Il glamour italiano in mostra

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“The glamour of Italian fashion 1945-2014” racconterà i 70 anni della storia della moda italiana. Esposti più di un centinaio tra abiti e accessori dai maggiori stilisti. Saranno ricordati i grandi nomi che hanno portato nel mondo i marchi del Made in Italy. Dopo la chiusura a fine luglio la mostra si trasferirà a Nashville, Minneapolis e Portland

Roma, martedì 18 febbraio 2014 – La moda italiana dal 5 aprile al  27 luglio 2014 sarà al centro della prossima grande mostra realizzata al Victoria & Albert Museum di Londra. L’esposizione “The glamour of Italian fashion 1945-2014” racconterà la storia della moda italiana dalla devastazione del dopoguerra al successo negli anni Cinquanta e Sessanta al dominio globale dei designer italiani negli anni Ottanta. Fino ad oggi, periodo di crisi d’identità e grandi cambiamenti ma pur sempre con uno sguardo alle prospettive future. Un momento di riflessione quindi, sul potere dell’estro creativo italiano e su quanto le grandi case di moda abbiano influenzato il resto del mercato. Per l’evento verranno esposte un centinaio di creazioni di grandi nomi come Prada, Valentino, Dolce & Gabbana, Gucci, Giorgio Armani, Ferragamo e ancora tanti stilisti italiani famosi. In mostra anche i gioielli leggendari di Bulgari, una volta di proprietà di Elizabeth Taylor. «La moda italiana è una storia che parte dal basso e arriva alle stelle, da quando cioè il paese del dopoguerra rinasce e diventa un luogo fondamentale per la produzione, la progettazione e la creazione di imprese», ha dichiarato il curatore della mostra Sonnet Stanfill.

Oltre alle firme più famose, però, si sono voluti riscoprire alcuni nomi che hanno avuto un ruolo cruciale nello sviluppo e nel successo della moda italiana – ha spiegato Stanfill –. La mostra rivaluta quindi il ruolo di Giovan Battista Giorgini, che negli anni Cinquanta fu il primo a organizzare sfilate di alta moda nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze e a far conoscere lo stile italiano in Europa e negli Usa. Poi l’innovazione di Walter Albini e l’importanza di perfezioniste della moda come le Sorelle Fontana e Mila Schön, oltre al contributo originale di Krizia, Moschino e Romeo Gigli. Verrà poi sottolineato anche il ruolo che l’Italia ha svolto nei film di Hollywood durante gli anni Sessanta  oltre a un focus speciale sull’artigianalità e l’uso di materiali di lusso che hanno contribuito a rendere grande il Made in Italy nel mondo. Il progetto si concluderà con una serie di interviste filmate con protagoniste le figure chiave dell’industria della moda italiana che interverranno per dibattere sul futuro. Dopo la chiusura a fine luglio la mostra si trasferirà a Nashville, Minneapolis e Portland. Paradossalmente non sarà invece possibile vederla in Italia: «È un vero peccato – ha concluso Stanfill».

Chiara Bianchi

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