La Juve inguaia Inzaghi e il Milan

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La squadra di Allegri batte per 3-1 il Diavolo rossonero e scatena una serie di polemiche. Galliani dopo il gol di Tevez se la prende con la società bianconera. Eppure tutti lo dicono: la Juventus ha meritato la vittoria

Roma, lunedì 9 febbraio 2015 – «Juve un’altra grande vittoria in chiave Scudetto»! lo ha detto Giovinco, ormai ex compagno di squadra, per descrivere la vittoria per 3-1 contro il Milan di Inzaghi nella terza sfida del girone di ritorno. Le reti messe a segno da Tevez, Bonucci e Morata hanno aperto ancora di più la crisi del Milan, mascherata ad arte dalla prontezza di spirito di Galliani, che ha saputo alzare per due giorni un polverone sul presunto fuorigioco di Tevez. L’attaccante bianconero al momento dell’assist di Morata è tenuto in gioco da Zaccardo. Il guardalinee in linea con i due lascia che Tevez si involi verso Diego Lopez, segnando il gol del momentaneo vantaggio. Su questo episodio si è scatenata la “farsa Galliani”, giunto ad accusare la Juventus di gestire le immagini e le rielaborazioni televisive in proprio per accreditare il gol di Tevez (che si accredita da solo). I tweet dell’AD rossonero hanno così scatenato una serie di polemiche a raffica, perché nella querelle è entrata di peso Sky, chiarendo che è la stessa Lega Calcio ad esercitare un potere di controllo su tutte le riprese della Serie A, siano esse eseguite da Sky, Mediaset o da operatori indipendenti. Tutta una scusa! Il polverone ha coperto quelle che sono in effetti le vere mancanze della squadra milanista, che ristagna da tempo in mezza classifica, a solo dieci punti dalla zona retrocessione. La Juventus già prima del gol aveva messo in difficoltà l’undici ospite. Se anche non avesse segnato nell’occasione con Tevez, avrebbe vinto la gara allo scadere dei 90 minuti. Anche il gol del pareggio di Antonelli, scaturito da un corner, non ha più di tanto impensierito Allegri e C. Tre minuti dopo Bonucci sempre da corner riportava le giuste distanze. Al 61° poi Morata si faceva trovare sulla giusta traiettoria per ribattere in rete il pallone che il tiro violento di Marchiso, bravo e sfortunato, era andato a sbattere sul palo.

Il Milan non è stato a guardare. Ha provato a produrre gioco e a calciare in porta. Su Pazzini, messo in campo da Inzaghi per provare a raddrizzare la gara, è dovuto intervenire alla grande il solito Buffon, che ancora una volta si è dimostrato essere determinante per evitare altre reti. La differenza tra la Juventus, che con la vittoria di sabato scala un altro piccolo gradino verso il 4° Scudetto di fila – anche se è davvero molto presto per dirlo, visto che mancano ancora 16 gare e di mezzo ci sarà la Coppa Italia e la Champions League – e le altre è la forza del collettivo, ma anche la presenza in squadra di campioni. Buffon è uno di questi. Con i suoi interventi ha salvato il risultato in almeno 8-9 gare e comunque impedito di incassare reti in momenti delicati. Un altro campione è sicuramente Tevez, per rabbia, caparbietà e voglia di lottare fino alla fine e anche perché non fallisce gli appuntamenti con il gol. La Juventus ha perso Del Piero e un anno dopo è riuscita a trovare un altro campionissimo, a poco prezzo. In mezzo poi Allegri può contare su Pogba, Pirlo, Marchisio, Pereyra, Vidal e, quando tornerà, Asamoah. Dopo la vittoria esterna a Napoli, netta e inequivocabile, in Italia non sembra esserci squadra al momento in grado di bloccare la fuga della Juventus. È importante testarla adesso nelle competizioni estere. La squadra di Agnelli, Marotta e Paratici, diciamolo, in questo momento non può competere contro le corazzate di Bayern, Real Madrid, Barcellona, PSV e forse Chelsea. Però ai quarti di finale potrebbe arrivarci, battendo il Borussia Dortmund. Poi è come giocare ad una roulette truccata, o meglio drogata, dalle disponibilità economiche senza limiti degli avversari, ma che potrebbe riservare qualche sorpresa, visto che Real Madrid Bayern Monaco stanno tradendo qualche incertezza di troppo in quest’ultimo periodo. Ma sicuramente sarà l’affaticamento di una preparazione più intensa, iniziata per far fronte alle prossime incombenti grandi sfide di Champions League.

E su questo punto è giusto spendere qualche parola anche sulla Roma, che insegue la Juventus a sette punti di distanza e appare affaticata e senza gioco. Anche per Garcia, eliminato dalla Champions League, si apre adesso un periodo di fuoco, con Campionato e Europa League. Deve cercare di rimanere il più possibile in scia alla Juventus, almeno per scongiurare il possibile ritorno del Napoli. La Roma è stata eliminata dalla Coppa Italia, ma in fondo forse è un bene, perché così in un momento difficile di tenuta fisica e psicologica potrà risparmiare energie importanti. E poi forse il prolungato momento di affaticamento potrebbe anche essere dovuto ad una ripresa massiccia di allenamenti particolari per preparare la squadra all’Europa League. Se la competizione era importante lo scorso anno per la Juventus, per raddrizzare un percorso in Europa finito malamente con l’eliminazione nella fase a gironi, tanto più lo sarà quest’anno per la Roma, che rischia di trovarsi per il secondo anno consecutivo a bocca asciutta, visto l’exploit di Allegri nella Juve. Si tratta insomma di attendere e di vedere cosa ci regalerà ancora il Campionato. Tirare già adesso le somme è sbagliato.

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