L’arma di Camerini al Teatro Vascello

L’arma di Camerini al Teatro Vascello

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Debutta in prima nazionale lo spettacolo finalista al 50° Premio Riccione per il teatro. Cinema e teatro si incontrano in una favola cattiva sul mondo invisibile di oggi.

Roma 23 aprile 2013 – Torna il regista del film Venti sigarette con un nuovo progetto teatrale dal titolo “Armi”, in scena al Teatro Vascello di Roma dal 30 aprile al 12 maggio 2013. Finalista al 50° Premio Riccione per il Teatro, con il titolo originale “How Long Is Now“, lo spettacolo è il risultato della collaborazione tra due pluripremiati e poliedrici artisti, Duccio Camerini ed Aureliano Amadei. Il primo scrittore, regista e attore con importanti collaborazioni alle spalle, il secondo eccentrico ed imprevedibile regista ed autore internazionale, portano sul palco uno spettacolo teatrale/cinematografico testimone dello scenario invisibile che appartiene al mondo di oggi.

Attraverso i temi dei padri e dei figli, dell’appartenenza e dell’esclusione, del “sistema” e dell’individuo, al centro dell’azione  c’è un uomo ferito che ha fallito i propri obbiettivi. Decide di tagliare i ponti con il mondo, ruba una neonata in modo incidentale e si ritira in cima ad una montagna finchè il suo vero figlio decide di andare a cercarlo. Purtroppo arriva in un tempo sbagliato. La neonata è diventata una ragazzina ed il vecchio padre non c’è più. Lei non conosce niente delle leggi del vivere, i suoi unici insegnamenti sono i precetti ossessivi che le ha lasciato il padre per difendersi dall’aggressività del mondo.

Interpretato da Giorgio Colangeli, Andrea Bosca e Mariachiara Di Mitri, l’arma è un montaggio di primi piani che si muovono nel tempo e nello spazio. Un viaggio di andata e ritorno nelle proprie illusioni, che mostra un punto di vista privato, un tassello, un fotogramma ed un primo piano. Lo spazio vitale dei personaggi è sempre impenetrabile, limitato e claustrofobico. Anche quando a turno i personaggi credono di dominare il mondo dalla cima di una montagna e non riescono a percepire la bolla di vetro che li rinchiude. Il risultato è un collage di ricordi, testimonianze e racconti che lo spettatore vive attraverso l’elaborazione che i personaggi fanno al punto tale da perdere il senso della verità. Alla rappresentazione teatrale seguirà un adattamento cinematografico del testo a cui partecipa lo stesso cast. Questo è il motivo per cui  lo stile dello spettacolo presenta marcati aspetti sia teatrali che cinematografici.

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