Champions League in salita per la Juve

Champions League in salita per la Juve

  • Print
  • Add to Favorites

Tiri in porta 25 a 8. Angoli 16 a 3. Azioni pericolose 7 a 0. Le statistiche sono in favore della Juventus, che ha esordito ieri a Copenaghen, ma il risultato è magro. I Campioni d’Italia portano a casa solo un punto contro i modesti giocatori danesi.

Mercoledì 18 settembre 2013 – Esordio con pareggio per la Juventus in Champions League che in Danimarca ripete la magra prestazione dello scorso anno contro il Nordjealland. Va sotto giocando male nel primo tempo. Viene fuori alla distanza, recupera ma non riesce a strappare i tre punti. “Due punti persi”, è il commento a caldo di Fabio Quagliarella, che al 53′ segna il gol bianconero. Inizia quindi in salita il massimo torneo europeo per la Vecchia Signora. Nella passata stagione il pareggio nella partita di esordio (2-2) in recupero contro il Chelsea Campione d’Europa aveva un altro sapore.

Tante situazioni da gol per la Juventus nella prima frazione di gioco, che sotto porta esalta le doti del portiere danese Wiland. Ma poca sostanza e poco gioco. Non è la solita Juventus. Il centrocampo soffre troppo. Inoltre il tour over voluto da Conte non dà i frutti sperati. In difesa il nuovo assetto con Ogbonna, per la mancanza di Barzagli, deve rodarsi e Bonucci fuori ruolo sembra timido e impacciato così come Chiellini. A centrocampo il solo cambio è tra Asamoah e Peluso. Ma l’ex atalantino non spinge sulla fascia. Pogba e Vidal non mordono a dovere le caviglie dei centrocampisti danesi e in attacco la nuova coppia Tevez-Quagliarella non trova l’intesa. Tutto questo si traduce in una mancanza di gioco, di mordente e di pericolosità. Latita il pressing asfissiante e la squadra corta dello scorso anno che recuperava immediatamente i palloni e attaccava gli avversari. E questo mette in bella evidenza i danesi, terz’ultimi nel loro campionato, che spinti anche dai cori di uno stadio da grandi occasioni trovano il gol al 13′ su calcio piazzato e resistono ai tentativi bianconeri grazie alla giornata di grazia del portiere. Il Copenaghen gestisce bene la palla e chiude il primo tempo in vantaggio.

Cambia tutto nella ripresa, quando la Juventus entra in campo concentrata e la fatica e la foga dei primi 45′ si fa sentire tra le fila degli uomini di Solbakken. La Vecchia Signora gioca in scioltezza e infatti alla fine si contano ben 11 tiri verso la porta di Wiland con grandi parate da parte di quest’ultimo. Si alternano al tiro Tevez, Quagliarella (gol e traversa), Lichsteiner, Vidal, Pogba, Pirlo, Giovinco. Ma la porta è stregata, anche per colpa della mancanza di precisione da parte dei bianconeri. Il secondo tempo è solo di marca juventina e proprio questo è il rammarico più grande. Se avesse giocato anche il primo tempo con la sicurezza del secondo, le cose forse sarebbero andate diversamente. Quanto detto da Conte in conferenza stampa: “Ricordiamoci del Nordjaelland”, diventa così una profezia che si auto avvera. I bianconeri sono l’esatta fotocopia di quell’altra Juve. E questo forse dovrebbe preoccupare. Perso il primato in Campionato, il tanto sperato salto di qualità non sembra essere stato fatto. L’esperienza dello scorso anno e l’innesto di qualche campione (ma fino adesso l’unico innesto sembra essere solo quello di Tevez) non hanno prodotto seri frutti. Intanto il Real Madrid di Ancellotti vince 6-1 in casa del Galatasaray. Passare come prima della classe sarà difficile.

Magro premio di consolazione le statistiche Uefa alla fine sono tutte in favore della Juventus. Possesso palla 57% a 43%. Totale tiri 25 a 8. Angoli 16 a 3. Azioni di gioco pericolose 7 a 0. Ammoniti Vidal e Lichsteiner per proteste, Peluso per simulazione. Bengtsonn e Mellberg (ex Juve) per falli di gioco.

953 Commenti

I commenti sono bloccati