La fabbrica del gol bianconera

La fabbrica del gol bianconera

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Il mercato bianconero si apre prima ancora che finisca il Campionato. In casa juventina tanti giovani in comproprietà che potrebbero tornare utili per arrivare a pedine importanti. Una cosa è certa la rosa sarà arricchita per affrontare la Champions

Roma, Venerdì 9 maggio 2014 – A due giornate dalla fine del Campionato, con lo scudetto ormai assegnato alla squadra di Conte, iniziano i giri di valzer del mercato. Le squadre più attente cercheranno di chiudere il prima possibile e di trovare i rinforzi adeguati per la prossima stagione. Anche perché il 12 giugno inizia il mondiale e c’èì da credere che gli allenatori e gli osservatori voleranno in Brasile, per vedere giocatori e stili di gioco. La Juventus dalla sua quest’anno ha una vera e propria fabbrica del gol. Non tanto e non solo per i suoi due attaccanti principali, Tevez e Llorente, che in due hanno realizzato in Campionato 34 gol (19 l’argentino e 15 lo spagnolo, escluse le coppe). Ma perché la Vecchia Signora ha un interessante parco attaccanti sparso in campionato, con giocatori giovani e forti, frutto di acquisti attenti e lungimiranti, che l’hanno portata a “monopolizzare” i migliori talenti italiani. Il gioco ad incastro dei cartellini in comproprietà e delle conseguenti opzioni che può esercitare, anche in virtù di una forza economica che le altre squadre al momento non hanno (in primis su tutte lo stadio di proprietà), la porteranno ad essere per il terzo anno di fila anche la regina del mercato.

La fabbrica del gol bianconera di fatto può contare sull’attuale bomber della serie A Ciro Immobile con 21 reti, e nemmeno un rigore calciato. Seguono Domenico Berardi che con il Sassuolo ha fatto quest’anno 16 centri ed è stato forse la vera grande rivelazione del campionato, per età e per il fatto che, giocando in una piccola squadra di provincia (una specie di succursale della Juventus per i giocatori parcheggiati da Marotta e Paratici) e per essere al primo anno di Serie A, ha avuto una media realizzativi importante. Dietro a lui ci sono, entrambi con 8 reti, Manolo Gabbiadini e Simone Zaza. Altri due piccoli gioielli, provenienti il primo dalla serie A e il secondo dalla lega minore, ma entrambi pedine importanti da mettere sul mercato, mantenendone la comproprietà, quando non facendoli rientrare alla casa madre per sfruttarne le doti e la maturità raggiunta.

Quello che appare per il momento certo è che Ciro Immobile, molto corteggiato dal Borussia Dortmund, che vede in lui il sostituto ideale di Lewandowski, lo sta trattando in queste ore con la Juventus. Grazie a lui potrebbe arrivare in cambio Reus, esterno di fascia molto intrigante, che piace a Conte. Per imbastire lo scambio però la Vecchia Signora deve prima rilevare la metà del cartellino dal Torino, cosa non facile ma nemmeno impossibile. Potrebbe girare al Toro la metà di Zaza o di Berardi, per farli ancora maturare. Ad ogni modo una riflessione andrebbe fatta. Se i dirigenti del Dortmund vogliono Immobile per sostituire Lewandowski (grande sogno di Antonio Conte), e se la Juve non arriva a Lewandowski perché ormai destinato al Bayer Monaco, perché non tenerselo stretto? I suoi gol quest’anno sono stati belli e di pregevole fattura e la Juventus potrebbe avere in casa quel top player di caratura internazionale che sta cercando da tempo.

Degli altri attaccanti per il momento si sa ancora poco. Manolo Gabbiadini sembra il più adatto a giocare con Conte la prossima stagione. Sempre che Conte sia l’allenatore della Juventus. Fisico possente, ottimo dribbling e colpo di testa, velocità e spirito di sacrificio nel ripiegare per aiutare la squadra. Non gli manca niente. Però sembra la fotocopia di Llorente. Berardi e Zaza, a meno di sorprese, faranno un’altra stagione di rodaggio, in virtù della loro giovane età. Rimarranno a Sassuolo se la squadra di Di Francesco si salverà, oppure saranno girati ad altre compagini come merce di scambio. Le cose potrebbero cambiare se come sembra dovessero arrivare proposte importanti dalla Spagna per Llorente. L’attaccante di Bilbao ha giocato una annata straordinaria, andando in gol tra coppe e campionato per ben 17 volte. Ha dimostrato di sapersi adattare subito e bene al calcio italiano e in alcune occasioni è stato determinante, come contro la Lazio a Roma o contro il Chievo all’andata, procurando punti preziosi per lo scudetto. Una sua partenza non sarebbe da escludere a fronte di un congruo assegno, che sarebbe da annovera tutto come plusvalore, visto che è arrivato a parametro zero.

Per quanto riguarda invece gli atri tre attaccanti bianconeri, Quagliarella, Vucinic e Giovinco,  per i primi due non sembra che ci siano grandi speranze di rivederli in bianconero anche per la prossima stagione. Le azioni del terzo, Sebastian Giovinco, sono risalite nella seconda parte del Campionato. Poco impiegato nella prima e nelle sfide di coppa, Giovinco è stato determinante soprattutto contro il Lione, dopo essersi ristabilito da una serie di infortuni e fastidi muscolari che lo hanno perseguitato per buona parte della stagione agonistica. È insomma quello meno in bilico e a rischio partenza, ma come al solito tutto dipende da come evolverà il mercato estivo. Osvaldo, arrivato in prestito con diritto di riscatto a gennaio, non si è inserito come doveva negli schemi di Conte. Le sue prestazioni non sono state eccezionali. Più istrionico che concreto è forse il tipo di calciatore che non piace al mister bianconero. Poi il prezzo fissato per il riscatto, intorno ai venti milioni, lo rende proibitivo non solo per la Vecchia Signora ma anche per altre squadre.

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