La Juventus si inchina al Barcellona

La Juventus si inchina al Barcellona

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La Vecchia Signora perde contro la squadra più forte d’Europa, e forse del mondo. Luis Enrique si riscatta e nel primo anno vince il triplete. Buona la prova dei bianconeri in corsa fino al 93′.

Roma, domenica 7 giugno 2015 – La Juve perde la Coppa più bella. A Berlino, nello stadio che consacrò l’Italia Campione del Mondo nel 2006, la squadra di Allegri perdere 3-1 contro i campioni del Barcellona. Bella gara rimasta in bilico fino al 93’, quando con un contropiede veloce dei blaugrana, scaturito da un calcio d’angolo e da un ultimo disperato assalto dei bianconeri, Neymar ha trafitto Buffon. Punteggio pesante, forse troppo, ma è anche vero che i Campioni hanno prodotto tanto e si sono visti anche annullare un gol per tocco di mano dello stesso Neymar. La Juventus ha avuto il demerito di farsi infilare subito, al 4’ minuto di gioco. Ma ha avuto anche il merito di saper attendere, di saper chiudersi, di rischiare quanto basta e di acciuffare il pareggio al 4’ del secondo tempo. Finale quindi non scontata quella di Berlino, con una vittima sacrificale e una squadra pronta solo a divertirsi. L’esultanza del tecnico blaugrana ai gol di Rakitic e di Suarez la dice lunga della tensione che c’era in campo, al di là degli abbracci, dei sorrisi e delle pacche di incoraggiamento tra i giocatori e gli allenatori. Per il Barcellona non era scontato vincere, anche se però alla fine ha dimostrato di essere la più forte in Europa e ha meritato di prendersi per la quarta volta in dieci anni la coppa con le grandi orecchie. La Juventus ha pagato l’inesperienza. Ha iniziato molto bene con un pressing alto che ha messo in difficoltà la retroguardia avversaria, ma come il Barcellona ha preso palla ha trovato la via del gol. Questo ha scombussolato i bianconeri e per tutto il tempo, a parte qualche lampo di Morata (Tevez è stato il grande assente della serata, almeno nel primo tempo), la Juve non ha fatto granché. Anzi ha rischiato di subire gol in più di un’occasione e solo un grande Buffon ha impedito che già nel primo tempo la squadra fosse condannata.

Diverso il secondo tempo, perché la Juventus è entrata in campo con la voglia di raggiungere il pareggio, innalzando il baricentro e mettendo in difficoltà il Barcellona, ma anche esponendosi alle ripartenze e ai contropiedi degli avversari. Il pareggio nasce da una grande intuizione di Marchisio, che di tacco ha smarcato Lichtsteiner, autore di una bella prova, meglio di quella di Evrà, che ha immediatamente messo al centro per Tevez. Gran tiro dell’argentino e grande parata dell’estremo difensore del Barcellona, ma sulla respinta Morata ha fatto 1-1. Nei successivi minuti la Juventus ha prodotto molto gioco e a momenti ha dato anche la sensazione di poter fare il gol del vantaggio. Forse c’era anche un rigore su Pogba di Dani Alves, ma insomma si poteva anche non dare. Epperò nel momento di miglior sforzo della Juventus, un contropiede velocissimo di Messi ha portato al 67’ al gol di Suarez, abile a indirizzare in rete una palla respinta da Buffon su tiro non irresistibile di Messi. Ancora sotto la Juventus negli ultimi 20 minuti ha messo in difficoltà il Barcellona, giocando in attacco, e provando a sfondare il muro difensivo per agguantare il pareggio. Pereyra e Llorente sono anche riusciti a confezionare una bella azione, interrotta però sul più bello da un difensore blaugrana. E a tempo ormai scaduto Neymar ha arrotondato il punteggio, anche se per quanto espresso in campo la Juventus non era distante, per valori e gioco, dal Barcellona. Sono mancati però i campioni e questo è innegabile. Tevez e Evrà non hanno dato quello che avevano promesso. Hanno giocato bene Pirlo, Marchisio e Vidal nel secondo tempo, mentre nel primo il cileno è apparso troppo nervoso. Pogba non ha brillato ma non ha nemmeno demeritato. Pereyra quando è entrato ha giocato bene, così come Llorente, forse dato troppo presto per partente in questo inizio di calciomercato. Morata ha giocato bene e difatti è la punta più appetita del momento. Anche Coman è entrato sul finale, messo al posto di Evrà per le sue doti di velocista nel breve, ha potuto gustare il sapore della Champions League a 18 anni. Su di lui e su Dybala si potrà costruire la squadra che verrà, magari con un grande centravanti al posto di Tevez.

Adesso naturalmente esce di scena la Champions e l’annata straordinaria della Juventus e entra in scena il mercato. La società già si è mossa. Dybala, Rugani, Zaza e con molta probabilità Khedira sono i nuovi elementi in arrivo per Allegri, che sembra con insistenza chiedere anche Oscar. Bisognerà capire chi lascerà Torino. Si parla di Vidal, Tevez, Pirlo, Llorente, Matri, forse Ogbonna, Pepe. Staremo a vedere. Di certo al rientro il 15 luglio ci sarà un clima diverso a Vinovo e intorno all’allenatore. Obiettivi? Scudetto e Champions League.

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