Danni a Capodanno, tra economia e società

Danni a Capodanno, tra economia e società

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Torna la compagnia “Chieèdiscensa” al teatro Trastevere di Roma. Tra il comico e il serio tre coppie rappresentano le dinamiche sociali dei nostri tempi. In tre anni e nelle tre rispettive cucine si svolgono le vicende dei personaggi diretti da Marta Iacopini

Roma, giovedì 17 aprile 2014 – Al teatro Trastevere, fino al 13 aprile, sarà in azione la compagnia “Chièdiscena” con lo spettacolo Danni a Capodanno, liberamente ispirato a Absurd singular person di Alan Ayckbourn, rappresentazione inglese del 1972. Marta Iacopini, dopo Camere da Letto e Doppia Partita, dirige tre coppie che s’incontrano una volta l’anno per tre anni, appunto durante la notte di San Silvestro, nelle cucine delle rispettive case. E’ possibile acquistare i biglietti direttamente al botteghino del teatro Trastevere, situato in via Jacopa de’ Settesoli 3 nel centro di Roma, oppure dal sito internet www.biglietto.it al costo di 12 euro, ridotto 7 euro e una tessera associativa pari a 2 euro Lo spettacolo andrà in scena tutti i giorni alle 21, la domenica comincerà alle 18.

Sul palco sono presenti Jane e Sidney: Alessandra Di Tommaso e Francesco Del Verme, Eva e Geoffrey: Giovanna D’Avanzo e Daniele Trovato, Marion e Ronald: Cristina Longo e Guido Lomoro, che è anche produttore dello spettacolo. Le voci fuori campo sono di Paola Lutrario e Mario Rosati mentre delle luci si occupa Adalia Caroli. Le tre coppie di attori in scena mostrano uno spaccato della società dove le fortune economiche sono alla base dei ruoli intrapresi dagli stessi. I ruoli si modificano con il passare del tempo e le piccole manie di ogni personaggio vengono ampliate o ridotte a secondo delle fortune che la coppia vive.

Ogni attore interpreta in maniera magistrale il ruolo che ricopre. Sebbene la rappresentazione possa sembrare attuata in tempi non contemporanei, le dinamiche sociali che la compagnia mette in scena sono facilmente riscontrabili nella società moderna. Il ritmo, inteso come tempo scandito, varia a seconda delle tre diverse scene, e sembra essere quasi una clessidra pronta a consumarsi inesorabile sulle sorti della vita coniugale degli attori e sancisce il valore della coppia nella società al fine di essere accettata dalle altre. Il ritmo diviene dunque elemento centrale delle vicende degli attori che si muovono velocemente in tempi che hanno fatto della rapidità la base di ogni azione. Lo spettacolo risulta piacevole e divertente, gli attori interpretano egregiamente i ruoli che rappresentano mostrando una non comune capacità di modificare il proprio personaggio a seconda del ruolo intrapreso. Tra il comico e il serio riescono nell’impresa di rappresentare le dinamiche sociali dei nostri anni.

Edoardo Tomassi

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