Roma capitale della nuova danza contemporanea

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Con la rassegna DNA del Romaeuropa Festival la Capitale presenta le produzioni giovanili di danza contemporanea. Performer, coreografi e compagnie alla prova del pubblico romano con cinque serate di eventi innovativi

Roma, lunedì 21 ottobre 2013 – La danza contemporanea “reagisce” e si presenta al pubblico romano con cinque intense giornate con tanti eventi e performer in cartellone, ben 11 per l’esattezza. Si tratta del progetto DNA, curato da Anna Lea Antolini, giunto alla sua quarta edizione, che dal 23 al 27 ottobre presenta un interessante “focus” tutto incentrato sulle nuove leve della coreografia italiana, spagnola, olandese e canadese, che la rassegna porta in scena in tre differenti location: al Teatro Palladium di Roma, all’Opificio Telecom Italia e nelle neonate Carrozzerie N.O.T. Innovativa rassegna coreografica, DNA presenta alcuni nomi di assoluto rilievo nel panorama coreografico giovanile. Accanto a loro alcuni giovanissimi e promettenti coreografi e performer. Il Romaeuropa Festival in questo modo premia la ricerca più innovativa dando spazio ad artisti in divenire, che possono trarre dall’incontro con platee esigenti e appassionate come quelle che seguono il festival romano suggestioni e nuove sfide per il lavoro futuro.

DNA si apre mercoledì 23 ottobre alle 19 al Teatro Palladium di Roma con “Appunti Coreografici” che presenta i performer Nicola Galli (con Beyond), Anna Basti (con Sul punto) e Claudia Catarzi (con Moto perpetuo_primo movimento). Il pubblico del Palladium al termine delle performance sarà chiamato ad esprimere la propria preferenza ad uno dei testi coreografici, per assegnare una residenza al Palladium durante l’estate 2014. Ma il clou della serata è alle ore 21 sempre al Palladium con il gradito e interessante ritorno di Alessandro Sciarroni, acclamato nella scorsa edizione di DNA Romaeuropa Festival 2012, che quest’anno porta e in scena il radicale e suggestivo Untitled_I Will Be There When You Die. Definito da «Le Monde» artista magnetico e anomalo, Sciarroni continua a raccontarci l’amore, l’abbandono, la fragilità dell’esistenza attraverso un perfetto equilibrio tra scrittura coreografica e performing art. Estrapolando un gruppo di lanciatori di clave dal loro contesto di appartenenza, alla maniera di Duchamp, l’artista compone un quadro scenico destinato alla contemplazione e una drammaturgia da ricercare nelle mani, nei volti, nei corpi fermi dei performer e nelle clave sospese nel vuoto.

Il giovedì 24 ottobre nel cuore di Testaccio nelle innovative Carrozzerie N.O.T, la rassegna ospita alle ore 18 Orphans e Chroma, momento conclusivo di un progetto teorico e performativo che la danzatrice e coreografa Simona Bertozzi e lo studioso Enrico Pitozzi presentano per la prima volta a Romaeuropa. Presenza, percezione, spazio, tempo, atmosfera sono le parole chiave indagate contemporaneamente dal duo sia attraverso la performance e la danza, che una riflessione teorica capace di divenire azione scenica.

Venerdì 25 ottobre dall’Olanda arriva la sorprendente ironia di Tabea Martin che, al Palladium (ore 21) con il suo Duet For Two Dancers attraversa l’immaginario collettivo della danza contemporanea per riflettere sulla costruzione dell’identità nella società postmoderna e sulla definizione di generi e ruoli. “A cosa pensiamo quando immaginiamo uno spettacolo di danza? Cosa vuol dire oggi essere un danzatore?” sembra domandarsi la coreografa cercando la sua risposta in un’attenzione alla processualità e al rapporto tra realtà e scena. Segue il giovane Marco D’Agostin che con il suo Per non svegliare i draghi addormentati catapulta lo spettatore nelle atmosfere di un sogno abitato da cavalieri senza armatura, viaggiatori smarriti, principi abbandonati ed enormi origami per riflettere sull’idea di perdita del potere e di ricostruzione dell’immagine.

Sabato 26 ottobre è un corpo in equilibrio e in continua trasformazione quello che Giorgia Nardin presenta nell’anteprima nazionale del suo All dressed up with nowhere to go, alle ore 19 presso l’Opificio Telecom Italia. A partire da una gestualità quotidiana il corpo è libero di deviare verso territori inesplorati disegnando nuovi paesaggi da attraversare ma senza conoscere mai il suo punto di arrivo. Al Palladium (ore 21) When We Were Old, spettacolo nato dall’incontro tra l’italiana Chiara Frigo e il canadese Emmanuel Jouthe, si interroga sulle dinamiche di demolizione e ricostruzione e sul rapporto tra ambiente urbano e ambiente naturale a partire dalla storia di una foresta distrutta per costruire una città e di una stazione del gas – situata in questa stessa città – di recente convertita in parco pubblico.

Domenica 27 Ottobre Ancora in Opificio alle ore 19 la compagnia Cani presenta in anteprima assoluta il suo Good Vibrations, progetto vincitore del bando Ripensando Theremin. Una selva di sensori low cost confonde la sorgente degli input e degli output che determinano il movimento dei danzatori e le loro conseguenze. Ancora al Palladium (ore 21) in anteprima nazionale la compagnia catalana La Veronal, che ha conquistato le platee europee con la sua estetica vicina al rigore formale di Anne Teresa De Keersmaeker, alla visionarietà di Peeping Tom e alla discorsività di DV8, chiude l’edizione 2013 di DNA con Siena. Lo spettacolo, omaggio al rinascimento e alla città italiana utilizzata per il titolo, è la ricerca di una nuova idea di umanesimo che renda centrale il corpo umano e la sua rappresentazione nello scorrere della storia; un’interrogazione sulla necessità dell’uomo di contemplare se stesso.

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