Renato Zero, quando l’amore incontra la musica

Renato Zero, quando l’amore incontra la musica

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“Amo – capitolo II”, anticipato dal singolo “Nessuno tocchi l’amore”, è il nuovo album di Renato Zero. I testi sono del cantautore romano, di Mariella Nava, Danilo Madonia, Maurizio Fabrizio e Armando Trovajoli.

Roma, giovedì 12 dicembre 2013 – Torna Renato Zero. Lo fa con l’eleganza che da sempre lo contraddistingue nel panorama musicale italiano. A soli sette mesi di distanza dalla pubblicazione di “Amo – capitolo I” (12 Marzo 2013), vede la luce “Amo – capitolo II”, anticipato dal singolo “Nessuno tocchi l’amore”. Il disco, contenente quindici tracce inedite, e prodotto in collaborazione con le etichette Tattica e Indipendente Mente, è stato presentato dallo stesso Zero all’interno dello Starhotels Rosa in Piazza Fontana a Milano, luogo a lui particolarmente caro. L’uscita nei negozi è stata poi fissata per il 29 Ottobre, sebbene il pre-order dell’album fosse già disponibile negli stores digitali già dal 9 Ottobre. L’opera vanta la partecipazione di numerosi nomi illustri della musica italiana e non. I testi, infatti, sono stati sviluppati, oltre che dal cantautore romano, da Mariella Nava, Danilo Madonia (anche produttore), Maurizio Fabrizio e Armando Trovajoli. Impossibile non citare anche il grande Trevor Horn (storico cantante dei Buggles, con i quali raggiunse il successo grazie al brano “Video killed the radio star”), la cui esperienza è stata fondamentale per la realizzazione del pezzo “Alla fine”.

Amo – capitolo II è quindi il risultato della fusione di più storie, di più vite, ed è proprio dalla vita che Renato fa partire il suo messaggio d’amore: “La vita non è soltanto disagio, non è soltanto paura, non è soltanto dolore o depressione. La vita è soprattutto una grande opportunità che ci viene offerta. Dobbiamo cercare di spenderla, e la speranza in questo credo che sia il passepartout.” Il re dei sorcini si racconta, diffonde pace e non esita a dare consigli al suo enorme tappeto di affezionati sostenitori, che, oggi come ieri, riempiono teatri, piazze e stadi, contagiando in modo travolgente anche le nuove generazioni. “Sono quell’escamotage che praticamente ho usato anche su di me. Cioè, quegli stessi suggerimenti (che dò) li ho adottati sulla mia persona perché io sono stato il miglior amico di me, e lo dico con estrema certezza”. Renato, perciò, si mostra amico del mondo ancora una volta e, da buon amico, non nasconde il desiderio di portare le sue parabole d’amore anche fuori dall’Italia, che ormai le conosce bene: “Prima mi sarei sentito come un commesso viaggiatore della musica. Ora, invece, per esempio mi piacerebbe andare in Francia, riprendere la lingua e suonare all’Olympia di Parigi”. Non mancano però critiche alle Tv e alle radio, colpevoli, secondo lui, di lucrare sulla musica.

Pierpaolo Ciambella

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