Quando il riciclo diventa design

Quando il riciclo diventa design

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“Design riciclato” quello esposto a Roma per tutta l’estate 2013. La tecnica o la filosofia del riuso sembra dia vita ad oggetti di arredo insoliti, minimal e di tendenza.

Roma, martedì 9 luglio 2013 – «Arriva il tempo in cui ciò che ci ronza in testa va realizzato». È così che ci accoglie l’architetto Tommaso Amato, nella splendida cornice romana del Caffè degli Orti in occasione della sua prima esposizione di design. Il giovane architetto romano, laureato con il massimo dei voti nella storica facoltà di Architettura di Valle Giulia, vede esposto un progetto che da tempo campeggiava su quei fogli volanti dove lui, come del resto tutti gli artisti , buttano giù quantità infinite di idee. Idee che pian piano hanno preso forma e son diventate progetto. È la sedia RECYCLAR il progetto del nostro artista. L’opera della TAMAT Design appare vincitrice e di successo già dal nome. Riciclo appunto. In un epoca in cui questa parola viene sempre più usata, a volte abusata ma che di certo sembra esser diventata la parola d’ordine dei nostri tempi. In esposizione al Caffè degli Orti di Roma per tutta l’estate 2013, gli arredi di design di Tommaso Amato faranno breccia nel cuore dei cultori del pezzo unico e irripetibile.

Allora Tommaso, raccontaci il tuo progetto.

La sedia RECYCLAIR, in concomitanza con gli altri oggetti di design già realizzati, come ad esempio il tavolino RECYCLAIR e la lampada da terra “S”, sono stati progettati e realizzati basandosi sul tema del RICICLAGGIO. L’utilizzo di questi materiali porta spesso a un appesantimento dell’oggetto, quindi si è cercato di realizzare oggetti che diano l’impressione di leggerezza attraverso sbalzi, tagli e sottrazioni. L’impiego dei fusti in lamiera e delle verghe in acciaio, utilizzate nell’edilizia come armatura del calcestruzzo, è stato eletto dal design e dall’autoproduzione icona del minimalismo industriale in un recupero giocoso e funzionale.

Credo sia una bella soddisfazione veder realizzato un progetto che finora era confinato nel mondo delle idee. Da quanto che pensavi di realizzare un oggetto di design come questo?

Diciamo che la bozza dell’idea è nata circa due anni fa, nel 2011, su un insignificante foglio di carta e lì è rimasta per almeno un anno a causa del tempo dedicato all’università. Poi nell’estate del 2012 mi sono reso conto di avere del tempo libero per poter realizzare uno dei tanti schizzi presenti nel mio taccuino e così è stato. Sono riuscito a realizzare, con l’aiuto di mio padre, dopo diversi tentativi,  lo scheletro della sedia RECYCLAIR con molta soddisfazione. Mancava però ancora la seduta, elemento importante che richiede una tempistica di lavorazione molto elevata, e con l’inizio dell’ ultimo anno accademico non sono riuscito a completarla definitivamente. Mentre frequentavo l’ultimo anno di università ho tentato di esporre all’interno di negozi e locali, pubblicizzando i miei progetti attraverso un insistente “Porta a porta” con volantini alla mano, ma senza alcun successo. Fino a quando non ho incontrato Tiziano Rossi, uno dei tre soci proprietari del Caffè degli Orti, che mi ha dato la possibilità di poter esporre all’interno del locale alcuni arredi di design che avevo realizzato, tra cui le sedie e i tavolini RECYCLAIR.

A proposito di tempi, quanto ci vuole a realizzare una sedia RECYCLAIR?

Diciamo che la lunga tempistica di realizzazione della Recyclair dipende molto dalla ricerca dei materiali di scarto da cui è composta. I tempi di realizzazione per quanto riguarda lo scheletro vanno dalle 5 alle 6 ore, mentre per la seduta le tempistiche sono più lunghe e vanno dai 2 ai 3 giorni

E il materiale? Materiale semplice ma non di semplice reperimento suppongo.

Come accennato prima le tempistiche di realizzazione aumentano a causa del difficile reperimento del materiale. Non tanto per quanto riguarda le verghe di acciaio utilizzate per la struttura, quanto per i fusti in lamiera che vengono utilizzati per realizzare la seduta.

Perché utilizzare proprio materiali di recupero o meglio materiali di riciclo?

Se devo essere sincero il tema del RICICLO è stato più una conseguenza che elemento di partenza. Mi spiego meglio. Tutti i progetti e le idee nascono con materiali quali l’alluminio, il legno, etc.. materiali con un costo più elevato, che necessitano di una lavorazione complessa. In mancanza di tecnologia e di fondi possiamo dire che il progetto, con un forte istinto di sopravvivenza, si è “adattato” percorrendo la strada del Riciclaggio!!

Diciamo che il tuo prodotto è perfettamente in linea con lo stile tutto originale del “Caffè degli Orti”, dove esponi le tue creazioni, sarà mica una scelta mirata questa?

Assolutamente no!! È stata una casualità e fortuna che il locale fosse in perfetta sintonia con gli arredi di design.. Non per generalizzare ma sono dell’opinione che Roma è una città poco aperta nei confronti di iniziative come queste, l’ho testato sulla mia pelle dopo un anno di ricerche. Quindi in questi casi bisogna adattarsi e devo dire che a me è andata molto bene..

Solo esposizione o anche vendita?

Beh direi entrambe!! Naturalmente nasce come esposizione in quanto mezzo per farsi conoscere soprattutto se si è alle prime armi come nel mio caso. Però naturalmente la vendita non è esclusa.

Per quanto tempo sarai a Roma, al Caffè degli Orti?

Probabilmente per tutta la stagione estiva, con l’idea di alternare periodicamente gli arredi di design di cui abbiamo parlato con l’esposizione di nuovi.

TAMAT Design. Una sigla, un acronimo …

E’ una sigla che mi sono sempre portato dietro sin da quando ero piccolo e che mi ha sempre portato fortuna, quindi ho deciso di riutilizzarla perché sento che mi rappresenta e rappresenta i miei arredi di design. Inoltre qualche tempo fa, spinto da curiosità ho fatto una piccola ricerca in rete. Digitando la parola TAMAT la prima pagina trovata corrispondeva ad un’Organizzazione non governativa che opera nel campo dell’educazione, della formazione e dell’apprendimento permanente, perseguendo criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Diciamo che questo è stato un ulteriore motivo di scelta.

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