Campionato, la Juve vola via

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La Roma di Garcia finisce la gara in 9 e esce ridimensionata. Lo scontro al vertice si chiude in favore dei bianconeri, più forti a livello tattico e anche nei singoli. Ma Conte non vuole parlare di Scudetto già assegnato

Roma, lunedì 6 gennaio 2014 – Campionato virtualmente chiuso dopo il 3-0 inflitto alla Roma nella sfida di ieri che tutti gli osservatori – ma non i due tecnici – avevano definito da scudetto. Nell’anticipo serale della 18° giornata vince Conte e la sua Juventus, infliggendo un pesante passivo alla squadra giallorossa. Vidal, Bonucci e Vucinic su rigore spengono le speranze romaniste di accorciare sulla capolista, coltivate per tutto il periodo natalizio e alimentate anche da polemiche, piuttosto soft, sui giornali. A questo punto i bianconeri sembrano non avere più ostacoli per il 30° scudetto e la terza stella sulla maglia (anche se negli ambienti juventini si parla di 32° primato). La Juventus ha perso solo contro la Fiorentina (una squadra che dovrà tornare sul mercato dopo l’infortunio di Rossi per lesione ad uno dei legamenti laterali del ginocchio destro), pareggiato con l’Inter a Milano e vinte tutte le altre 16 partite. Una media punti fenomenale. Ad un turno dalla fine del girone di Inverno la Juventus ha 49 p., ha fatto 42 gol e ne ha subiti 11. Ha eguagliato il record di vittorie della Roma (10). Con questi numeri lo scudetto sembra essere solo una questione di tempo. Non si capisce chi possa ostacolare la corsa della Juventus verso il successo finale, superando tra l’altro i record dei gironi a 20 squadre. Consapevole che il peggior nemico della Juve non può essere altro che la Juve, l’allenatore bianconero nel post partita ha dichiarato ai microfoni di Sky: “Finchè non raggiungo il traguardo, la mia soddisfazione è moderata. Ora il pericolo da evitare è che questi otto punti di vantaggio ci imborghesiscano”. La partita di domenica prossima con il Cagliari potrà dire se la Vecchia Signora si sarà un po’ rilassata.

Il match di ieri ha messo in evidenza prima di tutto la scaltrezza tattica adottata da Conte, che a questo punto si merita il premio di miglior allenatore del 2013. Invece di scendere in campo con la solita voglia di dettare il gioco e schiacciare l’avversario nella metà campo, i bianconeri hanno dimostrato accortezza attendendo compatti la Roma, tra i reparti della difesa e dell’attacco non c’erano più di 25 m. Questo ha ridotto gli spazi per i fantasisti giallorossi, Totti, Ljajic e Gervinho, che sono stati così disinnescati. Nel primo tempo solo una volta il contropiede romanista si è messo in moto (su errore di Bonucci), portando Ljajic a tu per tu con Buffon, chiuso al momento del tiro da Chiellini e lo stesso portiere bianconero. Al 16° minuto però di fatto è finita la partita della Roma, perché da fallo laterale Tevez e Vidal hanno dialogato in area, con il cileno a segno per l’ottava volta in campionato. La reazione della Roma ha portato in 6 minuti due volte al tiro Pjanic dalla distanza, una Dodò e una Ljajic in area. Poca cosa per impensierire Buffon. Dal 25’ la Juventus, dopo aver tenuto a bada gli avversari, con le punte pronte a difendere e a ripartire in velocità, ha alzato il baricentro, mettendo apprensione alla retroguardia romanista. Il 1° t si è chiuso con la Juventus in avanti.

Il 2° t si è aperto alla stessa maniera, con l’aggravante che al 48’ su punizione di Pirlo dalla sinistra Bonucci si è liberato in area e in spaccata a fatto 2-0. È stata la doccia fredda che ha chiuso la partita allo Juventus Stadium. Il doppio vantaggio ha depresso i romanisti. Garcia lo ha capito e ha cercato di aggiustare la squadra per alimentare le poche speranze. Fuori Pjanic e Dodò, dentro Torosidis e Destro. Totti si è sistemato dietro le tre punte. La pressione sulla difesa bianconera però non è cambiata, perché la squadra di Conte è rimasta corta, con un lavoro di sacrificio delle punte, meno attive sul fronte d’attacco, ma efficaci in fase di contrasto. L’accortezza tattica, sperimentata con successo, tornerà buona per la seconda parte del Campionato, quando la Juventus dovrà giocare fuori casa con Lazio, Milan, Napoli e Roma. La frustrazione in casa giallorossa si è sentita. Un guerriero come Strootman nella ripresa è apparso infastidito dalla vivacità di Vidal, capace di contrastarlo a centrocampo e ripartire veloce per alimentare la fase di attacco. La Juventus si è rintana in difesa per colpire di contropiede e su uno di questi, condotto da Chiellini, De Rossi ha commesso un brutto fallo di frustrazione, facendosi espellere al 75’. Sulla punizione seguente Castan si è avventato di mano su una palla che stava per finire in rete. Rigore e da regolamento espulsione. Vucinic subentrato a Tevez ha così segnato il terzo gol e Rizzoli, che ha diretto bene, ha chiuso la partita al 90’ senza concedere recupero.

La prima sconfitta della Roma è tutta meritata anche se, a detta di Buffon e Barzagli, la squadra di Garcia ha impegnato molto i bianconeri. La verità è che la Juventus è più forte anche dei giallorossi, che in fondo non hanno impensierito più di tanto la Vecchia Signora. La Roma ha fatto molto possesso palla ma ha concluso poco e male. Conte facendo densità a centrocampo ha tolto spazio e profondità alle ali romaniste, inoltre aspettandoli ha adottato la stessa tattica contropiedista della Roma con maggiore successo. Una parola ancora sugli “aiutini”, che sono stati evocati prima della partita da Totti e che in questo caso non ci sono stati. Buffon ha replicato al capitano romanista, dicendo che chi ne parla in genere lo fa per trovare un alibi alle sconfitte. Spesso e volentieri però chi lo dice lo fa anche per influenzare le possibili scelte arbitrali. Un “aiutino”, per esempio, avrebbe potuto essere la mancata espulsione di De Rossi, per il fallo pericoloso su Chiellini. Così non è stato e a Rizzoli va il merito di non essere caduto nel tranello. Alla fine ha parlato il campo e ha detto che per il momento la Juventus è la più forte di tutte.

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