Suburra, il film che racconta Mafia Capitale

Suburra, il film che racconta Mafia Capitale

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Una storia che parla di Roma. Di politica, religione e malavita. Torna il nuovo film per la regia di Stefano Sollima con protagonisti Elio Germano, Pierfrancesco Favino e Claudio Amendola.

Roma, 13 ottobre 2015 – Esce mercoledì 14 ottobre nelle principali sale italiane Suburra, il nuovo film del regista italiano Stefano Sollima e interpretato da grandi attori quali Elio Germano, Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano e Antonello Fassari. Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Giancarlo Di Cataldo (Romanzo Criminale) e Carlo Bonini (ACAB), Suburra è un film riadattato nella sceneggiatura da Stefano Rulli, Sando Petraglia e distribuito da 01 Distribution.

La storia mette al centro della scena una Roma consumata dalla malavita, dalla corruzione e dai quei continui “accordi” presi sotto banco, che dai tempi di Cesare smuovono le torbide trame delle istituzioni capitoline. Roma Aeterna come i suoi tre pilastri immortali: religione, potere e criminalità. L’intera vicenda ruota attorno ai protagonisti della storia, il politico corrotto Filippo Malgradi (Favino), il bosso erede della band della Magliana detto il Samurai (Amendola), il Pr Sebastiano (Germano), il criminale di Ostia Numero 8 insieme alla compagna Viola e la escort Sabrina. La trama inizia con il 12 novembre del 2011, giorno in cui Berlusconi annuncia le sue dimissioni nonché ultimo giorno del mandato del suo governo e che per scelte logistiche, nel film viene affiancato a quelle annunciate da Papa Ratzinger (nella realtà due anni dopo, il 10 febbraio del 2013). Un binomio definito apocalittico e che vede crollare le due principali figure politiche e religiose di quegli anni, registrando l’inevitabile instabilità che ne potrà conseguire. Una scelta precisa e voluta da sceneggiatori e regia che il regista Stefano Sollima spiega come “una forte suggestione che ci é servita a dare maggiore concretezza al film“.

La stessa scelta del titolo Suburra, voluto da De Cataldo e Bonini per il titolo del loro libro e mantenuta per il film, è un richiamo storico a quella zona che nell’antica Roma veniva denominata Subura, (dal latino sub-urbe, sotto la città), quartiere in cui vivevano i poveri e gli emarginati della società, divisi dal resto della popolazione da una grande muro, ancora oggi visibile lungo la via dei Fori Imperiali. Una grande parete in mattoni che separava la Suburra dal resto della riccha e facoltosa Roma, fatta di imperatori, artisti e commercianti. Il film di Stefano Sollima già dal trailer rivela una regia complessa, curiosa, con un’ottima fotografia ed un perfetto specchio (e spicchio) di una Roma intramontabile e coerente con le sue aeterne contraddizioni. La pellicola promette essere un sicuro successo sia di pubblico che di critica. Da pochi giorni è stata anche annunciata la futura serie televisiva che verrà prodotta da Catlleya per Netflix, l’ormai noto canale statunitense di streaming online on demand.

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