Juve, con la Samp un pareggio che fa male

Juve, con la Samp un pareggio che fa male

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Fermata sul pari dalla squadra di Mihailovic, la Juve vede la Roma avvicinarsi. Ad Evra risponde un grande Gabbiadini. La Champions toglie energie e as Allegri manca un attaccante di peso

Roma, lunedì 15 dicembre 2014 – La Juve si ferma in casa con la Sampdoria. Finisce 1-1 la sfida di domenica alle 12,30 allo Stadium di Torino, con i bianconeri che fanno la partita per tutto il primo tempo ma si fanno raggiungere sul pari da Gabbiadini (giocatore per metà della Juventus ma in procinto di andare a Napoli) all’8’ della ripresa. Il match era stato sbloccato da Evra al 12’ del primo tempo con un incornata su calcio d’angolo. Il terzino sinistro si è fatto così apprezzare sulla fascia di competenza, coronando con un gol una prestazione tra le migliori della stagione. Il pareggio però è una mezza sconfitta, perché la Roma in trasferta a Genova vince e si avvicina alla Vecchia Signora. La squadra di Allegri appare sempre di più in affanno. Non riesce più a vincere e per la terza volta si deve accontentare del pari. Dopo Fiorentina e Atletico Madrid, equilibrio anche con la Sampdoria, che pure non è sembrata irresistibile, specie nella prima frazione dove praticamente non ha fatto un tiro in porta e non ha mai messo piede nella metà campo dei padroni di casa. Se si aggiunge però anche la vittoria stentata e all’ultimo secondo nel derby di Torino, possiamo dire che nei minuti regolamentari la Juventus nelle ultime 4 gare ha fatto 4 pareggi. 5 punti in tre gare non è una media Scudetto. Buono per la Juventus che a parte la Roma, che alimenta la sfida, tutte le altre squadre si allontanano progressivamente gara dopo gara.

Allegri questa volta ha proposto una formazione semi-titolare con Marchisio al posto di Pirlo, Morata la posto di Llorente, Ogbonna al posto di Chiellini squalificato. All’appello è mancato Vidal. Il guerriero è fuori forma e lontano dalla condizione fisica di qualche mese fa, dove era impossibile superarlo e dove non sbagliava un passaggio. Nella gara di domenica invece è stato il meno concentrato. Ha sbagliato molto e ha coperto poco e non come il suo solito. Verrebbe da chiedere a Massimiliano Allegri se non sarebbe il caso di provare a utilizzare Pepe al suo posto, un altro “guerriero” che si meriterebbe di entrare più spesso e che non ha nessun minuto ufficiale per il momento in stagione. La Juventus non si può dire che abbia giocato male. Nel primo tempo ha fatto la partita, ma il suo errore è stato quello di non finalizzare di più il tanto gioco prodotto. Un gol su calcio da fermo non è granchè per la spinta continua che ha esercitato nei primi 45 minuti. Come accaduto troppe volte in questo Campionato, e anche nella passata gestione Conte, al volume di gioco non corrispondono concretezza e gol. Ecco allora che le parole di Buffon suonano come ammonitrici non soltanto per il proseguo della Champions League, ma anche per il proseguo della corsa Scudetto. Il numero uno bianconero aveva infatti detto che per continuare in Europa ci vorrebbe uno come Messi o come Ronaldo. Ma anche per continuare a fare bene in Italia, verrebbe da aggiungere.

Il senso è che ci vuole un grande attaccante che la butta dentro sempre. Che finalizza e sfrutta quanto di buono prodotto dalla squadra e negli ultimi 15 metri diventa letale e pragmatico. Basti pensare a Neimar, ad esempio, e alla gara di Champions contro il Paris Saint Germaine. Il campione brasiliano ha preso due o tre palloni giocabili, ma uno di questi l’ha buttato dentro, e amen. Fuori dai denti quello che dice Buffon è vero. Bisogna spendere per un top player e bisogna farlo il prima possibile. Non ci sono più alibi. Basta guardare a quello che ha fatto Gabbiadini. È entrato. Ha toccato solo due palloni puliti nella ripresa e con uno ha firmato il pareggio, superando Buffon, e con l’altro ha severamente impegnato l’estremo difensore bianconero. Poteva essere la rete del vantaggio se il portiere juventino non ci avesse messo una pezza delle sue, diventando per l’ennesima volta determinante e fondamentale per la squadra. Se la Juventus al momento è dove si trova, ossia in testa alla classifica con un punticino di vantaggio sulla Roma, è solo merito suo.

Sembra che Gabbiadini, la cui metà è della Juventus, sia destinato ad andare al Napoli. Forse si poteva fare meglio e anziché inseguire Morata a tutti i costi, che fino adesso non ha reso quello che avrebbe dovuto, si sarebbe potuto prendere Gabbiadini, che la stoffa del grande campione ce l’ha! La Champions per fortuna è in stand by, e comunque il sorteggio è andato bene alla Juventus che incontrerà il Borussia Dortmund Klopp, squadra abbastanza abbordabile, se si pensa che i bianconeri hanno avuto evitato Real Madrid, Chelsea, Bayern Monaco e Barcellona. La possibilità di giocare solo la domenica, fino almeno al 18 febbraio, dovrebbe preservare dal continuo logoramento la squadra di Allegri. Ma a questo punto è il caso di tornare sul mercato e se possibile rinforzare difesa e attacco. Coman, entrato nella ripresa non ha giocato male. Ha giocato poco. Anche Giovinco, spinto dentro per provare a vincere la partita, ha avuto troppo poco tempo a disposizione. Su tre cambi disponibili Allegri ha messo dentro tre attaccanti a dimostrazione di quanto ci tenesse a vincere, ma anche di quanto fosse consapevole che il pareggio sarebbe stato una mezza sconfitta. E così è stato. Adesso quello che serve è scaricare lo stress. Buttarsi dietro questi mesi di lavoro e di fatica e di chiudere bene e in vantaggio il girone di andata. Decisivo infine sarà come la società opererà sul mercato di gennaio.

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