Juve, tre punti d’oro allo scadere

Juve, tre punti d’oro allo scadere

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I bianconeri salvano Allegri e vincono al 93’ il Derby della Mole. Il tecnico, fischiato al momento del cambio di Dybala, azzecca la mossa. Da Alez Sandro il cross che ha portato al gol della vittoria

Roma, lunedì 2 novembre 2015 – Saliscendi Juventus. Una la perde e una la vince, anche se ancora non convince. Il derby contro il Torino se lo aggiudica ancora una volta la squadra di Allegri in pieno recupero con una rete di Cuadrado, arrivata su splendodo cross di Alex Sandro. Al 93’ il colombiano raddrizza così una gara che si stava avviando verso il pareggio. Largo forse per la Juventus e stretto per i Granata, che avevano dominato la gara per tutto il secondo tempo, trovando il go del pareggio al 4’, impedendo ogni tentativo di rivalsa della Vecchia Signora e andando più volte vicino al gol. Solo un grande Buffon, che per tutta la partita però ha dimostrato incertezza nelle uscite in presa alta, ha evitato che il Torino passasse in vantaggio. La rete nel finale dunque come dice il numero 1 bianconero è frutto della benigna cortesia degli “dei del calcio”, che per una volta portano bene alla Juventus. La vittoria è un toccasana per Allegri, che si era visto pesantemente fischiare da tutto lo stadio al momento della sostituzione di Dybala con Alex Sandro. Il giovane argentino ormai è nelle grazie della platea bianconera e sarà molto difficile da gestire d’ora in avanti. Non ha giocato male. Un suo velo intelligente ha messo in condizione a Pogba di segnare un eurogol e di mandare la Signora in vantaggio al 19’ del primo tempo. Però non ha nemmeno brillato di concretezza. Si deve ancora trovare e nel secondo tempo è calato vistosamente. La sua sostituzione non è parsa o sarebbe dovuta sembrare così scandalosa. Piuttosto scandalosa è stata la Juventus nel secondo tempo, incapace di fare gioco, di tessere trame, di contrastare il Torino di Ventura, di affaccaiarsi in area avversaria, di reagire dopo il gol del pareggio subito su punizione (ancora una punizione) anche se arrivato in maniera un po’ fortunosa per i Granata e per il suo autore Bovo.

Quello che è apparso poco comprensibile è stato lo sgretolamento della squadra nel secondo tempo. La Juventus nella prima frazione, dopo appena 9 minuti di gioco ha dovuto modificare assetto per il soltio infortunio muscolare al solito Khedira. Allegri, invece di mettere Sturaro, il sostiuto naturale del tedesco, ha preferito far entrare Cuadrado e spostare Marchisio nel ruolo di Khedira. Hernanes, in campo da titolare ne ruolo di trequartista è stato arretrato come regista basso al posto di Marchisio. Scelte molto discutibili ma che hanno avuto il merito di dare ragione al tecnico nella perima parte della gara, anche se a parte il gol, bello e confenzionato con una manovra corale, la Juventus non ha prodotto molto. Al rientro dall’intervallo però la Signora ha smesso di giocare. In mezzo la campo si è vista una sola squadra, il Torino, che ha prodotto gioco e pressione. La Juventus per circa 40 minuti è sparita e non ha saputo prendere in mano la gara. Ventura ha fatto entrare sulla destra Zappacosta, che ha prodotto una maggiore spinta propositiva, mettendo in difficoltà Evrà e lo stesso Morata, costretto a sacrificarsi in difesa. La mossa giusta è arrivata però a 6’ minuti dal termine, quando Allegri ha tolto Dybala e messo Alex Sandro, che ha contrastato efficacemente Zappacosta e ha dato vivacità e gioco sulla fascia di competenza. Da lui è arrivato il traversone perfetto sul quale Quadrato si è avventato, spingendo in rete la palla del 2-1 bianconero. Un minuto prima però Bonucci aveva colto una clamorosa traversa nata da una punizione sulla trequarti e sulla ribattuta il portiere granata si era opposto ad un gran tiro dalla distanza.

Alla fine anche se molto fischiato per il cambio Allegri ha avuto ragione. L’ingresso di Alex Sandro ha dato una svolta alla gara, producendo una maggiore pressione sulla fascia sinistra, dove Evrà forse troppo stanco o impensierito da Zappacosta aveva di fatto lasciato al Torino. I fischi nei suoi confronti sono apparsi ingenerosi, ma la mossa è servita e la gara alla fine vinta. Si può che dire che alla Juventus e al tecnico finora è mancato quel pizzico di fortuna senza il quale non si va lontani. Ad ogni modo i bianconeri fanno un piccolo passo avanti e salgono al 10° posto, affiancando il Torino e la Sampdoria (che deve ancora giocare) a 15 punti. Il -9 dalla vetta appare ancora molto lontano. Adesso bisognerà vincere contro l’Empoli fuori casa e provare a spuntarla in casa contro il Milan. Con 2 vittorie la rotta sarebbe invertita e la classifica meno ardua. Due vittorie non darebbero la certezza di essere una squadra in grado di competere con Roma, Napoli, Inter e Fiorentina per lo scudetto, ma renderebbe meno amaro il proseguo della stagione, che sarà costellato ancora di tanti altri saliscendi.

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