L’enigma del paesaggio in mostra a Frascati

L’enigma del paesaggio in mostra a Frascati

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Alle Scuderie Aldobrandini la mostra degli artisti Paola Del Vescovo e Pino Di Gennaro mette al centro dell’indagine il paesaggio e i suoi enigmi. Pittura e scultura a confronto indagano i recessi reconditi del paesaggismo contemporaneo

Frascati, domenica 20 ottobre 2013 – Si è inaugurata sabato scorso nelle Scuderie Aldobrandini del Comune di Frascati la nuova mostra d’arte contemporanea Doppio Verso – L’Enigma del paesaggio, che mette a confronto gli artisti Paola Del Vescovo e Pino Di Gennaro. Promossa con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Frascati, l’esposizione sarà visitabile fino al 3 novembre. Doppio Verso è una serie voluta dall’Amministrazione Comunale di Frascati e nata nel 2000 con l’apertura delle Scuderie Aldobrandini. Ancora oggi presenta un fascino e suggestioni unici, ponendo di fronte due artisti diversi per tecniche, esperienze e background, ma portati a lavorare su un tema unitario, in questo caso il paesaggio contemporaneo e la sua enigmaticità, in uno spazio unitario affascinante come quello delle Scuderie Aldobrandini.

«In questo nuovo appuntamento della serie Doppio Verso, voluto e ideato dal Comune di Frascati, Paola Del Vescovo e Pino Di Gennaro delineano con i propri lavori un confronto estetico e linguistico ricco di rimandi e nuove possibilità di lettura – dichiara il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso -. Inoltre, questa esposizione mi rende particolarmente felice per il fatto che la nostra concittadina Paola Del Vescovo, restauratrice di livello internazionale, che attualmente è docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha insegnato per tre anni all’Universität der Künste di Berlino, in questa nuova veste di pittrice esponga la sua prima personale di rilievo nella sua città».

«La tradizione dell’arte contemporanea contiene molti esempi di questo tipo: dai “cadavres esquis” dei surrealisti e dagli allestimenti dei maestri del Bauhaus alle serate futuriste e dadaiste, per arrivare fino a oggi con tanti casi di “matrimonio” estetico – dichiara l’Assessore alle Politiche Culturali Gianpaolo Senzacqua -. Per questo siamo contenti di ospitare questa nuova mostra d’arte che ha anche il pregio di descrivere con garbo gli approdi futuri degli artisti in mostra».

Le opere pittoriche di Paola Del Vescovo, per lo più oli su tela di medio-grande formato, si concentrano per la maggior parte sul tema del paesaggio urbano, i cui soggetti principali ponti, metropolitane, tunnel, stazioni, porti, insegne luminose pubblicitarie e ancora le giostre, i luoghi tradizionalmente ludici della città, si fondono con gli ambienti naturali che li accolgono, cieli ora lividi ora opalescenti di luce aurorale, ora già tinti dal tramonto o dai toni profondi della notte, masse di acque ora marine ora fluviali, riflettenti i colori del cielo e della terra. A questi scenari contemporanei, quasi mitteleuropei, si contrappongono, in realtà solo apparentemente, quelli attinti al mondo immaginario dell`Italia del passato, forme che emergono, come in un sogno, dal bianco luminoso della tela, suggerendo l`infinito. Le immagini con un linguaggio“liquido“, attuale, veloce ma al contempo attento, svelano della malinconica quotidianità del contemporaneo il mistero più recondito, la chiave dell`enigma che „salva“, come scrive l`autrice stessa. In occasione della mostra uscirà un catalogo sulle sue opere, edito da Gangemi con testo critico di Marco Di Capua.

Le opere plastiche di Pino Di Gennaro, realizzate in bronzo, cartapesta, cera e piombo, costituiscono frammenti di paesaggi immaginifici che “attingono alla dimensione cosmica, seguono i movimenti fulminei, apparentemente caotici e pluridirezionali di ammassi stellari“ (P.Castaldi).  Nell’esaltare l’espressività del singolo materiale, lo scultore abbina materiali apparentemente inconciliabili. Il colore della cartapesta, la luminosità del bronzo, la trasparenza della cera e l’opacità del piombo non sono viste come qualità dei singoli materiali, bensì come possibilità espressive nel confronto dialettico tra materia fragile e materia dura, povera e ricca, classica e popolare. Installazioni di paesaggi sognati e oggetti spaziali alla deriva si alternano a paesaggi della cultura, tracce di segni, di memorie, di scritture sconosciute, lasciando spazio al paesaggio inventato della natura. L’opera La Foresta è un tributo al mondo vegetale, essenziale per la nostra esistenza sulla terra, una grande installazione per l’ecologia della mente prima che del pianeta. Nel „cuore“ delle Scuderie Aldobrandini, le opere si armonizzano con lo spazio architettonico antico e moderno: l’Arte ci aiuta a comprendere l‘enigma della nostra esistenza nell’universo.

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