Un noir in difesa della memoria

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Massimo Occhiuzzo esordisce con il primo romanzo “Mentre un cane abbaia”, presentato nella libreria romana Arion a Testaccio. Storia di efferati delitti nel quartiere Nomentano, di cui è testimone un malato di Alzheimer

Roma, giovedì 10 ottobre 2013 – Esce con Rupe Mutevole Edizioni il libro Mentre un cane abbaia, firmato da Massimo Occhiuzzo, al suo esordio come romanziere. Il volume è stato presentato il 4 ottobre scorso alla libreria romana Arion a Testaccio da Tiziana Mignosa, responsabile delle collane “Faire” e “Oltre il confine” dell’editore, e da Roberto Spirito, autore della Postfazione e docente di teoria e tecnica delle scrittura. L’esperienza narrativa di Massimo Occhiuzzo, romano classe ’57, inizia nel 2006, dopo aver coltivato i suoi interessi per la fotografia e la pittura. Con i racconti Le nuvole di Roma (2006) e Il volo di una farfalla anziana (2012) vince due concorsi letterari. Come molti autori contemporanei che fanno fatica a incontrare il loro editore, lascia traccia del suo lavoro sul web e autopubblica con “ilmiolibro.it” la sua prima opera Riflesso (2008), una raccolta di racconti, avvolti in un’atmosfera di magia e di mistero, i cui protagonisti sono persone emarginate: barboni, disadattati e persone sole.

Mentre un cane abbaia racconta di una tranquilla sera di agosto nel quartiere romano Nomentano, nella zona di Villa Paganini. Arturo, sente un cane abbaiare e affacciandosi alla finestra assiste all’omicidio di una donna. E’ il primo di una serie di efferati delitti dei quali sono vittime individui che vivono al di fuori dalle regole del vivere civile. L’unico testimone per la commissaria Elena è Arturo. Ma lui è affetto da Alzheimer e i suoi ricordi sono offuscati dalla patologia. Questo romanzo “è dedicato a tutti noi per difendere il nostro bene più prezioso, la memoria”, tiene a sottolineare lo scrittore. Una funzione che può essere letta con duplice significato. Quando la si perde, è malattia della vecchiaia. Ma anche metafora culturale e politica, specie dei nostri tempi. “In una società oligarchica come la nostra (…) dove la verità è fatta sistematicamente oggetto di pratiche di occultamento (…) non c’è che la scrittura che può farsi carico del disvelamento di ciò che altri intenzionalmente nascondono”, commenta l’autore della Postfazione. Nel complesso si può ben dire che questo romanzo convince e s’inscrive nel solco della migliore tradizione del noir italiano, approfondendo tematiche scottanti e trascurate come l’Alzheimer e il “femminicidio”. A quest’ultimo Occhiuzzo dedicherà il nuovo romanzo al quale sta lavorando, La scatola di latta, come ha rivelato nel corso della presentazione.

Stefania Spirito

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