I volti di Lee Jeffries al Museo di Roma in Trastevere

I volti di Lee Jeffries al Museo di Roma in Trastevere

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Lo straordinario lavoro del fotografo inglese e il racconto senza tempo degli outsider globali.

Roma, 2 dicembre 2013 – Una prima mondiale nel cuore della città eterna. Inaugurata lo scorso 19 ottobre 2013 al Museo di Roma in Trastevere, “Homeless“, l’ultimo incredibile lavoro del fotografo inglese Lee Jeffries in mostra fino al 12 gennaio 2014. Cinquanta scatti in bianco e nero per raccontare i volti di tutti coloro che esprimono il disagio come stile di vita. Jeffries ha impiegato anni per raccogliere gli scatti di un progetto per cui c’è poco da scrivere, ma molto da ammirare. L’inquadratura frontale, la scelta del bianco e nero come unica guida estetica dell’istante immortalato, l’artista è riuscito a rendere unici i suoi soggetti nel loro stile e nel loro status di “homeless“.

Volti rubati ai tanti senzatetto che il fotografo ha incontrato durante i suoi viaggi tra le strade di Roma, Parigi, New York, Las Vegas, Los Angeles e Miami. Basta osservare le immagini per riscontrare il pathos e la drammaticità che Lee Jeffries ha voluto ed è riuscito a dare ad ogni singolo scatto. Opere d’arte fatte di ombre e monocromatismi dove le espressioni individuali diventano un’abilità ancora più forte ed immediata.

lee-jeffries-3I personaggi che attraggono Lee Jeffries sono gli outsider e tutti quegli uomini e quelle donne con storie personali spesso insolite e drammatiche alle spalle. Quando si osservano le sue fotografie, viene in mente solo una parola: “sopravvissuti“. L’etica è stata la prima motivazione che lo ha portato a ideare questo progetto. L’autore vuole urlare l’ingiustizia, “scattare un fotogramma che abbia alla fine il potere di influenzare, di rendere l’attenzione dello spettatore abbastanza forte per volere conoscere e fare di più“- spiega Giovanni Cozzi, autore e curatore della mostra -“è la stessa luce che affiorava dai volti dei peccatori, dei santi, degli uomini e delle donne del popolo dipinti o scolpiti nel marmo ai piedi della divinità. Sia essa Cristo o Madonna, da Caravaggio, Leonardo, Michelangelo, Bernini, e nelle opere più grandi dell’arte rinascimentale e barocca europea. Più che di fotografia è di Arte Sacra che si tratta“.

E’ questo ciò che resta della divina tragedia di Jeffries. Dopo un incontro casuale con un ragazzo senza tetto tra le vie di Londra ne ruba con il teleobiettivo una foto, un istante, e tutto cambia. Da qui capirà l’importanza per lui di anteporre la conoscenza di ciascuno dei soggetti all’urgenza di fare loro una foto. Da allora i suoi scatti sono diventati l’immagine e la sua convinzione del mondo.

La scelta di Roma come prima assoluta non è stata casuale. Jeffries è molto legato all’atmosfera e alla spiritualità che ha vissuto durante il suo soggiorno nella capitale. Inoltre molte delle sue foto più significative le ha scattate proprio tra gli angoli più remoti della città eterna.

Informazioni:
Orario: da martedì a domenica ore 10.00-20.00.
Chiuso lunedì, 25 e 31 dicembre
Aperto 24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00

La biglietteria chiude un’ora prima
Biglietto d’ingresso: Intero: € 7,50 – Ridotto: € 6,50
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza):
Intero: € 6,50 – Ridotto: € 5,50

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