Al Teatro Quarticciolo un Gogol’ speciale

Al Teatro Quarticciolo un Gogol’ speciale

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Torna in scena il Laboratorio teatrale integrato “Persona” per favorire l’integrazione tra diversamente abili e non. Il regista Roberto Baldassari attualizza il capolavoro di Gogol’ che diventa una feroce satira contemporanea del potere. Il teatro come palestra di vita

Roma, lunedì 1 luglio 2013 – Dopo La Pace di Aristofane, il Laboratorio teatrale integrato “Persona” è tornato in scena con L’Ispettore generale di Gogol’ al Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma con due repliche il 19 e il 20 giugno. Condotto dal regista Roberto Baldassari, il laboratorio è un progetto che da sette anni si svolge nel Municipio di Roma V con l’intento di favorire l’integrazione tra persone disabili e non. La sua attività è sostenuta dal Municipio e dall’Azienda Sanitaria Locale Rmb, unità Disabilità età evolutiva, in collaborazione con la Quality Life Association Onlus. Lo spettacolo prende spunto dal capolavoro del drammaturgo russo, che ha come bersaglio il mondo burocratico del tempo di Nicola I, a metà dell’Ottocento. “L’adattamento si concentra intorno al nucleo centrale dell’opera che è appunto la rappresentazione del potere, ma ne attualizza l’ambientazione e il periodo storico”, sottolinea il regista Baldassari. Sostituendo ai nomi della nomenclatura di allora i personaggi corrotti e affaristi di oggi, la piéce diventa così una feroce satira contemporanea.

I protagonisti interpretano piccoli uomini di potere, rozzi, arricchiti e volgari membri di una cricca provinciale. Dediti alla spartizione, al malcostume e all’intrallazzo, sono improvvisamente impauriti dalla notizia dell’arrivo, da San Pietroburgo, di un ispettore generale, mandato a fare le ‘pulci’ ai notabili locali. Pensando che l’ispettore sia già giunto in città, escogitano di corromperlo, offrendogli per vie traverse del denaro. In realtà, la persona in questione è un giovane squattrinato che capisce subito quali benefici può trarre dalla situazione. Figurarsi lo sbigottimento generale quando l’equivoco si chiarisce e giunge il vero ispettore che chiama tutti a rapporto.

La scenografia e i costumi dello spettacolo sono realizzati dal laboratorio integrato di Danièle Sulewic. I quindici attori si muovono attorno a scranni leopardati, abbigliati con parrucche vistose e maschere che esaltano il loro carattere grottesco. Le musiche di Tullio Visoli sono originali e “il risultato di una composizione guidata che nasce da una interazione spontanea durante le prove”, come spiega egli stesso. Ma più di tutto sorprende la presenza scenica dei ragazzi diversamente abili. “Si tratta di persone seguite dal Municipio di Roma V, per le quali è predisposto un percorso, condiviso con le famiglie, in cui viene inserito il teatro”, dichiara Agostina Mocerino, funzionario dei Servizi sociali. “Per loro il teatro è una occasione importante per mettere in gioco e scoprire le proprie potenzialità, anche nella vita futura, nelle relazione sociali e nel lavoro”, aggiunge la dottoressa Annamaria Palmieri, direttore del settore Disabilità dell’età evolutiva della Asl Rmb.

Stefania Spirito

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