La strepitosa avventura del Teatro Tenda

La strepitosa avventura del Teatro Tenda

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Al Teatro Arcobaleno di Roma dal 16 al 19 di maggio ‘Le memorie di un impresario’ uno spettacolo realizzato con il contributo video dei massimi interpreti della cultura italiana del XX° secolo, che presero parte alla grande stagione del Teatro Tenda. Interpreti Carlo Molfese, Antonio Coppola, Maria Giordano ed Emanuele Pedini, per la regia di Marco Simeoli

Roma, venerdì 24 maggio 2013 – Da un’apertura al centro del fondale del Teatro Arcobaleno giunge Carlo Molfese in doppiopetto di gala con bastone nero e cappellone a cilindro e paillette. “Cinquant’anni di memorie! Quanti ricordi! La gente di teatro come fa a esser ordinata?” afferma il protagonista dello spettacolo, attorniato da un variopinto collage di foto e locandine, mentre sul fondale bianco scorrono le immagini di uno storico filmato con Dario Fo e Gigi Proietti che recitano indossando maschere. Si tratta d’immagini relative al documentario ‘In principio era il Teatro’ con sottofondo musicale da avanspettacolo e gran folla di persone in fila al botteghino, realizzato per celebrare la storica avventura del Teatro Tenda. Al Teatro Arcobaleno di Roma dal 16 al 19 di maggio ‘Le memorie di un impresario’ uno spettacolo che costituisce un vero e proprio omaggio ai più grandi attori italiani che, a cavallo degli anni settanta, presero parte alla realizzazione della grande stagione del Teatro Tenda. In effetti quella del teatro di Piazza Mancini, che si distinse per avere in cartellone gli artisti più celebri del palcoscenico italiano, fu una stagione meravigliosa colma d’episodi rilevanti e grandi successi. Fu un fatto innovativo di rottura rispetto alla cultura dell’epoca, che precorse tante grandi iniziative culturali successive. L’arte iniziò a esser percepita quale antidoto alla violenza relativa a uno dei periodi più difficili d’Italia – epoca delle Brigate rosse – mentre il pubblico accorse in massa in questo nuovo spazio dai grandi contenuti, avvolto da una rassicurante e solidale cornice popolare.

 Carlo Molfese e Vittorio Gassmann a tutti gli effetti furono i precursori dell’Estate Romana. A loro va il merito d’esser stati i primi a ideare una riuscitissima festa di piazza, con tanto di banda e fuochi d’artificio al di fuori del Teatro Tenda, da cui Renato Nicolini prese spunto per la realizzazione del ciclico evento estivo di gran richiamo nella città eterna. Molti i contributi in video a opera dei grandi artisti che calcarono le scene nel Teatro Tenda, da Roberto Benigni, Eduardo De Filippo, Aldo Fabrizi, Vittorio Gassmann, Dario Fo, Domenico Modugno, Gigi Proietti, Mario Scaccia, a Massimo Troisi etc. La proiezione d’un monologo di Proietti rende il clima estremamente esilarante. È una sceneggiata in finto dialetto napoletano, in cui l’attore lascia intender parole a intermittenza. Ciò che colpisce di più è la fedele riproduzione di cadenze e inflessioni napoletane all’interno d’un ipotetico quanto surreale dialogo tra partenopei. Malinconico ma intenso, nel contempo, il contributo video di Gassmann, in cui l’attore, oltre a scherzare con l’intervistatore racconta un po’ di sé stesso dicendo d’avvertire sempre un vuoto di tristezza dopo lo spettacolo, una sorta di rimpianto circa la parte caotica e bestiale del mondo del teatro. L’attore infatti ogni tanto veniva colto dal raptus di dire addio al teatro e questo nonostante il grandissimo successo delle sue serate.

 Molti spettacoli portarono in scena il grande artista Gassmann assieme all’infaticabile impresario Molfese, come ‘Affabulazione’ la tragedia di Pier Paolo Pasolini considerata una rivisitazione parodistica dell’Edipo Re di Sofocle, sul palco del Teatro Tenda nel 1977 con il mattatore in veste di protagonista e regista nello stesso tempo. “Maestro perché non ci fa recitare con lei la tragedia greca?” dicono i tre giovani attori in coro a Molfese e questi replica con un motto di spirito: “Quella è stata già una tragedia” provocando copiose risate tra il pubblico in sala. Inizia una parodia dell’Edipo Re in cui mentre Antonio Coppola suggerisce in scena le parole a Molfese, questi fingendo di non capire le ripete tutte modificate con testo esilarante all’inverosimile. Poi un volo nel passato per affrontare il presente, mostra al pubblico quale gran cimelio, la maschera originale utilizzata in teatro da Eduardo De Filippo per prendere i panni di Pulcinella, personaggio estremamente irriducibile e canzonatorio nei confronti dei potenti. L’indossa con una certa emozione assieme a un copricapo bianco e coadiuvato in scena da altri tre attori vestiti anch’essi da Pulcinella, canta una canzone con il sottofondo musicale dei Pandemonium. La voce solista di Mariano Perrella sulle note di una chitarra crea una suggestione, un canto antico che fa sobbalzare il pubblico all’indietro verso il sedicesimo secolo, “Pulcinella sapete chi è? Perepè, perepè, perepè”.

