Il derby di Torino va alla Juve

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Tevez ancora a segno. Con 14 reti raggiunge Rossi ed è capocannoniere. Rimane il +9 sulla Roma Negato un rigore su El Kaddouri nel secondo tempo. Ottimo Toro nella ripresa

Roma, lunedì 24 febbraio 2014 – Quello di Torino è stato un derby preparato a tavolino come una partita di scacchi, vinto alla fine dalla Juventus, che in casa fa segnare una striscia di 13 vittorie su 13 partite giocate. Fin dal primo minuto i due allenatori hanno cercato di stare coperti il più possibile, per evitare di dare vantaggi all’avversario. Il piano di Conte era quello di evitare le folate sulle fasce, tenendo gli esterni bassi per contrastare quelli granata, la paura della coppia Cerci-Immobile era forte, e di filtrare i palloni per le punte dalle vie centrali, sfruttando l’abilità di coprire palla e di dialogare nello stretto di Llorente e Tevez. Il gol lo segna l’argentino nell’unica vera e chiara azione da rete preparata dalla Vecchia Signora. Al 30’ su azione partita sulla fascia sinistra, Asamoah (sempre chiuso dal bravissimo Dermian) lascia partire un passaggio-cross arretrato e inusuale, su cui si avventa Tevez che da fuori area e con un agile torsione del corpo calcia e supera Padelli. È il 14° centro per lui in Italia, e lo proietta in vetta alla classifica marcatori. Dopo il gol la Juventus ha tenuto il possesso palla, continuando ad avanzare ma senza affondare il colpo.

Il secondo tempo inizia con uno strano balletto. Il Toro non pressa e la Juve non avanza. Per circa un quarto d’ora non accade niente. È la partita a scacchi preparata dai due allenatori, che hanno studiato i manuali cinesi dell’arte della guerra e la meditazione zen. Ventura aspettava il momento buono per provare a scaricare l’artiglieria pesante. Conte non si fidava del Torino e dei suoi 39 gol stagionali e non voleva scoprirsi. La Vecchia Signora ha tentato per la verità qualche timido affondo, passando sempre per le vie centrali con Caceres o Bonucci, gli unici elementi lasciati liberi di accedere nella tre quarti avversaria, tutti infranti sull’attenta retroguardia granata. Il momento buono è arrivato al 18’ circa del secondo tempo, quando Ventura ha alzato il baricentro della squadra per provare a rimontare il gol di scarto. La pressione del Toro si è fatta insistente e la Juventus si è chiusa a riccio in difesa. Ottimi gli esterni Darmian e Pasqual, che hanno messo in difficoltà Asamoah e Lichsteiner, e i centrali Moretti e Kurtic. I pericoli maggiori invece che da Cerci e Immobile, ben neutralizzati da Conte, sono arrivati però da El Kaddouri. Il marocchino, che nel primo tempo sullo 0-0 aveva sfiorato il gol con una azione rapida di contropiede, si è procurato un rigore superando con facilità Pirlo in area che lo ha steso.

L’arbitro Rizzoli, il più bravo tra gli italiani e riconosciuto a livello internazionale, non ha visto il fallo e ha lasciato correre, non ha ammonito però il granata per simulazione e questo un po’ depone a suo sfavore. Alla fine ha vinto la Juventus. La pressione del Toro è stata importante, ma la difesa bianconera non è mai stata messa in difficoltà e Buffon non ha fatto interventi di particolare rilievo. La distanza con la Roma rimane quindi invariata, anche se i giallorossi hanno una partita da recuperare. Entrambe le formazioni di testa hanno vinto con un solo gol di scarto, ma a Bologna è stata meno facile del previsto per la Roma. La Juventus con una partita in più sulle gambe tutto sommato se l’è cavata. Adesso ci sarà la sfida incrociata con le due milanesi: Roma-Inter e Milan-Juventus. I bianconeri nel frattempo dovranno fare un salto in Turchia per la partita di ritorno con il Trabzonspor.

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