Google apre il primo Istituto di Cultura a Parigi

Google apre il primo Istituto di Cultura a Parigi

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La realtà virtuale trova spazio nell’ambiente fisico del nuovo progetto di Google per l’arte. La capitale francese si prepara alla rivoluzione artistica del nuovo millennio.

Parigi 13 agosto 2013 – Le novità del colosso dell’informatica Google non finiscono mai. Così come non finisce di dimostrare il suo grande amore per la Francia e Parigi. Dopo aver lanciato poco tempo fa un nuovo servizio in streaming musicale, Google ha deciso di investire nell’arte francese. Sono iniziati da qualche mese i lavori per inaugurare poco prima della fine dell’estate, il primo Istituto culturale di Google con sede a Parigi. A settembre Laurent Gaveau, l’architetto scelto per il progetto dall’industria americana, inaugurerà la nuova sede al grande pubblico.”Non sarà un museo, ma un luogo di scambio culturale e di dibattito“, precisano sul sito gli addetti ai lavori.

Un progetto innovativo e unico nella sua realtà che non trova simili in nessuna parte del mondo. Gaveau, già architetto delle nuove tecnologie del Castello di Versailles, ha dato vita insieme ad un équipe di circa trenta persone, alla realizzazione fisica di Street View, una della applicazioni più note di Google. Un progetto che catapulta nel mondo fantascientifico se si pensa che a breve sarà possibile visitare i musei in maniera virtuale zummando direttamente sulle opere. Il mondo dell’arte e i musei si stanno adeguando all’epoca del digitale, dell’informatica e di tutti i cambiamenti, o rivoluzioni, che si stanno compiendo nel XXI° secolo.

L’idea era iniziata già due anni fa quando nel febbraio del 2011 prese piede il progetto che coinvolse 17 grandi musei partner dislocati tra le cittadine di Versailles e di Orsay. La piattaforma è decollata nell’aprile dello scorso anno con più di 260 musei di oltre 43 paesi provenienti da ogni angolo del pianeta. Il direttore di Google Art Project, Amit Sood, ha tenuto a specificare che “l’Istituto culturale rimane un “non business” della società. L’accesso alla cultura è un principio che per noi è indiscutibile e fondamentale“. Come spesso accade quando si fiuta il guadagno, se agli inizi Google era da sola a muovere i primi passi, adesso sono gli stessi partner a richiedere sempre più numerosi la possibilità di poterne fare parte.

Al Castello di Chambord è già stata creata una versione digitale della mostra “Henri, conte di Chambord (1820-1883)“, evento che è stato disponibile sul web dal primo giorno di apertura della mostra a metà dello scorso giugno. “Il contenuto delle mostre non ci riguardano.” – sottolinea Google – “Noi non decidiamo niente. E’ prerogativa assoluta dell’Istituto culturale in carica“. Non resta che aspettare settembre per poter ammirare in un ambiente fisico e non virtuale quelle realtà artistiche per ora presenti solo sul web. A breve visibili nella bellissima cornice della città di Parigi.

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