Roberto Bolle in scena a Caracalla

Roberto Bolle in scena a Caracalla

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L’etoile piemontese raduna sul palco estivo alcuni tra i più grandi danzatori contemporanei, in uno spettacolo che richiama l’esperimento di apertura al grande pubblico che Pavarotti intentò con la lirica negli anni ‘90

Roma, mercoledì 24 luglio 2013 – Roberto Bolle è il primo italiano a diventare Principal Dancer dell’American Ballet Theatre, è etolie della Scala ed ora veste i panni di organizzatore di grandi eventi, come quello che porta in scena in questi giorni: “Roberto Bolle and Friends from the American Ballet Theatre”, inserito nel calendario della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma il 21 e 22 luglio. La location è quella delle Terme di Caracalla “È un luogo magico, perché c’è la suggestione del tempo e quella dell’arte. Ballare in questo spazio unisce la magia della danza a quella del luogo. Per noi artisti e per il pubblico c’è come una atmosfera particolare”.

Sul palco Bolle ha riunito solisti e primi ballerini della celebre compagnia americana in un programma ricco che prevede sia brani classici come “Il lago dei cigni”, “Romeo e Giulietta”, “La dama delle camelie”, sia più moderni “Poised” del coreografo americano Morrissey al suo debutto italiano. Lo stesso Bolle racconta lo spettacolo: “Porto qui un pezzo d’America e di New York. Gli artisti coinvolti sono alcuni tra i massimi talenti dell’ABT. Parlo per esempio di Julie Kent e di Hee Soo, mie partner al Metropolitan di New York. Con la prima danzerò un estratto de “La dama delle camelie”, e con la seconda, d’origine coreana, interpreterò il passo a due di “Romeo e Giulietta”. “Vorrei mostrare l’incredibile eterogeneità di titoli che vengono eseguiti dalla compagnia, firmati tanto da un classico del Novecento come Balanchine quanto dalla contemporanea Twyla Tharp, col suo “Sinatra Songs”.

“Oltre che dalla ricchezza del repertorio, questa splendida compagnia è caratterizzata da una formazione cosmopolita, raccogliendo ballerini di tutto il mondo: dal russo Daniil Simkin, col suo virtuosismo tecnico, al brasiliano Marcelo Gomes, dalla giapponese Juriko Kajika a Misty Copeland, prima Soloist afroamericana della compagnia. Amo il progetto di presentare per la prima volta in Italia questi artisti formidabili”. A conclusione del galà l’assolo “Prototype”: “un finale a sorpresa: un assolo creato da Massimiliano Volpini con utilizzo di video e videoproiezioni, effetti speciali, grazie ai quali vengo clonato e duello con me stesso. Una sorpresa e un bel regalo, una cosa particolare diversa e innovativa: un grande schermo con immagini proiettate ed interazione tra live e registrato”.

Fiona Serrelli

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