Joseph Beuys e Salvatore Scarpetta in mostra con “Icona per un transito”

Joseph Beuys e Salvatore Scarpetta in mostra con “Icona per un transito”

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Milano città di arte e cultura per questo 2015 che tra i grandi del passato presenta una retrospettiva dedicata agli sciamani dell’arte contemporanea che gridavano “La rivoluzione siamo noi”.

Milano, 23 gennaio 2015 –  Sarà per l’attesa dell’Expo 2015 certo è che a Milano quest’anno si respira aria di internazionalità ed innovazione. In agenda non solo gli eventi organizzati per ricordare i grandi maestri del passato (ad esempio l’attesissimo Leonardo Da Vinci a Palazzo Reale) ma anche una serie di mostre focalizzate sui grandi autori del Novecento, come quella dedicata a Joseph Beuys (1921-1986) e Salvatore Scarpitta (1919-2007) e che verrà inaugurata mercoledì 11 febbraio alle ore 18,30 presso la sede milanese della galleria Montrasio Arte. Aperta al pubblico fino al 3 aprile del 2015, la mostra icona è stata curata da Luigi Sansone e realizzata dopo un lungo lavoro di ricerca sulle biografie di entrambi gli artisti e legate alle esperienze vissute su fronti diversi durante la seconda guerra mondiale.

Carismatici e vitali Beuys e Scarpitta hanno amalgamato la loro passione per l’arte con la vita tentando di cambiare il mondo e cercando di toccare quelle corde artistiche che la società del tempo stava inglobando. Tutti gli uomini sono artisti” , su questo motto lanciato da Beuys si muoveva l’immaginario ispirato da un profondo amore per la natura, l’uso di materiali organici (molto ripreso dalle produzioni artistiche odierne), grande immaginazione e l’esperienza alla base di un processo creativo in linea con il divenire e la ripresa del sentire umano di quegli anni.

L’impegno in difesa dell’ambiente e della natura hanno ispirato in maniera profonda i due artisti nell’elaborazione di un forma artistica legata all’antropologia e alla socialità. L’arte non più come un qualcosa da esporre tra le sale di un museo, ma come unico e fondamentale mezzo di dialogo fra gli uomini. E’ questo il pensiero che ha unito e accompagnato entrambi gli artisti durante la loro lunga e fortunata carriera. Anticonvenzionali e per alcuni aspetti considerati dai loro contemporanei degli sciamani che portano l’arte nella natura, nei parchi, in un’isola o in una pista automobilistica. Una mostra da non perdere tra le tante proposte della più “europea” tra le città italiane.

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