Capalbio Cinema compie vent’anni

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L’attrice romena Ana Caterina Morariu sarà la madrina del XX Festival Capalbio Cinema che si svolgerà dal 17 al 21 luglio. Tra gli ospiti i cineasti Otar Iosseliani e Ugo Gregoretti. Tre film italiani in concorso. Tra i temi esplorati l’eros e le sue varie declinazioni

Roma, venerdì 19 luglio 2013 – Sarà Ana Caterina Morariu la madrina della 20ma edizione di Capalbio Cinema, il festival diretto da Tommaso Mottola che promuove il cortometraggio d’autore italiano e internazionale in programma dal 17 al 21 luglio. Nata nel 1980 in Romania, ma trasferitasi in Italia ancora bambina, ha debuttato in teatro nel 2002 e poi ha lavorato per cinema e tv. Nel 2006 è stata candidata ai David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film “Il mio miglior nemico” di Carlo Verdone. Tra gli altri ospiti d’onore il cineasta georgiano Otar Iosseliani, artista anarchico e controcorrente, e il regista e drammaturgo Ugo Gregoretti. I due maestri, ai quali il Festival dedicherà la sezione Omaggio al Maestro, s’incontreranno e si confronteranno per la prima volta a Capalbio nella stupenda cornice di Piazza Magenta. Per il ventennale del Festival gli organizzatori hanno stretto un accordo con le sale del circuito nazionale della FICE (Federazione Italiana Cinema D’Essai) che, fino al 14 luglio, hanno proiettato dieci corti delle edizioni passate, e con la web community Cineama che, fino al 12, ha reso visibili on-line i cortometraggi selezionati per questa edizione per sottoporli al giudizio del pubblico.

Il cortometraggio d’autore” – afferma Tommaso Mottola, direttore artistico del Festival “è come una mappa nautica, che ci orienta nel mare aperto della visione, e ci aiuta ad elaborare il sistema cartografico per la società di domani”. E proprio il tema delle “mappe” ha caratterizzato anche quest’anno il bando, in risposta al quale sono giunti 1500 film da tutto il mondo. Di questi 90 saranno proiettati e 23 saranno ammessi a partecipare al concorso. Tre i  titoli italiani: “La legge di Jennifer” di Alessandro Capitali,  “Isaac” di Federico Tocchella e “Meglio se stai zitta” di Elena Bouryka. Dalla Turchia – alla quale il Festival dedica una sezione di approfondimento –  arrivano sei cortometraggi che raccontano il Paese e i suoi cambiamenti, tra cui “Buhar” di Abdurrahman Oner in concorso. Grande partecipazione anche dalla Nuova Zelanda, con 18 film. Tra i nuovi mondi esplorati dai cineasti l’eros e i suoi molteplici aspetti. Tra tutti emerge il morboso “Forbidden Love” di Ali Mahdavi, interpretato da Dita von Teese, icona del burlesque, ironica e inquietante in questo film onirico. Il Festival chiuderà il 21 luglio con Franco Battiato che sarà protagonista con Enrico Ghezzi di un incontro pubblico a Orbetello nella caratteristica piazzetta spagnola dei Pescatori.

Stefania Spirito

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