Juve, un passo avanti e uno indietro

Juve, un passo avanti e uno indietro

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Il rilancio in campionato invocato da Allegri non arriva. I bianconeri creano tanto in avanti, ma sprecano troppo e alla fine subiscono il pareggio in casa dall’ultima in classifica. Così non si va lontani

Roma, giovedì 24 settembre 2015 – Il Frosinone, la cenerentola del Campionato (almeno fino a ieri), strappa un punto in casa dei campioni d’Italia e inguaia ancora di più la squadra di Allegri. La Juventus non va più in là di un pareggio dopo aver dominato per tutti i 90’ minuti di gioco. La convalescenza della Vecchia Signora non è ancora finita e dopo la vittoria pulita e netta contro il Genoa incappa in un’altra giornata storta. Tra guai muscolari e sfortuna la Juve insomma non riesce a raddrizzare il suo campionato e in 5 gare rimedia solo 5 punti. Scivolando a -10 dalla capolista Inter. A questo punto tutto diventa molto più difficile e il torneo appare già compromesso in partenza. Eppure la Juventus ha giocato bene. Allegri ha presentato un 4-3-3 con una mediana interessante: Lemina nel ruolo di centrale davanti alla difesa e Pogba e Sturaro ai lati. In avanti Zaza, Cuadrado e Pereyra. Rispetto alla partita con il Genoa, Allegri ha preferito inserire Alex Sandro e far riposare Evra. La Juventus ha preso fin dall’inizio il gioco in mano e ha schiacciato gli avversari nella loro metà campo, superando con tranquillità il pressing alto che qualche volta la squadra di Stellone ha provato ad abbozzare. Merito questo di un giocatore come Mario Lemina, che come vice Marchisio si è distinto molto bene (lo si dovrà testare con squadre più blasonate, ma il francesino ha retto per tutta la partita), tenendo palla e facendosi apprezzare per le giocate semplici ma efficaci. In avanti è stato solo assedio con ripetuti tentativi e con un Cuadrado ispirato che con la palla fra i piedi ha fatto quello che ha voluto (anche qui sarà da testare contro altre compagini, ma alla sua terza uscita da titolare il colombiano conferma i progressi precedenti). Sulla fascia opposta anche Pereyra, punto nell’orgoglio, si è dimostrato un abile giocoliere a cui è stato difficile togliere la palla dai piedi. Quello che è mancato è stato solo il gol nel primo tempo. Ironia della sorte nell’unica volta che il Frosinone si è affacciato nell’area bianconera, dagli sviluppi di un corner ha colto il legno con Neto battuto, e ha rischiato di vedersi fischiare un rigore a favore. Anche la Juve nel finale di frazione ha colto la traversa su colpo di testa di Pogba (buona la sua prestazione).

Nel secondo tempo, vista la difficoltà di andare in gol, Allegri ha fatto entrare Dybala al posto di Sturaro (buona la sua gara) e Chiellini al posto di Lichtsteiner (acciaccato e un po’ spento), tornando per necessità o per intuito al 3-5-2 di contiana memoria. Il risultato è stato sorprendente, perché con Alex Sandro e Cudrado sulle fasce e con Pogba e Pereyra come interni, protetti da Lemina, la squadra ha giocato meglio, macinando molto più gioco e in maniera più ordindata. Soprattutto è salito in cattedra Lemina, che ha dato sicurezza a tutta la squadra, consentendo a Pogba di tornare a fare il Pogba degli anni precedenti. Lemina non avrà il suo tocco fatato, ma per corsa e qualità delle giocate non ha fatto rimpiangere Pirlo, e nemmeno Marchisio. Ha saputo chiudere tutti gli spazi, contrastare e anticipare gli avversari, recuperare palloni e far ripartire l’azione bianconera. Con il passare dei minuti è diventato autorevole e indispensabile alla squadra, proponendosi come perno centrale. La sua sicurezza si è riversata sui compagni e questo ha permesso a Pogba di lavorare con meno apprensione e più tranquillità, senza doversi preoccupare sempre di chiudere le ripartenze avversarie. Lemina è un interessante giocatore di prospettiva, alla De Rossi e potrà convivere con Marchisio e Hernanes. Nel secondo tempo la Juventus ha giocato meglio, ha prodotto tanto e ha anche sbagliato tanto e paga l’assenza di un uomo gol, di un bomber a 18 karati, di un top player. È riuscita a andare in vantaggio al 50’ con Zaza, che si è visto deviare in porta da Blanchard il tiro. Ma non ha saputo mettere in sicurezza il risultato e al 92’, nell’unico attacco del Frosinone della ripresa, sempre da corner si è vista agguantare grazie ad una rete di Blanchard, che si è così riscattato dell’errore precedente.

A partita finita si può solo recriminare contro la sfortuna e contro un attacco forse troppo giovane e leggero, allestito dalla dirigenza bianconera. L’assenza di Tevez si fa sentire e se a gennaio la Juventus vorrà tornare sul mercato lo dovrà fare mettendo pesantemente mano al portafogli e acquistando un top player di peso. Uno che ti risolve le partite da solo. Per il momento, con Morata sotto tono, Dybala, Zaza e Mandzukic non bastano a rendere la Juventus competitiva. L’attacco ieri ha sprecato quanto di buono fatto da Cuadrado, Alex Sandro, Pogba e Pereyra e questo è il boccone amaro che stanno ingoiando tutti i tifosi bianconeri. Hanno visto una squadra autorevole e autoritaria in campo, ma incapace di concretizzare quanto fatto di buono sul campo.

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