“Swings Both Ways”, cosa è venuto prima?

“Swings Both Ways”, cosa è venuto prima?

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Alla vigilia dell’uscita del nuovo disco, Robbie Williams racconta sé stesso. Il cantante rivela che non fu facile cominciare la carriera sa solista, nonostante avesse guadagnato un milione di sterline

Roma, giovedì 28 novembre 2013 – Lo scorso 18 novembre Robbie Williams arriverà sugli scaffali di tutti i negozi di musica con il suo ultimo disco “Swings Both Ways”. Dedicato al nonno, che gli ha fatto conoscere e amare lo swing, e alla figlia, “colpevole” di aver reso più responsabile il padre facendogli abbandonare alcol e droghe, quest’ultima raccolta di brani potrebbe rappresentare l’inizio della fine per il cantante britannico che afferma: “…oggi dico a mia moglie che smetterò prima dei cinquanta. Non credo di avere la tempra per resistere tanto a lungo, più che mai ora che ho famiglia.” Aprendosi ai cronisti, a proposito del proprio passato e del periodo immediatamente successivo all’abbandono del gruppo che lo ha fatto entrare nel mondo della musica, i “Take That”, il cantante rivela che non fu affatto facile cominciare la propria carriera difatti, nonostante avesse guadagnato all’incirca un milione di sterline grazie ai concerti e ai dischi fatti con la propria ex-band, scindere il contratto con la casa discografica gli costò un milione e mezzo di sterline e che quindi dovette iniziare il proprio percorso lavorativo con già mezzo milione di debiti.

Continuando a parlare del suo esordio da solista, Williams sorprende tutti i propri fan dichiarando che, da sempre, soffre di una paura cronica per il palcoscenico e che più volte si è ritrovato sul punto di annullare un concerto. Per tentare di superare questa fobia, prosegue il cantante, ha anche assunto degli psicofarmaci e usato ogni altro metodo, inutilmente. Come prova di queste affermazioni, ricorda il suo primo attacco di panico: “La prima volta che ebbi un violento attacco di panico fu durante il tour del ’98. Arriviamo sul posto col bus, si spalancano le porte, intravedo la folla. Dico: chiudete, si torna indietro, non canto. Il tour manager cerca di convincermi, io risoluto gli grido di non insistere. Tornano in quattro: se non sali sul palco sarà un bagno di milioni di sterline. Entro in crisi, mi metto a gridare con quanto fiato ho in gola “let me entertain youuu” e affronto il mostro. Alla fine mi è sempre andata bene”. Tornando a parlare della famiglia, alla domanda su quale sarebbe la sua reazione se la figlia dovesse mettersi con un ragazzo con il suo stesso carattere, risponde: “Spero che saremo in grado di educarla in modo che da adulta faccia una scelta diversa. Non credo che vorrà un fidanzato come me. Ma in caso contrario… posso sempre pagare qualcuno per spezzargli le gambe”.

Matteo Lucchi

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