Mandare a quel paese senza essere volgari

Mandare a quel paese senza essere volgari

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Il film, dichiara uno dei protagonisti, funziona perché fa ridere. Nel cast anche Nino Frassica, Fatima Trotta, Tiziano Lodato e il cantautore Franco Battiato

Roma, giovedì 20 novembre 2014 – E’ approdato il 6 novembre nei migliori cinema italiani il nuovo film di Ficarra e Picone, i comici siciliani più famosi d’Italia. Dopo il successo de Il 7 e l’8, La matassa e Anche se è amore non si vede, la “strana coppia” torna nelle sale cinematografiche con Andiamo a quel paese, pellicola che racconta la storia di due amici senza lavoro che da Palermo tornano a Monteforte, paesino d’origine di Valentino (Picone) e della moglie di Salvo (meglio conosciuto come Ficarra), da cui i giovani sono scappati a causa della forte disoccupazione, lasciando nella piccola cittadina solamente gli anziani. Salvo, considerato la mente – diabolica quasi – tra i due, escogita un modo per condurre una vita economicamente più agiata, raggirando i parenti anziani e sfruttando proprio le loro pensioni, offrendo ai vecchi (pardon, anziani) dimora e – si fa per dire – affetto. Quando però l’unica fonte di guadagno sembra esaurirsi a causa di problemi legati all’età dei benefattori, Salvo escogita un modo per non finire sul lastrico: far sposare l’amico con zia Lucia, l’ultima pensionata rimasta della famiglia.

Tra fraintendimenti, chiacchiere di paese, serenate e colpi di scena, i due scansafatiche (nonostante l’ingenuo Valentino abbia una laurea in Scienze della Comunicazione da cui non si separa mai, ma che non sembra avere utilità in un mondo di raccomandazioni e corruzioni) capiranno l’importanza dell’amore vero da cui non si può fuggire (significativa a tal proposito la frase “Le cose belle della vita non bisogna lasciarsele scappare”) e la differenza tra “vecchia” e “anziana”, grazie anche alla figlioletta di Salvo, Adele, che rimprovera il padre per l’aggettivo non proprio elegante riservato ai pensionati: “Vecchie sono le cose, le persone sono anziane”. Il pubblico è rimasto positivamente colpito dall’assenza di un linguaggio volgare, ultimamente sempre più difficile da trovare nelle pellicole, perché è bello sapere che si può fare della sana comicità senza cadere in scurrilità e cafoneria. “Il film”, come dichiara uno dei protagonisti, “funziona perché fa ridere, ma fotografa pure una realtà” che ritrae, seppur in punta di piedi e col sorriso sulle labbra, giovani che invece di costruire il proprio futuro si aggrappano al passato (qui rappresentato dalle pensioni). Nel cast, oltre Ficarra e Picone (che si sono fatti conoscere dal pubblico grazie ai divertenti sketch portati a Zelig), troviamo anche Nino Frassica, Fatima Trotta, Tiziano Lodato e il cantautore Franco Battiato.

di Lucrezia Leggio

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