La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900

La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900

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In mostra a Roma la delicatezza e la sensualità del corpo femminile interpretata dai grandi pittori del XX° secolo.

Roma, 18 agosto 2014 – Inaugurata lo scorso 5 giugno 2014 alla Galleria nazionale d’arte moderna a Roma “La forma della seduzione. Il corpo femminile nell’arte del ‘900”, una mostra che comprende una selezione di circa 130 opere provenienti dalle collezioni della Galleria stessa. In cartellone fino al 5 ottobre 2014, l’esposizione si articola in cinque sezioni dedicate al significato della seduzione e della bellezza del corpo femminile attraverso la pittura e la peculiarità stilistica dell’artista scelto. Molto diversi tra loro, i quadri hanno in comune una prospettiva che si deforma ed esprime in maniera pressoché eversiva la forza travolgente dell’eleganza femminile. Il sociologo francese
Jean Baudrillard definivaLa seduzione non è per il luogo del desiderio. E’ quello della vertigine, dell’eclissi, dell’apparizione e della sparizione.” Una lettura provocatoria per accompagnare un tema lontano alla sfera di natura e al contempo legato a quella del segno e del rituale. La mostra si articola in cinque sezioni.

seduzione_cittametropolitana_poemaserisleoNella prima dal titolo “Le belle apparenze”, sono presenti opere in cui il nudo femminile è ormai declinato nel linguaggio inquieto delle avanguardie. Esaltate le linee morbide e sinuose su pose provocatorie ed accoglienti, ne emerge la ricerca stilistica nella trasgressione corporea. Modigliani firma le raffigurazioni più femminili e sensuali del settore che trovano i loro esiti dirompenti nelle modelle fotografate da Man Ray.

 “Seduzione/sedizione” è invece la seconda area che introduce all’eclissi del corpo, alla sua progressiva destrutturazione l’arte nella sua figura. Tra Gino Severini, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Manzù, Victor Brauner, Eric Heckel, Joan Mirò, Enrico Prampolini, il nudo femminile viene riformulato in un genere artistico secondo logiche ben lontane dal concetto naturalistico.

L’arte ha come fine ultimo e immortale la continua sperimentazione nella fusione delle arti.
Il Surrealismo e i suoi autori riportano un immaginario deformato della sessualità femminile. Grazie al fondo donato al museo di Arturo Schwarz nel 1998, oggi sono molte le opere fruibili dal pubblico. La leggibilità della realtà è intaccata dall’interferenza dell’inconscio. In questo modo prende il sopravvento una raffigurazione che deforma, autodistrugge ed elimina la nudità femminile per arrivare a deformazioni ai limiti del mostruoso.
La terza sezione è dedicata all'”Oggetto del desiderio“. Attesta come la seduzione assuma le forme di particolari anatomici sessuali, ma anche di oggetti-feticcio. Dalle rappresentazioni di parti anatomiche femminili, spesso decontestualizzate, per giungere ad oggetti comuni investiti di implicazioni erotiche: dalla bambola di Hans Bellmer, alla donna-scarpa di Salvador Dalì, all’Objet mobile di Max Ernst.

 La quarte sezione, “La bella e la bestia“, è un gioco artistico e rappresentativo della sovrapposizione dell’elemento umano con quello animale o non umano. Una confusione che ha sempre attratto e spaventato. Un gioco della seduzione esercitata dal nudo femminile che offre molteplici approdi che vanno dall’inconscio e dall’automatismo di Surrealisti come Breton e Masson al simbolismo di Picasso.

Si chiude la mostra con la quinta ed ultima parte intitolata “La bella addormentata“. Questa è forse la sezione più delicata ed artistica sulla delicatezza e l’attrazione l’attrazione del corpo femminile abbandonato nel sonno. Vulnerabilie e passivo. Il tema, trattato sin dall’antichità, raggiunge in molte delle opere qui presentate un effetto straniante, come nei nudi trattati con linearità arcaizzante da Modigliani o nelle ninfe dormienti di Giorgio De Chirico.

Una mostra per confrontare con l’arte le parole del noto e discutissimo testo “Seduzione” pubblicato nel 1979. Da un’introduzione al libro: “Tuttavia, la seduzione non indeboliva, invertiva, o trasformava le relazioni sociali o le istituzioni esistenti, ma era un’alternativa moderata, un gioco con le apparenze e con il femminismo, una provocazione che diede origine a una critica graffiante. Per Baudrillard, il concetto di seduzione era idiosincratico e implicava dei giochi con i segni che facevano della seduzione un aristocratico ‘ordine di segni e rituali’. Baudrillard interpretava la seduzione soprattutto come un rituale e un gioco con regole, attrattive, insidie e lusinghe proprie. Il suo diventò un estetismo neo-aristocratico dedicato a modi stilizzati di pensiero e di scrittura, che presentava una serie di categorie: la reversibilità, la sfida, il duello”.

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