Sanremo: buona la prima?

Sanremo: buona la prima?

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Mai un Sanremo fu cosi tempestoso: l’arrivo del leader pentastellato fuori l’Ariston con gli attacchi al governo e alla Rai, fino alla disperazione degli operai campani che minacciano di spingersi giù dalla galleria

Il Teatro Ariston si illumina e all’inizio si teme il peggio, con Grillo e gli operai che minacciano di gettarsi nel vuoto. Ma la voce di Fazio non ha mai tremato: “Credo che la cosa cui siamo chiamati tutti noi sia cercare di fare bene il nostro mestiere vorrei ripartire da qui, cerchiamo di riprendere questo festival per quello che vorrei che fosse: un momento di spensieratezza in cui ritrovarsi, non per rimuovere i problemi che comunque esistono, ma per parlare di bellezza perché la bellezza ha un ruolo, quello che siamo dentro lo dobbiamo cercare nel contesto che c’è fuori”. Conclude dicendo: “ Se quel che c’è fuori è bello, diventiamo più belli anche noi. Proviamo a fare questa grande opera, ricucire il nostro Paese, vederlo riparato può aiutarci tutti”.

E’ con questo filo di spensieratezza e, nell’idea di bellezza, che diamo la parola agli specialisti del total look di Sanremo 2014 per www.cittametropolitana.info, che con i loro commenti, ci accompagneranno in tutte le serate del festival. Come erano vestite le dame del Festival? Ci risponde Annalisa Sofia Parente (fashion journalism & communication): “Nessun look mi ha colpita particolarmente. Nessun look mi ha fatto invidiare chi aveva avuto la fortuna e la possibilità di sceglierlo. Eppure i nomi dei grandi brand che ‘vestono’ Sanremo sembrano così appetibili, così rassicuranti… Eppure spesso si fa una figura migliore con un abito Zara e qualche capo da mercatino rionale. La Littizzetto l’ho preferita nella sua prima uscita che, come le altre, è firmata Gucci. Un look elegante, ma sobrio; un ibrido tra smoking e abito lungo nero. Io avrei osato con accessori un po’ più vistosi, anziché optare per due orecchini pendenti e minimal neri e un anello indefinito e bruttino assai, sempre scuro. Voto: 7.

Tanto clamore per l’arrivo della super modella ed attrice francese Laetitia Casta e poi lei che fa? Si presenta  in total white con un abito caratterizzato da un’accozzaglia di particolari: catena sulla spalla, guanti fino al gomito, tripudio di frangia e spacco. Non le donava affatto e si allontanava da quel fascino un po’ bon ton della francese. Nella performance/tributo a Monica Vitti si è svestita lascandosi addosso un bustier e un paio di stivali con lacci fino al ginocchio. Quel po’ di ciccia che fuoriusciva dal bustier troppo stretto e il rossetto rosso sbavato le hanno donato quell’aria un po’ decadente, ma terribilmente sensuale. Voto complessivo: 7. Ma solo perchè lei è bella, imperfetta e naturale.

Raffaella Carrà sembrava un po’ la bella  copia di “Angela la cubista”, quella simpatica signora di una certa età che ama vestirsi da cubista (appunto) e ballare in discoteca come una ragazzina . Gilet super decorato, guanti da rockettara, pantaloni aderentissimi con cintura in vita, collana vistosa e top con trasparenza sul seno… sono davvero troppo per una signora che è stata una bomba sexy (dicono) e di energia, ma che oggi è un mito che ha bisogno di ricordare che il tempo è passato, nonostante l’intramontabile popolarità. Anche se ‘la Carrà è la Carrà e non si tocca’ il mio Voto è 4 (solo perché è simpaticissima ed umile).

Antonella Ruggiero sembrava una dark lady de noiartri: a contrasto con il suo pallore la giacca nera e la gonna lunga antracite avevano delle proporzioni e delle asimmetrie ( come petali di uno strano tulipano geneticamente modificato) che creavano una disarmonia totale trasformandola in un fiore spampanato e assolutamente ‘crepuscolare’. Voto: 5

