Sofie’s mug. La tazza del buon gusto

Sofie’s mug. La tazza del buon gusto

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“Per avere un nostro stile, dobbiamo conoscerci, amarci”. Annalisa Sofia Parente ci rivela il segreto del suo avvincente fashion blog.

Roma, lunedì 3 febbraio 2014 – Il fashion blog ha cambiato la comunicazione della moda. Fenomeno affascinante  che ha spinto a soffermarci su alcune fashion reporter e alcuni fashion blog. Interessanti alcuni, miseri molti altri, particolari pochi. Fin quando poi il click decide per un fashion blog sorprendente: Sofie’s Mug (www.sofiesmug.it). Chiamarlo fashion blog è riduttivo. È molto altro. E’ una tazza da cui piacevolmente sorseggi poesia, lifestyle, moda e stile. Un mondo intero in una tazza. A riempire questa piacevolissima mug è Annalisa Sofia Parente, che gentilmente ha accettato di incontrarci per soddisfare le nostre curiosità.

Sofie’s Mug. Una tazza. Del caffè. Tanto stile. Come nasce il tuo blog?
Il mio blog nasce da un vizio. Anzi da due. Anzi da tre. Bere caffè, fumare e scrivere. Da poco più di un mese ho smesso di fumare, forse qualcuno un giorno mi vieterà di bere 10 caffè al giorno; ma scrivere è il vizio cui non potrò mai rinunciare. Perché da quando ero piccolissima e scrivevo con il dito indice nel cielo (chi lo sa cosa), io non ho mai smesso di farlo. Neanche quando chiudo gli occhi prima di addormentarmi.

In Sofie’s Mug sembra esserci qualcosa di diverso. Più lo si legge, più lo si ama, più lo si vive. Qual è il segreto?
Non avere segreti. Io non sono particolarmente bella, non sono ricca e non abito nel quartiere più elitario di Roma. Cerco di raccontarmi per quella che sono: una 28enne che fino a 18 anni vive in un piccolo paese meridionale, una 44 (anche una 46 in inverno), alta 1.68, che ama comprare al mercato ma che si incanta davanti alle vetrine di negozi noti e costosi (senza però entrarci). Una donna speciale come molte di quelle che si perdono nelle piccole cose di tutti i giorni in cui ritrovare, puntualmente, la vera magia.

Fashion. Moda. Stile. Tre parole per una?
Tre parole per Arte. Chi non vede l’arte figurativa, la letteratura e la musica in una moda determinata, si è perso un grande spettacolo.

Il tuo blog non è solo questo. C’è anche molta cucina. Ricettine e buon gusto in molti post. Ci parli della cucina di Sofie’s Mug?
La cucina è la mia libertà. Quando cucino divento alchimista, chimico, pittrice, moglie e maga. La mia cucina è piena di cose: post it, spezie, barattoli di vetro con frutta secca, cestini di noci, calamite di città lontane, candele e ninnoli che ha realizzato mia madre. Cucinare è il mio atto d’amore per mio marito e per i miei amici: datemi un forno, un paio di fornelli e mille spezie. Qualcosa ne uscirà fuori!

E di Annalisa? Parlaci un po’ di lei.
Mi chiamo Annalisa all’anagrafe, Lisu al Sud, Sofie a Roma. Il mio nome è l’accessorio più bello che io abbia. Spesso sono gli altri a sceglierlo per me. Sono una prof di Lettere, una scrittrice, una poetessa, digital pr e blogger. Sono tante cose. E tutte queste cose si nutrono di parole, fantasia, anima. Per il resto, (conti, burocrazia, bucato e fitness) sono pessima.

Facciamo finta che un desiderio appena pensato si avveri. In quale posto del mondo ti piacerebbe vivere e perché? Ci delizieresti anche lì con la tua avvolgente scrittura?
Direi che il sogno si è già avverato. Da quando, ancora bambina, vidi in tv le ragazze di Piazza di Spagna, promisi a me stessa che avrei vissuto a Roma. Ora vivo qui e la adoro. Non potrei cambiarla per nessuna altra città in Italia. Ma se proprio dovessi esaudire un sogno internazionale… ecco, vorrei svegliarmi a Parigi, bere vino rosso mentre discuto di poesia francese, mangiare 10 croissant a colazione e 20 baguette per spuntino (senza ingrassare, ovviamente).

Oppure e, mi pare ovvio, mi piacerebbe vivere a New York e andare verso la redazione della mia esclusiva rivista di moda (dove curerei la sezione di lifestyle o di cultura) con il mio grosso “bicchierozzo” take away di caffè americano. Anche se non so se riuscirei a tradurre la mia scrittura impetuosa, istintiva, carnale in lingue che non conosco come il mio adorato italiano.

Per finire, ci lasci un consiglio di stile?
Ecco, approfitto di questa domanda e di questa intervista per dire alle mie lettrici  che lo stile investe ogni momento della nostra giornata: dal cibo che scegliamo agli abiti che indossiamo; dai luoghi che frequentiamo ai libri che leggiamo. Per avere un nostro stile dobbiamo conoscerci, amarci, guardarci allo specchio e capire che siamo uniche. Fino a quando non ci crederemo, nessuno potrà guardarci con ammirazione, rispetto e con un pizzico di invidia,  anche. (C’è sempre un piccolo prezzo da pagare!)

Grazie ad Annalisa Sofia Parente e al suo Sofie’s Mug.

Miriam De Vita

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