Con “Anita B.” torna la vita dopo Auschwitz

Con “Anita B.” torna la vita dopo Auschwitz

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Un film che è memoria e messaggio di speranza apre a Gerusalemme le celebrazioni ufficiali del Giorno della Memoria. Il punto di forza è l’inedita prospettiva che si concentra sul “dopo, cioè affrontando la vita dopo la morte”.

Roma, sabato 1 febbraio 2014 – E’ uscito nelle sale il 16 gennaio Anita B. il nuovo film di Roberto Faenza. Il regista torinese di Prendimi l’anima porta sul grande schermo un film drammatico che ruota intorno allo Shoah, ma che si focalizza, a differenza di altre pellicole, sulla fase successiva, “il ritorno alla vita normale dopo Auschwitz.” “Il film-continua Faenza-è un messaggio di speranza, racconta la forza d’animo di questa ragazza che, sopravvissuta da un inferno a un altro, trova la capacità di reagire”. Anita è una quasi sedicenne di origini ungheresi sopravvissuta ad Auschwitz che viene accolta dalla sorella di suo padre, unica parente rimasta viva. Da qui si snoda, in 88 minuti, il ritorno alla vita di una ragazza e il suo desiderio di raccontare quello che gli altri ebrei vogliono dimenticare. La storia è tratta da Quanta stella c’è nel cielo, romanzo autobiografico di Edith Bruck, scrittrice ungherese che nel 1944, poco più che bambina, vive l’esperienza del ghetto, Auschwitz e Dachau. Bruck ha scritto la sceneggiatura insieme a Faenza e Nelo Risi, in collaborazione con Iole Masucci. Internazionale il cast per un film girato in inglese, a partire dalla belga Eline Powell (già diretta da Dustin Hoffman in Quartet del 2012) nel ruolo di protagonista. Con lei Andrea Osvart, Jane Alexander, Clive Riche.

Un tema, quello scelto da Faenza, non facile da affrontare e che è costato notevoli difficoltà produttive e post-produttive: due anni per trovare i finanziamenti per realizzare il film (prodotto da Jean Vigo Italia in collaborazione con Cinemaundici e Rai), e una distribuzione che in Italia conta meno di trenta copie. A compensare la mancata distribuzione mainstream, tante le iniziative che vedono il regista collaborare con le scuole perché la storia di Anita e dell’olocausto raggiunga gli adolescenti: “Penso che arriveremo a mostrarlo a 100.000 ragazzi, il che rappresenta un record assoluto”. E mentre viene lanciata su Twitter la campagna #vogliamoanitabneicinema, il film di Faenza riceve un altro importante apprezzamento nelle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha inviato un messaggio in occasione dell’anteprima romana. “Il film-osserva il capo dello Stato-mi è parso davvero originale e bello in quanto rappresentativo di una prospettiva nuova del dopo Shoah. Molto fine e delicata la storia, e assai forte, nella sua descrizione, il richiamo delle tante sfaccettature umane della tragedia vissuta dalle famiglie ebree nei paesi occupati dalle forze tedesche. E Napolitano si augura “che esso possa avere la circolazione che merita.”
Diversa la reazione all’estero. La pellicola sarà presentata al museo di Yad Vashem di Gerusalemme, a Haifa e Tel Aviv. Poi il 23 febbraio sarà evento speciale della giornata inaugurale di “Los Angeles, Italia – Film, Fashion and Art Fest”, al Chinese Theatre di Hollywood e distribuita in nord America nella prossima estate.

Eleonora Angelini

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