa, in questa particolare classifica. Sempre più recordman.

Totti festeggia il gol sotto la Sud

Totti festeggia il gol sotto la Sud

Parte meglio la Roma che ci prova al 1’ con Lamela ma il suo colpo di testa è debole e non impensierisce Marchetti. Al 12’ il primo acuto della Lazio con Candreva che ci prova con un tiro dalla distanza su cui Stekelenburg risponde alla grande deviando in corner.  Al 15’ si sblocca la gara: Hernanes riceve palla da sinistra, si accentra e lascia partire un bolide che si insacca all’incrocio dei pali. La Roma accusa il colpo e rischia di subire il raddoppio con un tiro di Lulic respinto in angolo da Stekelenburg. I giallorossi provano a reagire ma sull’assist di Lamela nessun calciatore romanista riesce ad anticipare i difensori biancocelesti. L’ultima occasione del primo tempo arriva al 47’ con Totti che calcia al volo ma trova l’ottima risposta di Marchetti che mette in corner deviando con i pugni.

Secondo tempo spettacolare fin dai primi minuti quando, per un fallo di mano di Marquinhos, il signor Mazzoleni decreta il calcio di rigore per la Lazio: dal dischetto va Hernanes che calcia clamorosamente a lato. Al 56’ il pareggio giallorosso: Pjanic viene steso in area da Hernanes, Mazzoleni decreta il secondo calcio di rigore della serata e Totti (nella foto) lo trasforma battendo Marchetti e raggiungendo Del Vecchio e Da Costa nella speciale classifica dei gol nelle stracittadine romane e quota 227 gol in Serie A . Al 65’doppia occasione per la Roma ma prima Totti e poi Florenzi vengono fermati da un ottimo Marchetti.  Al 69’ Mazzoleni espelle Biava per doppia ammonizione, dopo che il difensore laziale ferma con le cattive un’incursione del laterale Marquinho. L’ultima occasione della partita è clamorosa ma Lamela spedisce alto di testa da pochi passi e con la porta ormai sguarnita, raccogliendo un perfetto corner del solito Totti.

Dopo questo pareggio, in casa Roma gira una brutta aria. Un’aria di fallimento, di delusione per un’altra stagione buttata. Si, è vero, c’è ancora una finale di coppa italia da conquistare, ma il malumore in città è tangibile. Delusione nel vedere una squadra che, levando il capitano e qualche individualità, si barcamena sempre tra il 7° ed il 5° posto. Troppo poco per una squadra che mira ai piani alti della classifica. Serve un cambio di rotta. Bisogna riaccendere l’entusiasmo tra il pubblico. Quella curva di lunedì non merita questa mediocrità. I tifosi non meritano questa mediocrità. La città non merita questa mediocrità. Ora basta chiacchiere. Ci vogliono i fatti.

 

 

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