La prima disfatta arriva nel Derby d’Italia

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Finisce 2-1 per i padroni di casa che dominano la Juventus. Persi i primi tre punti dalla squadra di Allegri. La Signora non riesce a incidere a centrocampo e in attacco crea poco. Non basta avere 23 titolari per vincere le partite

Lunedì, 19 settembre 2016 – Arriva la prima sconfitta di Allegri targata Inter. I nerazzurri, che fino a ieri avevano scricchiolato in Campionato, presentando un brutto gioco e riuscendo a fare punti solo con le piccole, hanno battuto in rimonta la corazzata bianconera dopo essere andati in svantaggio. La Juventus, forse stanca dopo la prova di Champions finita in pareggio, non è riuscita ad incidere mai sulla partita e alla fine ha dovuto piegarsi al gioco brillante dell’Inter. Il gol del momentaneo vantaggio bianconero di Lichtsteiner, nato da un pregevole spunto personale dell’altro laterale Alex Sandro, sembrava condannare una squadra che aveva retto bene l’urto degli ospiti e anzi aveva prodotto molto più gioco e molte più azioni pericolose. Ma in pochi minuti Icardi e Perisic, sempre imbeccato da un bel assist del centravanti interista, hanno ribaltato il risultato. È arrivata così la prima sconfitta per Massimiliano Allegri, che ha perso il derby d’Italia e ha fatto un punto nelle ultime due gare. La squadra di marziani, la corazzata imbattibile, l’invincibile armada di questa estate, da tutti dipinta e descritta come la grande favorita del torneo, cede la vetta e si vede superare dal Napoli di Milik, che cambia il centravanti ma non cambia le abitudini di vincere e di fare tanti gol. E Bonucci, che aveva ripreso i tifosi perché contro la gara in Champions con il Siviglia si erano lamentati per il gioco, questa volta dovrà fare di più per cercare di calmarli. Buffon ha parlato di un ritorno sulla terra di tutta la squadra. Un dato è certo, pur con le spese folli e un mercato sontuoso alle spalle, se non si ritorna umili, non si vince e non si va lontani. Nella gara di ieri si sono registrati troppi passaggi sbagliati, troppi errori, troppa poca voglia di rincorre l’avversario. La Juventus ha perso il confronto soprattutto a centrocampo, dove l’Inter ha fatto pressing e ha coperto sempre i giocatori avversari.

Bene sulle fasce la squadra di Allegri, con Alex Sandro e Lichtsteiner, ma ha faticato sempre contro la difesa nerazzurra. Il muro eretto da Frank De Boer ha retto e ha surclassato le punte juventine e non c’è stata invenzione, genialità o capacità risolutiva da parte degli uomini di Allegri, che sono stati pericolosi davvero solo con un tiro improvviso di Pjanic nel primo tempo e in occasione del gol dello svizzero, bravo ad imbucarsi in area. Per il resto, anche dopo aver subito la rete dello svantaggio, la Signora non ha avuto una reazione cattiva. Non ha aggredito l’Inter. Non ha provato veramente a riprendersi il punto. Higuain, partito dalla panchina, non è stato mai servito a dovere nei 20 minuti che è stato in campo. Mandzukic si è battuto ma è sempre stato isolato in attacco, e non ha mai fatto i ripiegamenti dello scorso hanno per soffiare la palla agli avversari. La Juventus ha peccato di superbia, pensando che la gara fosse vinta in partenza. Oppure Allegri ha peccato di leggerezza, pensando che il turnover potesse bastare contro un’Inter in difficoltà. In entrambi i casi il risultato è stato disastroso e poco apprezzabile soprattutto perché è mancato il gioco. I tre di centrocampo non hanno inciso mai e sono apparsi slegati tra loro. Asamoah è quello che ha sbagliato di più. Khedira non pervenuto e quando si è visto è perché ha sciupato gol quasi fatti. Un po’ come era successo contro il Siviglia. Pjanic non è ancora pronto per fare il vice Pirlo. Ma la domanda è: lo sarà mai?

Lemina, che fino a ieri aveva fatto buone cose nel ruolo di Marchisio e di Pirlo, sbagliando abbastanza ma comunque chiudendo e smistando palloni con intensità e qualità, è stato lasciato a riposo. Avrebbe potuto entrare nel secondo tempo per cercare di raddrizzare la gara e correggere la sofferenza sulla mediana. L’infortunio a Benatia nel primo tempo, che ha costretto al cambio Allegri, forse ha tolto questa carta all’allenatore, che nella ripresa ha fatto entrare Pjaca e Higuain con scarsi effetti sulla partita. Un altro grande assente è stato Cuadrado. Fortemente voluto dalla Juventus, ancora non è stato impiegato dal tecnico. Nella gara di ieri avrebbe potuto essere molto utile, anche se Lichtsteiner, con cui la società è in rotta, ha fatto un’altra grande gara. Insomma quando si perde la colpa spesso è dell’allenatore. Potrebbe essere così anche per la partita di ieri. Lasciamo però il beneficio del dubbio e anche la scusante della difficoltà di dover gestire una rosa di 23 titolari. Per la prossima arriva una neopromossa come il Cagliari, zeppa di ex bianconeri, che potrebbero anche essere ansiosi di regalarsi una piccola rivincita. Però sulla carta la Juventus dovrebbe riuscire a superare questo ostacolo e rilanciarsi come si deve.

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