Tevez-Llorente, e la Juve supera il Verona

Tevez-Llorente, e la Juve supera il Verona

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La Juve supera l’Hellas Verona e tiene il passo di Inter, Fiorentina e Roma. Segna la coppia Tevez-Llorente, che mette in mostra per la prima volta i numeri di cui è dotata, rapidità e gioco aereo. Con l’inserimento del basco si aprono nuove possibilità tattiche per Conte

I bianconeri vincono 2-1 in rimonta contro un Verona ostico e volitivo, grazie ai suoi attaccanti. È questa la notizia che viene da Torino. Anche se il rientro positivo in Campionato, dopo le fatiche e la mezza delusione di Champions League, non era affatto scontato per la Juventus e Antonio Conte, perchè la squadra di Mandorlini non è tra le più facili. Ad un solo punto dai Campioni d’Italia, l’Hellas Verona è arrivato a Torino reduce da due successi contro Milan e Sassuolo e dal 3-0 rimediato contro la Roma di Garcia. I bianconeri invece reduci da due pareggi consecutivi, anche se quello di coppa è il più beffardo, perchè ottenuto giocando sempre nella metà campo avversaria. Conte questa volta pratica il turn over. In previsione delle gare che aspettano la sua squadra schiera dal primo minuto Storari, Bonucci, Barzagli, Ogbonna, Asamoah, Isla, Vidal, Pirlo, Pogba, Tevez, Llorente. E l’altra grande notizia è che finalmente il “Re Leone”, come viene chiamato il Basco, che finora aveva rimediato solo 5′ in tutto, parte da titolare, dopo le polemiche della settimana, rimbalzate in Italia dai giornali spagnoli. Mandorlini schiera invece Rafael, Moras, Agostini, Cacciatore, Bianchetti, Gonzales, Jorginho, Romulo, Hallfredsson, Donati, Cacia. Pesano tra le file della squadra ospite le assenze di Toni, Martinho, Jankovic e Albertazzi. Nonostante questo Mandorlini mette in campo una formazione tenace, chiusa sulle fasce e in difesa. Ma la vera sopresa è la marcatura a uomo su Pirlo, sorvegliato speciale da Jorginho. L’allenatore del Verona rinuncia ad un uomo per annullare la fonte della manovra bianconera. E la tattica ha successo, perchè Pirlo viene sostituito al 21′ del 2°T senza aver toccato una palla giocabile.

Tattica riuscita, ma strategia perdente, perchè questo consente alla Juve di stare fissa nella metacampo veronese, grazie alle discese dei difensori bianconeri. Barzagli, Ogbonna (buona prestazione la sua) e Bonucci superano il centrocampo palla al piede senza trovare resistenza. Il Verona infatti è tutto schiacciato nei propri 30 mt, cercando di ripartire su contropiede. Cosa non facile da fare quando di fronte hai centrali esperti come i tre bianconeri. Inoltre in questa terza Juventus disegnata da Conte non è il solo Pirlo a produrre gioco, ma ci sono almeno 3-4 giocatori che possono farlo bene. Eppure nonostante la supremazia dei padroni di casa sono proprio gli ospiti ad andare in gol su calcio piazzato. La rete arriva al 35′ del 1°T, dopo due minuti di possesso palla continuato da parte del Verona, ma c’è da dire che, come contro il Copenaghen, i bianconeri sono sfortunati e non raccolgono quanto costruito. Ma, come contro l’Inter, la rabbia del gol subito produce il pareggio dopo solo 2′, quando Bonucci (terzo assist quest’anno) trova Tevez che realizza un gran gol di destro da posizione defilata. Lo stesso attaccante al 45′ con un tiro potente e piazzato coglie entrambi i legni, con il pallone che scorre sulla linea di porta senza varcarla. Ma la ciliegina sulla torta arriva con il gol al 48′ di Llorente che devia in porta un cross di Vidal. Per lo stadio e per il giocatore è una doppia liberazione: vantaggio e gol del basco, che mostra così al popolo bianconero cosa sa fare. Ancora poco dentro gli schemi di Conte, Llorente ha disputato per 70′ una buona prova, ma deve sciogliersi.

Il 2° T è se possibile ancora più arrembante del 1°. Juventus sempre in costante pressione nella metà campo avversaria e con l’uscita di Pirlo e lo spostamento di Pogba al suo posto, i bianconeri acquistano un uomo in più a centrocampo sia per impostare che per fermare le incursioni degli ospiti. Merito del Verona è comunque quello di essere riuscito a tenere sulle spine i Campioni d’Italia fino alla fine, senza subire altre reti. Merito della tenacia messa in campo e della buona tenuta fisica. Ma anche demerito della Juventus, troppo leziosa in questo inizio di stagione. Tante azioni, tanti tiri anche da fuori, almeno nella prima frazione di gioco, ma anche troppe giocate “brasiliane” con la voglia di andare in porta con la palla. Alla fine le statistiche dicono che la Juventus ha avuto il 64% di possesso palla, contro solo il 34% del Verona. Ha tirato 26 volte contro Rafael, di cui 16 dentro lo specchio di porta (il Verona solo 2). Ha colto tre legni e ha battuto 5 angoli contro i 2 della squadra ospite. Al di là del buon inizio di Campionato della Vecchia Signora, se problema c’è è quello di non essere concreta e cattiva. A fronte del tanto gioco creato la squadra di Conte raccoglie poco, come è accaduto contro il Copenaghen. Mentre come nota positiva, per una volta la Juventus vince grazie ai gol dei suoi attaccanti.

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