Juve, sconfitta pesante alla prima uscita

Juve, sconfitta pesante alla prima uscita

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Un gol di Thereau regala la vittoria all’Udinese e lascia a zero punti i Campioni d’Italia. La squadra di Allegri, priva di fantasia e di velocità, è ancora in costruzione. Bene la fase difensiva male quella offensiva. Brillano Coman e Dybala

Roma, lunedì 24 agosto 2015 – La Juve stecca la prima in casa. Non era mai avvenuto che la squadra di Torino perdesse la prima gara di Campionato davanti al proprio pubblico. Un gol di Thereau al 72’ regala i tre punti all’Udinese di Colantuono e lascia a becco asciutto Allegri e i campioni d’Italia. Ironia della sorte il gol arriva nel momento in cui la Vecchia signora stava producendo più gioco e cercando di scardinare la difesa avversaria, dopo un primo tempo buono, ma non all’altezza dei vice campioni d’Europa. La rete è arrivata per un errore di Lichsteiner, che ha perso di vista l’attaccante francese su cross di Konè dalla destra. La difesa però era tutta piazzata e forse anche Buffon avrebbe potuto uscire, visto che Thereau ha tirato all’interno dell’area piccola di porta. Tra le tante false partenze della prima giornata di Serie A, la stecca juventina è quella che fa più clamore e svela subito le magagne di una squadra incompleta su cui pesano molto le assenze di Tevez, Vidal e Pirlo.

Allegri ha presentato in campo il solito modulo 3-5-2 con Barzagli, Bonucci (sempre più bravo al centro della difesa) e Chiellini. Lichsteiner e Evra sulle fasce. Al centro Padoin nel ruolo di Marchisio con accanto Pogba e Pereyra. E in attacco Mandzukic e Coman, alla sua seconda partita consecutiva da titolare. La nota positiva è stata proprio quella del francesino che non ha deluso e ha dato fantasia e frizzantezza alla manovra offensiva, anche se ad un classe 96’ – come lo definisce Allegri – non si può chiedere ancora di essere il leader che al momento manca alla squadra. Coman, ancora acerbo soprattutto nel temperamento, ha movimenti e trovate da top player, ma deve maturare. Certo è che i suoi guizzi, come quelli di Pereyra, hanno messo in difficoltà la linea difensiva dell’Udinese, costretta in più occasioni al fallo tattico. Poi è mancato un Pirlo che battesse le punizioni alla Pirlo. E un Pirlo che sapesse innescare al momento giusto Coman e Pereyra, ma anche attivasse i due cursori di fascia (Lichtsteiner e Evra) per i cross. Senza questi e senza la capacità del giro palla veloce Mandzukic è inutile. Troppo pochi e male assortiti i palloni arrivati dal fondo per renderlo davvero efficace. Meglio sarebbe stato toglierlo e inserire Dybala per provare a scardinare la difesa avversaria palla a terra con i guizzi e lampi di chi con il bacino basso può superare il diretto avversario e creare scompiglio in difesa. Invece Allegri ha tolto Coman al 60’ circa e inserito l’argentino, che si è mosso bene e con la classe che tutti gli riconoscono, ma ha avuto pochi punti di riferimento intorno a sé. Anche perché Pogba era in serata no! Bene per lui la fase difensiva, male quella offensiva, perchè troppo lezioso e smanioso di strafare. Inoltre non si è capito perché Allegri ha voluto che battesse sempre lui i corner, togliendo una torre efficace nell’area avversaria. Su Padoin c’è poco da dire. Il ruolo di vice Marchisio non è il suo. Non ha visione di gioco e capacità di dettare i ritmi, né il piede fatato per trovare il compagno smarcato. Ci ha provato in un momento di forte emergenza. Anche Bonucci dal canto suo ha provato a dare una mano a impostare, non è andata però come avrebbe dovuto. Ad ogni modo è una Juve ancora in costruzione e non tutto è sembrato rodato. Ma siamo anche all’inizio in una fase ri rifondazione.

Il paradosso è che quella di quest’anno dovrebbe essere la vera Juventus di Allegri, e invece risulta essere al momento più incompleta di quella dello scorso anno, nonostante i tanti milioni spesi in estate dalla dirigenza. A onor di cronaca bisogna dire che la Juve le sue occasione le ha avute. Non le ha sapute sfruttare a pieno per la mancanza dei suoi attaccanti e centrocampisti, per la bravura degli avversari, per un pizzico di sfortuna, per i troppi infortuni capitati nel precampionato. E ha subito il gol nell’unica occasione vera dell’Udinese. Dopo però si è scomposta, sfarinata e quasi colta da isteria collettiva, facendo saltare gli schemi e rischiando di subire il raddoppio per la foga di inseguire il pareggio. A sua parziale discolpa va detto però che giocatori come Pirlo e Vidal non sono sostituibili. E infatti se critiche si possono fare alla dirigenza è che in estate doveva lavorare solo per questo. Tevez forse si può superare con Morata, Mandzukic, Coman e Dybala. Pirlo e Vidal no! Ora è anche vero che gli infortuni di Khedira, Marchisio e Asamoah hanno tolto linfa vitale al centrocampo bianconero, ma la grande assenza in questa squadra è quella di un regista avanzato che detti i tempi e che faccia girare palla velocemente e imprevedibilmente. Forse però anche Allegri ci ha messo del suo: avrebbe infatti potuto giocare con il 4-3-1-2, inserendo Sturaro e mettendo Pereyra dietro le punte. Non tutte le sconfitte vengono per nuocere. Marotta si è affrettato a dichiarare che Cuadrado, obiettivo dello scorso anno dei bianconeri, è in arrivo. Manca però sempre un trequartista di fantasia e per questo tipo di giocatore servono i soldi, tanti soldi. Infine la prossima sarà in casa della Roma e qui sarà un test importante, ma Allegri qualcosa si dovrà inventare, perché il solo Morata al rientro non basta se dietro nessuno lo rifornisce a dovere.

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