Juve, attacco e difesa sotto osservazione

Juve, attacco e difesa sotto osservazione

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La gara contro il Napoli ha messo in evidenza alcune lacune, ma non ha presentato una squadra del tutto allo sbando. Alla Vecchia Signora mancano dei punti fermi e un modulo su cui costruire continuità

Roma, 30 settembre 2015 – Momento difficile per l’attacco bianconero, ma anche la difesa non scherza. I quattro campionissimi di Allegri, quelli della difesa a tre nel 3-5-2, più Buffon non sembrano in grando di dare quella sicurezza che offrivano gli scorsi anni. Ovvio che se non sono ben supportati dal centrocampo, che perde troppi palloni, non riesce a gestire la palla, che sembra gli scotti tra i piedi, e a fare filtro, le folate avversarie saranno sempre pericolose. Però anche nei calci da fermo o nei cross dalla tre quarti, quando cioè i difensori devono fare la loro parte e mettersi in mostra, i vari Bonucci, Chiellini e Lichtsteiner non sono parsi irreprensibili. E che dire poi nell’uno contro uno? A Napoli per esempio Insigne ha segnato con un triangolo stretto e ben congeniato con Iguain, recuperando palla su un disimpegno errato e senza che la linea della difesa riuscisse a contrastare la giocata. Sempre a Napoli nell’uno contro uno Iguain ha segnato il secondo gol superando Bonucci, ossia il miglior centrale difensivo in europa della scorsa stagione, e Buffon – non del tutto incolpevole nell’occasione. Con il Frosinone sono piovuti da calcio d’angolo un palo nel primo tempo e un gol nel secondo tempo (tra l’altro sono state le unice giocate in attacco della squadra di Stellone). Contro l’Udinese il gol della sconfitta casalinga bianconera è arrivato da un cross dalla tre quarti, partito dalla fascia destra, dove è colpevole nello specifico Lichtsteiner per aver perso il suo uomo ma non sono esenti gli altri membri della difesa, compreso Buffon, che ha permesso che l’attaccante segnasse colpendo la palla all’interno dell’area di porta. Una sua uscita sarebbe stata gradita.

Tutto questo per dire che in fondo l’attacco è un osservato speciale, ma la difesa ha perso lucidità e attenzione, al di là delle mancate coperture preventive che possono fare i centrocampisti e anche gli stessi attaccanti. Tornando poi sulla partita di Napoli, di cui si è molto discusso e si è detto che la Juventus di Allegri ha mostrato il suo volto peggiore e confusionario, forse una seconda lettura della gara andrebbe rifatta. I bianconeri hanno giocato bene e non hanno rischiato nulla fino al 26’, fino cioè al gol di Insigne, nato da un rimpallo sfavorevole e dalla lestezza con cui il piccolo furfante partenopeo ha rubato palla a Padoin e ha dettato con Iguain. Dop la rete, la Juve per l’ansia di recuperare ha forzato le giocate, cosa che non vuole Allegri, e perso lucidità nelle chiusure. A centrocampo a sfigurato Hernanes, su questo nonm c’è dubbio, e quando verso il 70’ Allegri ha messo al suo posto Lemina è stata tutta un’altra storia per tonicità, freschezza, capacità di gestione e possesso della palla. Il problema è che fino al 70’ lo stesso Lemina, che si era distinto benissimo nella precedente gara contro il Frosinone, non è mai comparso nelle giocate che contano. Come del resto lo stesso Hernanes, lento, goffo e fuori posizione. Allora se da una parte la Juventus per un certo momento è stata accorta e attenta, dall’ altra non si è comunque espressa al meglio anche perché Allegri ha messo in ruoli sbagliati gli uomini a disposizione.

Ad ogni modo è vero che la Juventus non ha saputo creare grandi opportunità né dopo il gol di Insigne, né dopo il gol di Lemina del 2-1, ma non ha rischiato nemmeno tantissimo. Il raddoppio è stato un regalo di Hernanes con la complicità di Bonucci e Buffon, e successivamente, pur con una Juventus a trazione anteriore dopo gli ingressi di Cuadrado e Morata, sbilanciata e meno coperta, non ha subito grandi azioni e pericoli. Tiri il Napoli li ha fatti, alcuni respinti da Buffon, altri fuori dalla specchio della porta. L’inconsistenza della Juventus però è stata tale che non ha trovato un finalizzatore, un attaccante in grado di tenere palla e di puntare la difesa avversaria. Da questo punto di vista si è notata tutta l’inadeguatezza di Zaza. E ancora non si capisce perché Marotta e Paratici hanno voluto ad ogni costo puntare su di lui. Llorente sarebbe stato molto più utile alla causa bianconera. Questo nostro discorso insomma è per dire che alla fine Allegri non ha proprio fatto giocare malissimo la squadra. Però ancora non ha trovato la quadra, vuoi per prove e esperimenti che sarebbe il caso di non fare, vuoi per infortuni vari. Il demerito va dato 50% a lui e 50% alla squadra. Per adesso. Ma se le cose dovessero continuare sarebbe da attribuire popi tutto a lui, perché un allenatore deve anche trovare il modo di dare concentrazione agli undici che scendono in campo.

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