 Molfese, attraverso una proiezione sul fondale del teatro, mostra un’immagine che egli stesso definisce tra le più care del suo archivio fotografico. È il finale di una serata che l’imprenditore organizzò al Teatro Tenda per festeggiare i settantanove anni di Eduardo. A quest’evento straordinario, andato in diretta RAI per quattro ore, parteciparono tanti notevoli artisti del nostro Paese, tra cui Gassmann, Proietti, Valeria Morricone, Monica Vitti, Pupella Maggio, Carla Fracci, e Mario Scaccia, che con il loro impegno e la propria passione contribuirono a rendere grande il teatro italiano. Molfese rammenta che in seguito al crollo del Teatro Tenda (1979) a causa di una forte grandinata proprio Eduardo fece un gesto magnanimo fino all’inverosimile. Il grande drammaturgo italiano recitò con la propria compagnia per diciotto sere di seguito devolvendo l’intero incasso alla ricostruzione di esso. L’inedito atto consentì la riedificazione del Teatro Tenda a tre mesi dall’accaduto. Un altro atto di estrema magnanimità fu quello posto in essere dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Durante una delle serate di Eduardo al Teatro Giulio Cesare, che Molfese aveva in gestione, Pertini consegnò inaspettatamente a quest’ultimo un assegno di tre milioni di lire, relativo al proprio conto personale.

 Salta fuori dalle quinte Antonio Coppola con gran parruccone seicentesco, calzoni alla zuava e librone antico in mano, nei panni del commediografo francese Molière.  “Ho messo in ridicolo vizi e manie di tutti i tempi…a me si son ispirati tutti gli autori perché il mio teatro è la vita…La mia comicità contien qualcosa d’amaro che induce alla riflessione”. Poi parte il video relativo a una serata di Mario Scaccia – uno tra i più grandi attori italiani – al Teatro Tenda nei panni del protagonista, in un’apprezzata rivisitazione in chiave popolare de ‘L’Avaro’ di Molière. “A Molfese che mi ha fatto ritrovare la gioia di far teatro a contatto con il pubblico e senza abbonamenti” è scritto in una simpatica dedica di Mario Scaccia all’amico impresario. “L’omaggio a Scaccia…proprio dal Teatro Arcobaleno poiché queste son le ultime tavole di palcoscenico che lui ha calcato” dice con estrema commozione Molfese.

 Compare poi l’attore e cantante Alessandro Fontana. Questi vien aiutato a raggiungere il palco, per ovviare ai propri problemi di deambulazione, insorti a seguito di una malattia. “Ho vissuto il periodo bellissimo del Teatro Tenda. Per la prima volta in una tensostruttura dove in genere si faceva il circo ho visto portare in scena grandi spettacoli teatrali. Lì famiglie intere ebbero accesso a cose che altrimenti non avrebbero mai visto”. Poi prende a intonar due canzoni, ‘Il mio amico’ brano scritto da Morandi che parla dell’amicizia tra l’autore e una persona disabile e ‘Amico’ brano di Renato Zero per riportarci all’epoca in cui il talentuoso cantante, tra mille trucchi e costumi, si esibiva all’insegna del travestitismo. Mentre tra il pubblico qualcuno canta con lui alcune strofe di quest’ultima nostalgica canzone. Molfese ricorda lo scrittore Dino Verde, dicendo che se non ci fosse stato lui tutto quello che si vede oggi in TV non ci sarebbe stato. Mentre viene proiettato il video con alcune rappresentazioni al Teatro Tenda in cui compaiono attori vestiti da Pierrot e clown con il banjo in mano che saltellano allegramente sul palco, viene mostrata la dedica che Aldo Fabrizi fece all’imprenditore “A Molfese un amico che si vede sempre con piacere, anche perché ogni tanto sparisce”, con tuonanti risate in sala.

 Sale sul palco il direttore del Teatro Arcobaleno Vincenzo Zingaro e riferendosi a Molfese afferma: “Ha regalato un’umanità che va oltre il palcoscenico. All’oggi in cui pare siano terminati sogni e grandi utopie, solo con idee nuove si fa teatro”.  In questa serata vanno in scena i ricordi di una vita, a partire dagli esordi di Molfese in piccole compagnie teatrali di ‘scavalcamontagne’ degli anni Trenta, le prime a svolgere una funzione sociale di diffusione della cultura nel territorio italiano. Ma soprattutto vanno in scena le rimembranze dello storico Teatro Tenda, un elemento chiave per la rinascita del Teatro italiano del ‘900. Teatro che deve molto al grande Eduardo che seppe trasformare inaspettatamente il dialetto napoletano in un’arte celebratrice di mille sfumature dell’animo umano.

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