La Lazio vince, Lotito no

La Lazio vince, Lotito no

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Mentre la squadra in campo strappava i tre punti al Sassuolo, sulle tribune dello stadio Olimpico è andata in scena la contestazione al presidente Lotito che dopo la cessione di Hernanes, nella sezione invernale del calcio mercato, e gli arrivi di Kakuta e Postiga, ha attirato l’astio del popolo laziale

Roma, domenica 23 febbraio 2013 In una serata surreale la Lazio strappa tre punti al Sassuolo, battuto all’Olimpico per 3-2. Allo stadio Olimpico è andata in scena la contestazione al presidente Lotito che dopo la cessione di Hernanes, nella sezione invernale del calcio mercato, e gli arrivi di Kakuta e Postiga, ha attirato l’astio del popolo laziale. I quarantamila dell’Olimpico hanno manifestato in modo veemente, ma pacifico per tutta l’intera gara con striscioni, cori e cartelli che recitavano “Libera la Lazio”. Non solo la curva nord, ma tutti i settori dello stadio compreso il salotto dell’Olimpico, la tribuna Monte Mario, hanno manifestato per tutti i novanta minuti, intervallati dalle marcature firmate da Radu, Klose e Candreva. A questo punto la strada intrapresa dall’ambiente laziale è senza ritorno, per il presidente Lotito è d’obbligo una riflessione.

La Lazio non ha brillato particolarmente, ma ha avuto il pregio di credere, malgrado la doppia rimonta, nella vittoria e allo scadere della gara è stato Candreva a siglare il gol del successo. Il Sassuolo ha subito per l’intera gara la strapotere laziale, ma quando si è spinta in avanti ha saputo concretizzare al meglio le occasioni da rete prodotte.

Reja si è affidato al collaudato 4-5-1 con Berisha tra i pali e la linea difensiva titolare composta da Konko, Biava, Dias e Radu. Densità a centrocampo con la linea maginot presidiata da Candreva e Lulic sulle fasce laterali e la mediana affidata a Gonzalez, Ledesma e Mauri. In avanti a scardinare la difesa avversaria spazio al panzer tedesco, Miro Klose.

La gara

E’ la Lazio a fare la partita e a produrre gioco, ma stenta nelle conclusioni a rete. Le azioni si articolano in senso orizzontale e non riescono a trovare spazi nell’area avversaria. Klose appare solo e abbandonato a se stesso e spesso rincula a centrocampo per poter appropriarsi della palla e tentare l’azione offensiva. Dopo un tiraccio di Gonzalez, da buona posizione, è Klose a provarci a concludere a rete, ma si stringono le maglie della difesa avversaria e l’azione sfuma. Tutto questo fino al 36’ quando Radu si presenta alla battuta a rete da 30 metri e con un potente diagonale batte Pegolo.

Nella ripresa è la Lazio a farsi di nuovo minacciosa con Klose che non trova il varco giusto per battere Pegolo. La prima vera occasione della gara per il Sassuolo è generata da Berardi, ma il tiro termina alto. E’ il campanello d’allarme che la Lazio non percepisce ed, come ogni ex che si rispetti, è Floccari ad anticipare Ciani, subentrato a Dias per infortunio, a siglare il pareggio. Dopo un minuto scarso, al 28’, Gonzalez imbecca Klose che vola in contropiede e con un preciso tocco batte Pegolo. La gara vive il momento migliore, il Sassulo non demorde e al 34’ è Floro Flores con un calcio di punizione a ristabilire la parità. Ultima fiammata targata Lazio con Candreva, al 37’, che penetra in area di rigore e firma con un diagonale il meritato vantaggio. Trascorrono i minuti fino al triplice fischio finale con la contestazione che continua anche oltre la vittoria.

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