Juve, lo Scudetto è a un passo

Juve, lo Scudetto è a un passo

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30° vittoria bianconera nel Campionato in corso. Alla Roma non resta ormai che il prestigio di battere i bianconeri in all’Olimpico. Prima della gara in casa con l’Atalanta per la consacrazione a Torino arriva il Benefica

Roma, martedì 29 aprile 2014 – Nel posticipo di ieri contro il Sassuolo allo Stadio Mapei la Juventus ha vinto non senza soffrire per 3-1 ristabilendo la distanza di 8 punti con la Roma. In gol sono andati quattro juventini. Alla rete di Zaza, uno dei giovani che Marotta e Paratici hanno parcheggiato al Sassuolo (gli altri sono Berardi, Marrone e Zigler), hanno risposto Tevez, Marchisio e Llorente. Lo Scudetto dopo questa ennesima vittoria esterna è ormai ad un passo e la squadra e il suo allenatore lo sanno benissimo. I festeggiamenti in mezzo al campo lo hanno dimostrato. La prossima gara contro l’Atalanta in casa potrebbe certificare la matematica vittoria anche in caso di pareggio interno. Intanto la forma fisica della squadra non lascia ben sperare agli avversari, soprattutto alla Roma di Garcia, che ha infiammato il prepartita quando ha dichiarato di sperare che il Sassuolo non scendesse in campo dandosi già per vinto. Conte ha risposto nel suo solito modo piccato e il battibecco non fa altro che innalzare il tasso di tensione per la supersfida dell’Olimpico, quando fra due giornate si affronteranno la prima e la seconda della classe. Supersfida ormai priva di un reale interesse per lo Scudetto.

Per tornare alla gara, ieri la Vecchia Signora è stata subito allertata dall’attivismo delle tre punte schierate da Di Francesco e soprattutto dalla grinta del Sassuolo, che è a caccia di punti importanti in chiave salvezza. Il paradiso, nonostante le tante difficoltà incontrate quest’anno dalla squadra emiliana, sembrerebbe a pochi passi di distanza, per cui oltre al prestigio di poter dire di aver fermato la Juventus di Conte, c’era anche la motivazione dei punti da fare. Oltre a questo contro i bianconeri nel primo tempo ci si è messo un campo pesante e una pioggia a tratti battente, che ha sfavorito la squadra con il tasso tecnico più elevato. Zaza al 9’ ha impallidito i tifosi juventini, infilando Buffon su un’azione di contropiede. 1-0 come contro il Benefica (che giovedì arriva a Torino per il ritorno di Europa League). La squadra di Conte però non si è scomposta e senza ansia ha incominciato a macinare gioco. La forma fisica dei bianconeri è impeccabile e anche sotto la pioggia intensa le fasce, i centrali di centrocampo e le due punte si sono mossi perfetto sincronismo, aspettando l’errore degli avversari o il varco giusto. Conte non si è risparmiato per l’Europa. Della squadra titolare mancavano Vidal per infortunio, Lichsteiner e Bonucci per meritato riposo. Per il resto tutti presenti.

Vincere con il Sassuolo era troppo importante in chiave scudetto. E così ha fatto Conte che in rimonta ha superato con tre reti gli avversari. Il pareggio è arrivato al 35’ con Tevez. La Juventus stava premendo da un po’ sull’acceleratore, anche se in qualche occasione Sansone e Zaza hanno messo in apprensione la difesa Campione d’Italia, mettendosi in bella mostra. Il vantaggio è arrivato come nei bei vecchi tempi. L’intelligenza tattica di Marchisio ha dettato il passaggio millimetrico di Pirlo in area con la difesa avversaria a guardare il tocco di prima del mediano bianconero. La reazione c’è stata e ha visto Buffon intervenire su Zaza, il campioncino di proprietà della Juve, e successivamente anche su Floccari, ma Conte per dare maggiore equilibrio e forza alla squadra e non cadere in qualche passo falso aveva visto bene di far rientrare Bonucci e Lichsteiner, rilevando Ogbonna (in affanno su Zaza) e Isla (meno brillante del solito). Da un’imbeccata dello svizzero Llorente ha segnato di tacco il suo 15° gol stagionale (Tevez per il momento è a quota 19). A tre giornate dal termine la Juventus si presenta con 93 punti e si avvicina a battere il record dell’Inter di Mancini. Alla Roma a questo punto non rimane che il prestigio di battere la capolista per dire almeno che tra di loro non ci sono 8 lunghezze di differenza.

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