Arisa non è più il CALIMERO del suo primo Festival. Non dico che si sia trasformata in un cigno, ma sicuramente adesso è una donna sensuale e provocante, anche. Il suo decolté è abbondante, reso ancora più evidente da una trasparenza sfacciata e da un reggiseno ‘poco contenitivo’. Belle le scarpe, ma non alla portata della cantante che ha dovuto toglierle per non stramazzare a terra. E, infine , un commento sulla  gonna aderente al ginocchio in lurex :evidenziava  un po’ di pancetta… Ma in fondo… cosa volete che sia un po’ di ciccia in più su un corpo sano, bello e sensuale? Voto: 7 e 1/2. La migliore è stata sicuramente il maestro d’orchestra dei Pertubazione, ovvero Andrea Mirò che ha superato tutte (ci voleva molto poco) con il suo abito nero elegante plissettato con scollo all’americana e con il suo ciuffo verde che sdrammatizzava la ‘classicità’ dell’outfit. Voto: 8

Speriamo nei look della seconda serata e che San Remo, pardon: san Romolo possa vegliare sui loro stylist! E il makeup? Ecco il commento di Rossano De Cesaris (il makeup artist delle celebrità): “Per Arisa sul palco dell’Ariston, un make-up semplice ma azzecatissimo, decisamente lontano dall’immagine (di chiara ispirazione anni ’50) che consacrò la cantante al successo nel 2009. Il trucco degli occhi, è stato realizzato con un’ombreggiatura quasi impercettibile, riempiendo la palpebra mobile con un ombretto marrone di media intensità e creando un punto luce beigè sotto l’arcata sopraccigliare. D’obbligo il mascara nero, per conferire ai contorni dell’occhio una maggiore definizione, fattore importante nel contesto televisivo. Sulla bocca un bel rosa acceso, perfettamente abbinato al blush sulle gote, elementi che spiccavano incredibilmente su una pelle di porcellana.

L. Casta: Il look adottato ieri sera dalla Casta, è un’evidente strizzatina d’occhio alle bellezze del cinema degli anni ’40 (Rita Hayworth in primis). Su un incarnato impeccabile, spiccano incredibilmente le labbra rosso acceso dalla forma piuttosto tondeggiante. Anche le sopracciglia hanno una forma morbida, affatto spigolosa, cornice ideale per gli occhi, enfatizzati da un ombretto di un caldo tono del marrone (leggermente satinato) e delineati da una riga di eye-liner grafico di medio spessore. Per finire il blush, applicato prettamente sotto l’osso zigomatico.

A. Ruggiero: La Ruggiero ha optato per un “full make-up”, un trucco volto a sottolineare con tonalità decise sia lo sguardo che la bocca. Una matita nera sfumata uniformemente sulla palpebra mobile, rafforzata nell’intensità sulla coda finale dell’occhio, e l’aggiunta di qualche glitter per conferire maggiore luminosità. Le sopracciglia sono ricalcate enfatizzando la coda finale discendente verso il basso, conferendo al viso un’aria piuttosto malinconica. Sulla bocca un rosso corallo e un tocco di blush marrone tra zigomo e mandibola (per snellire i contorni del viso).

G. Ferreri: Il make-up sfoggiato dalla Ferreri è decisamente ben calibrato, incentrato maggiormente sulle labbra, sottolineate da un rosso che si sposa perfettamente con i suoi caldi colori mediterranei. L’occhio è in secondo piano rispetto alla bocca, ma comunque evidenziato e lievemente allungato verso l’esterno tramite una bordatura scura e sottile presente lungo la rima ciliare superiore ed inferiore. Impeccabili le sopracciglia, ben delineate e rialzate, così come le ciglia, che risultano particolarmente fitte e curve in prossimità della coda finale dell’occhio. A completare il tutto un tocco di blush di una calda tonalità di marrone, applicato appena sotto all’osso zigomatico.

Ora tocca alle acconciature. Ecco il commento di Orazio Anelli (hairstylist, stilista e ambasciatore di L’Orèal). Arisa: Abbandona il look più “ordinato” che la caratterizzava per lasciare spazio ad un look più sbarazzino caratterizzato dal capello mosso e spettinato che le conferisce un aspetto più WILDLetizia Casta: Sfoggia un effetto ombrè abbinato ad una piega con onde morbide per un risultato chic e raffinato. Raffaella Carrà: La pionera del caschetto! Cristiana Capotondi: Colore raffinato su toni ramati e styling morbido ma al tempo stesso definito. Luciana Letizzetto: Di certo non troppo degna di nota, hanno optato per un classico chignon non troppo ben fatto e poi…Le forcine nere sul biondo MAI! Grazie ai nostri specialisti. In trepidante attesa per il Total look della seconda serata.

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