L’Italia delle leadership mancate

L’Italia delle leadership mancate

  • Print
  • Add to Favorites

Il confronto – scontro in diretta streaming tra Matteo Renzi e Beppe Grillo si è concluso con un nulla di fatto. Ma agli italiani si è rivelata una nuova classe politica priva di qualità

Roma, giovedì 20 febbraio 2014 – Renzi e Grillo in diretta streaming ieri pomeriggio non hanno dato prova di leadership. Entrambi hanno preferito un battibecco inutile e improduttivo che, visto come è andato a finire, lo avrebbe potuto condurre qualsiasi italiano medio. Magari sarebbe stato condito da meno battute salaci, (quelle di Renzi sono state più ficcanti di quelle di Grillo, quindi ai punti potrebbe vincere lui), ma l’esito sarebbe stato lo stesso: assenza di argomenti e di focalizzazione sui problemi reali, mettendo sul tavolo soluzioni o suggestioni per risolverli. Un leader al contrario dovrebbe essere in grado di dare un indirizzo politico chiaro, di tracciare una strada da percorrere, per arrivare all’obiettivo fissato. La diretta di ieri sera ha evidenziato come le doti leaderistiche non sempre si associano a quelle di statista. Che magari sono più fredde e meno cool, ma utili al Paese e ai suoi cittadini.

Sia Matteo Renzo che Beppe Grillo erano nervosi al momento dell’incontro. I molti cerimoniali e la poca sostanza lo hanno chiarito fin dall’inizio. L’originalità ma anche l’anomalia dell’attuale situazione politica italiana ha giocato a sfavore di entrambi. Il fatto di non conoscersi, di non essersi mai incontrati prima, di non aver avuto scambi di parola, di essersi stuzzicati a distanza, sui giornali e sui social, ha condotto alle tensioni iniziali. Che hanno portato ad un rapido deterioramento del confronto. C’è da dire che Grillo non aveva nessuna intenzione di incontrare Renzi. Glielo hanno imposto i suoi “elettori” attraverso una votazione on line. Il leader 5S si è presentato quindi prevenuto e con la voglia di provocare l’avversario. Non c’era in lui nessuna posizione costruttiva, né tanto meno pazienza nell’ascolto. Per restare fedele alla sua filosofia politica: nessuna possibile collaborazione con chi ha rovinato l’Italia, ha mancato un’occasione.

Il suo mantra è stato quello di ripetere senza sosta, divenendo a tratti anche offensivo nei confronti dei collaboratori di Renzi presenti all’incontro, che dietro di lui (dietro Renzi) c’è il vecchio sistema marcio fino al midollo. L’occasione mancata è stata quella di non presentare un programma di proposte per far cambiare passo al Paese e agli italiani, che i media avrebbero subito evidenziato. In pratica, adesso è ancora più chiaro, Grillo e il M5S attendono che questa classe politica finisca di fare il lavoro sporco, distruggere l’Italia, in modo che gli elettori piombino in braccia al movimento, dandogli quella maggioranza assoluta di consensi che permetterebbe di governare senza fare alleanze. Un programma però che mette paura (cosa resterà alla fine della nazione e del suo tessuto sociale?) e che riporta alle posizioni berlusconiane che per governare sul serio si ha bisogno del 51%!

Dal canto suo Renzi si è dimostrato altrettanto inconsistente, tolte un paio di battute fulminanti, che hanno spiazzato anche Grillo (il chè non è poco). Peccato però che non si governa con i motti di spirito. Se fosse stato un vero politico, e avesse avuto validi collaboratori, avrebbe capito fin da subito che Grillo non veniva per parlare ma per creare il caos. Dunque avrebbe dovuto sfruttare l’occasione per essere concreto e andare al punto politico con parole semplici e dirette. Avrebbe dovuto far parlare Grillo, fargli scaricare il repertorio, non cadere nelle sue trappole fatte di provocazioni. In una parola avrebbe dovuto essere Bersani nei modi e Prodi nella sostanza. Invece ha imbastito semidiscorsi sulla condizione italiana senza affrontare gli argomenti fondamentali che stanno a cuore anche al popolo che vota M5S. Avrebbe dovuto elencare i meriti del M5S. Avrebbe dovuto elencare i temi cari al Movimento e chiarire quelli che il suo Governo vorrebbe realizzare insieme a Grillo. Non tutti certo, perché il programma di Renzi deve necessariamente prevedere specificità che non rientrano in quelle del M5S. Avrebbe dovuto fare uno sforzo vero e reale per avvicinarsi a Grillo. Non era importante avere l’assenso, perché un politico accorto doveva sapere che Grillo avrebbe detto di no a priori a qualunque cosa, tanto più in diretta streaming per rimanere fedele a se stesso. Ma avrebbe aperto una crepa nei suoi attivisti e elettori. Anche Renzi dunque ha perso un’occasione. Forse però anche lui non aveva nessuna intenzione di avvicinarsi al Movimento e coinvolgere una fetta importante della società italiana. Adesso non resta che aspettare gli eventi.

0 Commenti

I commenti sono bloccati