La Juventus non stecca la prima

La Juventus non stecca la prima

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Finisce 1-0 con tante occasioni sprecate dalla Vecchia Signora e tre pali a negarle il raddoppio. La squadra di Allegri convince, giocando però contro un Chievo modesto. Le prossime gare peseranno meglio le possibilità della squadra

Roma, sabato 30 agosto 2014 – Buona la prima per Mister Allegri. La Juventus vince con una rete di scarto a Verona nella prima di Campionato. Autogol di Biraghi al 6’ su colpo di testa di Caceres, scaturito da un corner battuto da Tevez dalla sinistra. Prima del gol in pochi minuti ci avevano provato Tevez e Coman, diciottenne debuttante francese prelevato dal Paris Saint Germain e schierato da Allegri accanto all’argentino. La vittoria con il minimo scarto per autorete potrebbe far pensare una partita, e soprattutto ad una Juve, compassata. Così non è stato. I bianconeri hanno dato vita ad una gara vivace e ricca di azioni da gol. Solo nel primo tempo se ne contano 8, con tre pali a negare il raddoppio, cui si deve aggiungere il gol. Nella ripresa altre quattro azioni pericolose potevano aumentare lo score e sono state mancate per sfortuna, imprecisione o per qualche deviazione provvidenziale di un difensore. Allegri a sorpresa, dopo tante gare in cui ha privilegiato il modulo con la difesa a quattro, ha schierato Juve con il solito e ben collaudato 3-5-2. Esclusi Chiellini, fuori per squalifica, Llorente, recuperato dall’influenza, e Pirlo, mancherà un mese per infortunio, in campo è scesa la squadra titolare vincitrice dello scorso torneo. Unica novità, in attesa di riavere e vedere all’opera Alvaro Morata, Kingsley Coman, destinato sembrerebbe a ricalcare le orme di un certo Pogba. Promosso prima punta vicino a Tevez, il ragazzino si è mosso bene, ha provato con personalità a impensierire il portiere Bardi e in due limpide occasioni è andato vicino al gol. Accanto a lui hanno dimostrato una condizione superlativa Vidal, solito guerriero a centrocampo, per ben due volte vicino al gol, e Lichsteiner, a tratti incontenibile sulla fascia destra. Tornando al cileno, c’è da sperare che il pareggio del Manchester United in Premier League e la prestazione del centrocampista di oggi non portino van Gaal a fare una proposta monstre in queste ultime ore di mercato. La sua presenza in questa squadra è fondamentale per gli equilibri del campionato.

Ottime le prestazioni anche di Pogba, Marchisio (come Tevez meno preciso del solito), di Asamoah e di Angelo Ogbonna (per tutto il precampionato molto criticato, ma che invece ha dato tranquillità e spessore alla difesa). Assoluta certezza è invece Martin Caceres, titolare inamovibile questa estate con l’Uruguay. Con lui la Juventus ha trovato il giusto sostituto di Barzagli. Il Chievo di Corini, che quest’anno si è rinforzato molto con i nuovi arrivi di Maxi Lopez, Izco e Birsa (ex Milan), non è riuscito ad opporsi alla qualità della Juventus. In una sola occasione ha davvero impensierito Buffon e poteva beffare la Vecchia Signora, costringendola al pareggio nonostante i tanti gol sbagliati dai bianconeri. Maxi Lopez alla mezzora del secondo tempo si è trovato a tu per tu da solo con il portiere, dopo un fortunoso rimpallo, ma la reattività di Buffon, complice anche la goffa scivolata dell’attaccante, ha evitato di subire il pareggio. Forse anche per questo, al termine della gara Allegri si precipitato negli spogliatoi visibilmente irritato. Una partita che la Juventus meritava di vincere come minimo per 4-0, stava per finire in un pareggio. Eppure, note positive a parte, alla squadra è mancata continuità durante l’arco dei 90 minuti. È mancata inoltre concentrazione e freddezza per mettere in sicurezza il risultato. Anche se nell’analisi completa della prestazione vanno messi in conto anche il palo e le due traverse – ossia un po’ di sfortuna. È mancata una certa capacità di gestire la palla, rispetto agli anni passati. Imprecisione negli scambi stretti e nell’impostare il gioco. Infine, soprattutto nel secondo tempo, la squadra è sembrata mancare alcuni movimenti propri del 3-5-2. Può darsi che il lavoro fatto sul cambiamento di modulo abbia ingenerato un po’ di confusione nel momento in cui il Chievo ha tirato i remi in barca e la tensione della partita è scemata. O forse si è fatta sentire la stanchezza nelle gambe degli juventini e i meccanismi ben rodati si sono inceppati.

In fondo, in questa prima uscita Allegri si è comportato bene e con lui la squadra. La vittoria esterna alla prima di campionato pareggia la vittoria esterna ottenuta da Conte lo scorso anno a Marassi contro la Sampdoria, sempre per 1-0. Adesso, dopo la pausa delle nazionali, che purtroppo vedrà impegnati tanti bianconeri, si riparte contro la nuova Udinese di Stramaccioni a Torino e poi contro il nuovo Milan di Inzaghi. Due gare importanti per testare la tenuta e la caratura della nuova Juve di Allegri. Che intanto può godersi i numeri della sua squadra. 70% di possesso palla, 12 angoli contro i 4 battuti dal Chievo, 17 tiri in porta di cui 6 nello specchio. Manca però a questa squadra un dribblatore di professione, uno che salti costantemente l’uomo, apra spazi e metta in difficoltà le difese avversarie. Aspettiamo di vedere Morata di che pasta è fatto e magari se in quest’ultima finestra di mercato accade qualcosa di interessante in casa Juve. Tutti i tifosi sognano Falcao.

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