Finisce 1-1 il Derby d’Italia

Finisce 1-1 il Derby d’Italia

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Delude le attese il primo big mach della stagione tra Inter e Juventus. Partita noiosa e con poca suspense. Meglio i padroni di casa che vanno in vantaggio. La Vecchia Signora gioca svogliata fino al gol, poi rischia di portare a casa i tre punti

Milano, sabato 14 settembre 2013 – Solo due lampi accendono il derby d’Italia. Finisce in pareggio l’anticipo della terza giornata di Campionato che vedeva lo scontro tra l’Inter di Mazzarri e la Juventus di Antonio Conte. Tutto accade nel 2°T. Al gol di Mauro Icardi (72’), che spedisce in rete, alle spalle di Buffon, il primo vero pallone che tocca, risponde uno splendido gol di Vidal (75’), dopo un affondo di Asamoah – uno dei pochi – che taglia la difesa ben schierata dell’Inter. Fino a quel momento la partita era stata abbastanza noiosa, con poche occasioni da una parta e dall’altra. Tanti errori sul campo, ma con la Vecchia Signora che sembrava meno attenta e aggressiva del solito. Più sbadata e con le gambe molli. Mentre l’Inter aveva preparato bene la partita, chiusa in difesa, sempre pronta a chiudere gli attaccanti scelti da Conte, Tevez e Vucinic, e i centrocampisti. Semplice la ricetta di Mazzarri per disinnescare l’avversario: aggredire il portatore di palla bianconero – fosse questo un centrocampista come Pirlo, Vidal o Pogba, o un difensore come Barzagli e Bonucci. Scelta azzeccata, perché la Juventus non è mai stata veramente pericolosa, anche se dopo i primi minuti aveva preso il sopravvento a centrocampo e incominciato a schiacciare i nerazzurri nella loro metà campo. Erano gli inevitabili annebbiamenti di una sudditanza psicologica che in meno di un quarto d’ora sono svaniti, per lasciare spazio a lucidità, aggressività e tenuta fisica.

Ma partiamo dall’inizio. Mazzarri è sceso in campo con Handanovic, Juan Jesus, Nagatomo, Ranocchia, Campagnaro, Jonathan, Guarin, Alvarez, Cambiasso, Taider, Palacio. Conte invece ha riproposto l’undici base: Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci, Lichsteiner, Pirlo, Asamoah , Pogba, Vidal, Tevez, Vucinic. Il senso della partita era chiaro fin da subito. La Juve avrebbe fatto il gioco, mentre i nerazzurri avrebbero stretto le maglie di centrocampo e difesa per ripartire in contropiede affidandosi a Palacio e Alvarez. Ma con il passare del tempo le cose sono cambiate. La Juventus non aveva gambe e fiato e ben presto, cioè passata circa la mezzora, ha lasciato il gioco nelle mani del gruppo di Mazzarri, che ha incominciato a far girare palla e a provare a tessere gioco. Eppure nonostante i Campioni d’Italia non fossero al meglio, con un Vidal claudicante, Barzagli a mezzo servizio e Vucinic reduce da una contusione, non sono stati troppo pericolosi. L’unico vero pericolo per Buffon nel 1°T è su tiro di Nagatomo, servito ingenuamente da Pogba di testa sugli sviluppi di un corner. Lo stesso francese che in settimana aveva giocato con la Nazionale, segnando anche un gol, ha creato l’unico vero pericolo ad Handanovic nella prima frazione di gioco. L’Inter non ha mai avuto la forza di mettere in seria difficoltà la Juventus, pur avendo il sopravvento a centrocampo. Anzi i veri pericoli alla retroguardia bianconera erano gli stessi bianconeri a procurarli, sbagliando tanto, rallentando troppo l’azione e tenendo più del dovuto il pallone fra i piedi.

Su questi stessi temi la ripresa. Juve poco concentrata e Inter attenta a chiudere gli spazi, ma davvero poco pericolosa in fase di costruzione di gioco dalla trequarti in su. Tutto questo fino al gol di Icardi, 4 reti in tre partite contro i bianconeri, servito in profondità da Alvarez, dopo aver rubato palla a Chiellini , colpevole di un disimpegno disastroso. La sferzata di Icardi fa svegliare la Juve che, tempo di mettere palla al centro, reagisce come sa fare lei. L’azione del pareggio è un piccolo capolavoro. Palla all’esterno ghanese che affonda con facilità sulla fascia sinistra e mette al centro un pallone invitante su cui si fionda Vidal, che nonostante il dolore alla caviglia stoppa di destro e tira ad incrociare con il sinistro. Handanovic immobile guarda la palla andare in rete. Un minuto dopo sono ancora i bianconeri a farsi pericolosi con un bel dialogo delle due punte e tiro di Tevez. Nel finale sono ancora gli uomini di Conte ad andare vicini al gol con il solito Vidal che di testa costringe il portiere neroazzurro a fare una difficile parata, mentre sulla respinta Isla calcia malamente a lato. Termina 1-1, ma la sensazione è che la Juventus fosse distratta dalla gara di Champions contro i danesi del København. Ad ogni modo l’Inter non sembra essere attrezzata per battere le grandi. Mazzarri trasmette grinta, gioco e disciplina, ma la verità è che quando i bianconeri affondano sono pericolosi. Il problema è che questa sera non era la vera Juve. Gambe e testa erano altrove.

Tutti nel 2°T i cambi. Inizia Conte che sostituisce Lichsteiner (1’) con Isla. A seguire entrano Icardi (23’) per Taider, Quagliarella (26’) per Vucinic, Kovacic (35’ ) per Alvarez e Padoin (42’) per Pirlo. Ancora nessun minuto ufficiale per Llorente, così come per Giovinco. Sono stati ammoniti per gioco scorretto: Campagnaro, Lichtsteiner, Vidal e Ranocchia. La partita è stata diretta dall’arbitro Daniele Orsato, con gli assistenti Elenito Di Liberatore e Gianluca Cariolato. Tiri in porta 5 a 4 per la Juventus. Corner 6 a 1 per l’Inter. Possesso palla 50% per entrambe le squadre, ma il centrocampo interista è stato migliore nel recuperare palloni. In ombra quello juventino.

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