In Svizzera dietro le quinte di Blow Up

In Svizzera dietro le quinte di Blow Up

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Michelangelo Antonioni tra film classico e fotografia. Ritagli di un set storico tra le quinte della Swinging London degli anni sessanta.

Roma, 15 settembre 2014 – Inaugurata il 13 settembre 2014 al museo svizzero di Winterthur la mostra dedicata al film cult Blow-up, il film più rappresentativo del regista Michelangelo Antonioni. Aperta al pubblico fino al 30 novembre 2014, Blow-Up è un’opera cinematografica che plasma e rivela l’arte della fotografia inserendola con tanto di Palma d’oro a Cannes nel 1967, tra le pietre miliari della storia del cinema mondiale. Girato in Inghilterra nel 1966 “L’idea di Blow-Up mi è venuta leggendo un breve racconto di Julio Cortázar (Le bave del diavolo).Non mi interessava tanto la vicenda, quanto il meccanismo delle fotografie. La scartai e ne scrissi una nuova, nella quale il meccanismo assumeva un peso e un significato diversi“. – Spiegava lo stesso regista nell’introduzione al libro pubblicato da Einaudi nel 1960 – “Tonino Guerra e, per i dialoghi inglesi, Edward Bond collaborarono con me alla sceneggiatura. Guerra mi aiuta da anni, precisamente da L’avventura. Lui è romagnolo, io sono emiliano. C’è un abisso tra di noi. Forse è per questo che andiamo d’accordo”. Pochi altri film hanno mostrato le diverse aree della fotografia in un modo così differenziato come lo ha riportato sul grande schermo Michelangelo Antonioni. La fotografia di ‘Blow-Up’ spazia dalla moda al reportage sociale fino alla fotografia astratta. Moltissime le foto di scena presenti all’interno della mostra. L’esposizione rivela accanto alle opere viste in “Blow-Up”, anche le immagini di David Bailey, Terence Donovan, Richard Hamilton, Don Mc Cullin e Ian Stepherson, che illuminano la cornice culturale e artistica che faceva da sfondo al set di in un’elettrizzante quanto eclettica Londra degli anni sessanta.

blowUpAntonioniLa novità assoluta di quest’evento è la presenza di fotografie che Thomas, il fotografo di moda interpretato da David Hemmings, cattura spiando due amanti in un parco. Allargando le immagini nel suo studio si rende conto di aver casualmente documentato un omicidio. Le gigantografie rivelano un uomo in agguato tra gli alberi con una pistola e come protagonista un cadavere. Immagini che offrono solo la prova ambivalente man mano che diventano sempre più sfocate e astratte dal continuo ampliamento. Questa esplorazione filmica del potere rappresentativo delle immagini e dei loro significati ambigui è servito come ispirazione per molti fotografi contemporanei. Un film criptico di Antonioni che rimane ancora oggi unico nel suo genere. La mostra è stata curata da Walter Moser ed è stato prodotto in collaborazione con l’Albertina, Vienna e c/o Berlin. Saranno molti i film che prenderanno spunto da Blow Up. Nel 1981 Brian De Palma gira con John Travolta il film “Blow Out”, che però sostituirà alla fotografia gli effetti sonori e l’uso delle luci. Anche François Truffaut rende omaggio ad Antonioni nel film “Gli anni in tasca” (1974), in una scena che vede protagonisti un gruppo di bambini che corre per le strade del paese, richiamando il gruppo dei mimi presente in alcune scene di Blow Up. Bellissimo il catalogo che accompagna la mostra pubblicato da Hatje Cantz.

Fotomuseum Winterthur

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